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Pokémon Sole & Luna: la recensione

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Una chiave di lettura che per altro continua imperterrita anche nel caratterizzare nuove dinamiche di lotta, l’altro elemento significativo del brand accanto a quello esplorativo (entrambi ovviamente intrinsecamente legati tra loro dal comun denominatore della collezionabilità dei mostriciattoli in questione): da un lato i Cristalli Z, con le loro mosse Z, che, seppur privi di grande profondità stategica, offrono un pizzico di novità e un elevato grado di soddisfazione “scenografica”, dotando i nostri Pokémon di “super colpi” particolarmente potenti e holliwoodiani nella messa in scena (per certi punti di vista, questo aspetto è paragonabile all’introduzione piuttosto recente delle incarnazioni Leggendarie di alcune creature); dall’altro la nuova struttura di “Boss Fight”, intesi come i combattimenti con i Pokémon Guardiani a protezione delle diverse isole dell’Arcipelago, fondamentali per il completamento dell’avventura, rappresentata nel gioco come una sorta di viaggio di iniziazione e accettazione del nostro avatar da parte delle tribù e delle tradizioni locali. Due aspetti per altro in stretta relazione l’uno con l’altro, dato che le mosse Z saranno particolarmente utili, se non indispensabili (quantomeno per noi, Allenatori non superbi) proprio in questi frangenti di gioco. Momenti di lotta resi ancor più appassionanti, immaginiamo per un pubblico di riferimento piuttosto giovane, anche dal bracciale/giocattolo porta Cristalli Z sviluppato dalla The Pokémon Company (sulla falsariga, osiamo dire, del celeberrimo orologio di Yo Kai Watch?), presumibilmente destinato a sostituire nelle menti di molti bambini neo appassionati il più famoso ma forse obsoleto Pokédex.

Il versante grafico e tecnico del titolo, al contrario di quanto esposto fino a ora, appare invece piuttosto altalenante. Intendiamoci: rispetto agli sforzi storicamente non superbi sotto questo punto di vista da parte degli sviluppatori, in questo caso non possiamo non riconoscere gli sforzi operati, anche se come detto il risultato non è esente da pecche. Per la prima volta, dopo il passaggio ai modelli 3D con Pokémon X/Y, vediamo un mondo da esplorare convincente, con una realizzazione poligonale di avatar, NPC e ambienti al passo con le capacità dell’HW di riferimento. Seppur ancora non affiancato da una telecamera a gestione totalmente libera, il nuovo punto di vista e la nuova composizione visiva del mondo di gioco riescono a trasportarci davvero “dentro” il mondo di Alola, con un senso di modernità e freschezza di cui si sentiva senza dubbio l’esigenza ormai. Ambienti, modelli e texture non rappresentano il picco tecnico visto sul portatile a due schermi, ma l’impatto iniziale lascia comunque un’ottima sensazione, forse anche solo in relazione alle precedenti opere del team. I modelli dei Pokémon veri e propri, invece, sono davvero ben realizzati, ricchi di dettagli e animazioni programmate con cura e armonia: la nota dolente, oltre alla mancanza dell’effetto 3D stereoscopico (ormai un lascito del passato, vedendo Switch?) resta quello del frame rate: altalenante sia nelle fasi esplorative che di lotta, arriva a volte addirittura a zoppicare vistosamente, per una sensazione di fastidio che riesce a farsi perdonare soltanto pensando come quei modelli così particolareggiati stiano forse spingendo i limiti del 3DS in attesa di potersi esprimere al meglio sulla nuova console della casa di Kyoto in arrivo a marzo (vedendo le indiscrezioni di una terza versione ipotizzata col nome in codice Stars).

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Pokémon Sole & Luna arriva finalmente anche da noi italiani e, dopo mesi di attesa straripante sospinti dalla febbre dell’app GO per mobile e dalle diverse iniziative messe in atto per festeggiare il ventesimo anniversario della saga, non delude le aspettative. Numerose novità, forse non sostanziali ma comunque significative sommate le une alle altre; molte nuove creature dal design convincente; una mole di contenuti più che abbondante sia in single player che in multiplayer; modelli di gioco mai così curati…tutto, tranne l’aspetto tecnico legato alla fluidità, mettono in scena un prodotto che non dorme sugli allori di un prestigio antico anche se attuale ma, al contrario, investe per continuare ad affermarsi con forza presso il suo pubblico storico ma anche presso intere nuove generazioni di appassionati.

8.0
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