Pokémon Sole & Luna: la recensione

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Pokémon Sole e Luna è finalmente arrivato negli slot dei nostri 3DS (che siano quelli per la cartuccia originale o quelli della scheda SD per chi ha optato per la versione digitale, poco importa): l’attesa è finita e non è mai stata così appassionante. Dal lancio di Pokémon GO, infatti, è innegabile come la febbre da mostriciattoli tascabili sia tornata in auge come forse solo ai tempi delle primissime generazioni, con un buzz anche mediatico sopra la media e capace persino di offuscare quello suscitato da X/Y, nonostante quello fosse il primo capitolo in 3D per la saga. Ed eccoci quindi qui, il giorno dopo l’uscita del titolo in Italia, pronti ad accompagnarvi fra le strade della nuova isola dove, tramite la versione Luna, potremo raccontarvi le nostre sensazioni!

Come accennato, una delle grandi novità di Sole & Luna è proprio la nuova regione protagonista dell’avventura: Alola richiama i realistici paradisi tropicali della nostra terra, sia come scenario che come flora e, ovviamente, fauna: sia gli abitanti che le loro usanze risultano essere caratteristici ed interessanti, soprattutto se contrapposti a quanto visto finora nei classici titoli della serie. L’ambientazione risulta essere più selvaggia e in qualche modo “aborigena”, ricca di richiami sia strutturali che narrativi legati a culti e tradizioni che inquadrano un rapporto antropologico tra gli abitanti umani e i Pokémon della regione. La prima conseguenza legata al cambio radicale di location è proprio quella ambientale, con scenari variegati e piuttosto freschi che, pur non disdegnando anche aree urbane “civilizzate”, riescono però a proporre soprattutto aree di gioco “selvagge”, seppur non inesplorate, con cambi di fondali e ambientazioni senza dubbio soddisfacenti. Se non altro per la loro novità in termini estetici e, conseguentemente, avventurosi.

Pokemon-Sun-Moon-June-2-TeaseIl secondo punto cardine derivante dalla natura stessa di Alola è legato ai suoi principali elementi climatici: proprio a causa di questi, infatti, nella regione non solo sono presenti numerosissimi nuovi Pokémon, ma anche nuove forme di mostriciattoli classici o quantomeno già conosciuti. Ecco così un discreto numero di nuovi esseri tutti da scoprire, in termini di design, classe, poteri, caratteristiche ed evoluzioni, arricchiti ulteriormente da elementi più noti capaci però di fornire spunti di curiosità persino più acuti rispetto a quelli dei nuovi Pokémon: da sempre pietra angolare dell’intera serie, non possiamo che apprezzare lo sforzo messo in atto dagli sviluppatori per presentare un bestiario senza dubbio fresco e ricco di novità, capace contemporaneamente di strizzare l’occhio agli appassionati di vecchia data e di entusiasmare i nuovi arrivati. Il design di per sé è sempre elemento soggettivo e di difficile giudizio, ma anche risparmiandoci giudizi estetici personali (comunque assai positivi nell’insieme) è oggettivo il riscontro del lavoro svolto dal team per fornire moltissimi nuovi incentivi alla cattura e alla collezione delle creature di Alola.

gameplay-pokemon-sun-and-moon-nintendo-470x281Una regione, questa, che non finisce di stupire per il profondo intervento che riesce ad operare sotto diversi punti di vista all’interno del gioco, influenzando diversi strati del titolo. Non ultimo, infatti, anche le dinamiche di svolgimento dell’avventura riescono a muoversi lungo un canovaccio sicuramente non trascendentale ma al contempo nuovo per la serie: non dovremo più semplicemente muoverci di Palestra in Palestra per ottenere le medaglie di allenatore Pokémon, infatti, bensì districarci tra culti e tradizione dell’arcipelago di isole per completare il nostro viaggio di iniziazione e dimostrare di essere degno di indossare i Cristalli Z, capaci col loro intervento di padroneggiare i Pokémon Guardiani di Alola. Seppur come detto lontano dai picchi della narrazione videoludica in senso lato, l’approccio diverso dal solito si dimostra capace di intrattenere anche i fan di lungo corso con piccoli ma significativi elementi di freschezza capaci di rinnovare la formula della serie senza decostruirla. Radici salde, quindi, ma sguardo al futuro, per una struttura narrativa più coesa e moderna, seppur non rivoluzionaria.

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