Super Mario Maker 3DS: la recensione

MarioMaker3DSHeader610Super Mario Maker ha rappresentato una svolta epocale per la casa di Kyoto, arricchendo la softeca dell’incompreso Wii U con una rara perla di generosità e apertura di Nintendo verso la sua community: per la prima volta, infatti, gli asset di sviluppo del platform più famoso di sempre, simbolo della “manodopera di qualità” che da sempre ha contraddistinto la filosofia di sviluppo della grande N, sono stati messi nelle mani dei suoi amanti più spassionati consentendo loro di cimentarsi nella creazione di veri e propri livelli di gioco del famoso idraulico baffuto. E di condividerli online. Un titolo che, forse con un pizzico di ritardo, ha riconosciuto la volontà di creazione e condivisione di un pubblico vastissimo che, tra emulatori, homebrew, titoli alla Minecraft, ha ormai travalicato limiti d’età e di target, ponendosi come uno dei maggiori trend del mercato videoludico mondiale. Non a caso, infatti, il successo commerciale di Super Mario Maker ha saputo stupire i più, andando al di là dei limiti imposti dalle difficoltà della base installata del Wii U e vendendo milioni di copie. Un riscontro di mercato che solo pilastri dell’industria come Smash Bros, New Super Mario e Mario Kart hanno saputo tagliare, affiancati da altri fenomeni inaspettati come Splatoon. E dopo il bagno di folla (e critica) della versione Wii U, in attesa di SWITCH (o proprio per ribadire ulteriormente il concetto di fusione tra le lineup portatili e quelle casalinghe) ecco che Nintendo decide di trasportare il titolo anche su Nintendo 3DS: una piattaforma di successo imparagonabile a quello di Wii U (con oltre 60 milioni di unità vendute, contro le solo 13 della sorellona home console) che proprio grazie a questo fatto (e alla condivisione con Wii U della struttura di interfaccia data dal doppio schermo e dalla possibilità di controlli touch) vede oggi arrivare nella sua softeca uno dei titoli più moderni sviluppati in quel di Kyoto.

E’ sempre difficile, per un recensore, approcciarsi a produzioni di questa natura: da un lato occorre mantenersi oggettivi nella valutazione dell’esperienza di gioco offerta rispetto alle potenzialità della console; dall’altro è altrettanto lecito portare confronti con l’originale e porsi domande sull’effettiva natura dell’operazione commerciale. Per chiarire il campo da qualsivoglia dubbio, il giudizio in pancia alla redazione di Wiitalia è duplice, poiché il titolo va ad arricchire ulteriormente la libreria già ricca del Nintendo 3DS ma al contempo non raggiunge la qualità complessiva dell’originale per Wi U. Starà quindi a voi valutare se appropinquarvi primariamente alla versione per home console (più completa in termini di contenuti e modalità, più comoda in termini di interfaccia e via dicendo) o se valutare l’acquisto di questa portatile, dove l’elemento portabilità risulta alla fine dei conti essere il cardine dell’esperienza. La natura del gioco, il suo scheletro funzionale e grafico, la sua essenza più intrinseca restano infatti invariate e curate come da tradizione Nintendo.

palette 1Super Mario Maker per 3DS è, come l’antesignano per Wii U, un gioco dove l’esperienza di base è quella fondata sul concetto di User Generated Contents, in salsa Super Mario: seguendo diversi stili grafici ispirati alla tradizione della serie del famoso idraulico baffuto, potremo sbizzarrirci nella creazione di diversi livelli di gioco dove gli elementi dei fondali, quelli interattivi con il nostro avatar, il posizionamento dei nemici e dei differenti bonus e ostacoli ambientali possono essere determinati liberamente dall’utente. Le possibilità di gioco seguono in maniera pedissequa il titolo già assaporato su home console poco tempo addietro: la medesima chiarezza di interfaccia, sempre curata nel dettaglio e ricca di particolari maniacali sopratutto sotto l’ottica di intrattenimento tipica di Nintendo; la miriade di contenuti offerti in termini di oggetti e soluzioni; la notevole libertà creativa confermata anche in questa incarnazione portatile. Le possibilità di gioco sono davvero ricche e portatrici di un carico di giocabilità notevole e assolutamente non banale. L’unica pecca risulta forse essere quella dell’assenza di significative aggiunte rispetto al capitolo casalingo, però di per sé già piuttosto ricco e fornito.

castleIl sistema di controllo e interfaccia è, a sua volta, pressoché identico a quello (ottimo) visto su Wii U: sfruttando la natura assai similare dei due device, potremo osservare l’azione sullo schermo superiore (privo di effetto 3D stereoscopico, un difetto congenito a molte ultime perle del 3DS, vedasi Pokémon Sole & Luna) e intervenire in modifica su quello tattile inferiore. Qui, tramite pennino, sarà semplice e immediato selezionare i diversi stili grafici presenti, scorrere tra i menu di intervento, scegliere i diversi layer di modifica e spostare, modificare, cancellare o ripetere i diversi oggetti di creazione a nostra disposizione. L’originalità del sistema di interfaccia si conferma davvero ottima, soprattutto perchè capace di coniugare divertimento e semplicità d’uso, forse la caratteristica più importante in produzioni di questo genere dove lo smarrimento è dietro l’angolo. Nintendo ancora una volta si dimostra invece capace di mantenere elevati standard di qualità grazie a una notevole spinta creativa supportata da un certosino lavoro di cura del dettaglio, unita alla indubbia dote di saper coniugare diversi target di età o esperienza all’interno delle sue produzioni. L’interfaccia, infatti, garantisce un livello di usabilità elevatissimo, tale da consentire pressoché a chiunque di potersi cimentare in sperimentazioni più o meno efficaci, senza per questo in nessun modo abbassare il grado di soddisfazione possibile per utenze più smanettone, che come su Wii U saranno in grado di sbizzarrirsi a tal punto che, probabilmente, il primo limite incontrato sarà quello della loro fantasia e non quello di eventuali vincoli strutturali del gioco.

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