Chase: Cold Case Investigations: la recensione

Chase

Il Nintendo DS sarà ricordato come una console leggendaria, in grado di attirare decine di milioni di persone nel mondo dei videogiochi, e di soddisfare anche i gusti dei più assidui giocatori. Tra i giochi che accontentarono un po’ tutti vi furono le avventure testuali: rilassanti libri interattivi per i primi, nostalgico rimando ai classici per PC degli anni Novanta per altri. Persino Nintendo entrò nel genere, conscia del fatto che le avventure testuali fossero un ottimo modo per presentare le novità della console; così pubblicò una serie di giochi ideati da CiNG, piccola software house giapponese con all’attivo solamente un titolo per PS2, Glass Rose, prodotto da Capcom. CiNG creò le serie Another CodeHotel Dusk, apprezzate da una nicchia di appassionati per la loro atmosfera intensa, e gli enigmi spesso ingegnosi.

CiNG ha purtroppo chiuso i battenti nel 2010, ma alcuni suoi dipendenti si sono riuniti recentemente sotto l’ala di Arc System Works per un nuovo progetto, uscito il 13 ottobre nell’eShop europeo del 3DS; il prezzo di lancio è di 4,79 euro, e dal 1 novembre costerà 5,99 euro.

Chase: Cold Case Investigations è un gioco che ammicca molto ai precedenti lavori di CiNG, in particolare a Hotel Dusk e relativo seguito. Il protagonista somiglia molto a Kyle Hyde, l’atmosfera è venata di giallo, e le musiche sono decisamente simili a quelle dei giochi citati. In realtà, le similitudini sono solamente superficiali: il sistema di gioco è molto poco interattivo, e prevede di scorrere i dialoghi fino ad alcune scelte che però non hanno alcun effetto sugli eventi, se non di ripetere il discorso tra i personaggi per tornare alla scelta stessa. Non vi sono quindi enigmi né libertà nel gestire gli interrogatori, ma solamente una trama da seguire, dall’inizio alla fine, nei binari prestabiliti.

I protagonisti di Chase sono il detective Shounosuke Nanase e la sua assistente Koto Amekura, impiegati nell’unità dei casi irrisolti in un distretto di Tokyo. Dopo settimane di lavoro noioso e ripetitivo, ricevono una chiamata che sembra implicare come un incidente di qualche anno addietro fosse stato in realtà un omicidio. I due personaggi prendono quindi in mano le carte del caso cercando di capire se qualche indizio possa portarli ad una conclusione diversa da quella ufficiale. A tal fine, interrogano i testimoni dell’epoca, cercando di far chiarezza sul loro ruolo nel corso degli eventi.

Chase presenta solo questo caso e nulla più: la durata è di appena un’oretta e mezza. Tutto è presentato in maniera molto lineare, senza molta possibilità di influenzare le decisioni dei personaggi. La maggior parte del tempo passa nell’ascoltare gli indiziati, e nel chiacchierare con l’assistente. Le fasi di ricerca degli indizi sono molto brevi e inconcludenti: al più si osserva una fotografia dell’epoca per cercare di capire se qualcosa può essere sfuggito agli investigatori. Dal punto di vista del gameplay, quindi, Chase non entusiasma né delude perché non permette alcun tipo di libertà. Certamente, non è paragonabili alla bontà del sistema di gioco di Hotel Dusk, che prevedeva esplorazione degli ambienti, enigmi e interrogatori interattivi.

Inoltre, la storia di Chase è piuttosto annacquata e viene presentata in maniera da non solleticare la curiosità del videogiocatore; le informazioni che vengono fornite sono inizialmente molto poche e si deduce qualcosa solamente verso la fine, e non perché si è ragionato ma perché tutto è diventato troppo esplicito – ovviamente, con appena tre indiziati non è difficile capire chi possa essere più o meno coinvolto. Questo è un peccato perché tra i punti di forza di CiNG vi era la creazione di trame profonde e complesse, elemento che in Chase non è certamente di casa. La scarsità della storia diventa un elemento piuttosto negativo nel momento in cui l’esperienza di gioco ruota attorno ai dialoghi e agli eventi, e non è sopperita da altri fattori.

Per il prezzo cui viene proposto, Chase può comunque essere consigliato a chi ha enorme nostalgia di Hotel Dusk e simili, vista anche la sua longevità risicata. Altrimenti, si può sempre rigiocare i classici per DS o acquistare l’ultimo episodio di Ace Attorney per 3DS eShop – esperienze molto più meritevoli. In ogni caso, pare che Chase possa continuare con il rilascio di nuovi episodi (il finale rimane, infatti, molto aperto), il che potrebbe migliorare la valutazione generale, specialmente per quanto riguarda la sceneggiatura. Le potenzialità ci sono: la colonna sonora è intrigante e la caratterizzazione dei personaggi mostra alcuni aspetti interessanti – è molto evidente come, però, il gioco sia stato sviluppato con un budget molto piccolo, il che ha influenzato anche la localizzazione (solamente in inglese) purtroppo molto scarsa. Acquistare Chase potrebbe anche essere un modo per aiutare gli ex-CiNG a proporre qualcosa di più sostanzioso - ma per ora il giudizio non può che essere negativo.

5.5
Commenti Sottoscrivi i commenti
  1. Rispondi

    In effetti il gameplay è un decisamente limitato, quasi impalpabile. In compenso, mi ha colpito molto l’atmosfera. Spero possa essere l’inizio di qualcosa di più grande.


Lascia un commento

Devi effettuare l'accesso per lasciare un commento.


Potrebbe interessarti anche...