Metroid Prime: Federation Force: la recensione

Metroid Prime Federation Force

Seppur sia sempre più comune osservare le rivolte degli appassionati in seguito ad un annuncio poco gradito, nel caso di Nintendo le controversie sono rimaste piuttosto di nicchia, come nel caso di alcune localizzazione non particolarmente fedeli, oppure si sono esaurite nell’arco di qualche giorno. Il punto di svolta, e cioè il grande passo di Nintendo nell’inimicarsi orde di videogiocatori con effetti disastrosi su social network e similia, è avvenuto durante l’E3 2015 quando, in mezzo ad una conferenza già abbastanza sottotono, fu annunciato Metroid Prime: Federation Force.

Una recensione non dovrebbe essere influenzata da cosa il gioco rappresenta, ma solamente da cosa il gioco effettivamente è; dovrebbe valutare le sue qualità, e non la percezione che dà. Per esempio, un gioco violento non può essere affossato perché alcune persone pensano che la sua crudità sia gratuita, e quindi lo schifano per questo motivo. Al contempo, Metroid Prime: Federation Force deve essere valutato in quanto gioco, non per essere uno spin-off che pochi avrebbero voluto. La verità è, infatti, che il gioco di Next Level Games (dietro il già ottimo Luigi’s Mansion 2 per 3DS) ha sollevato un putiferio di dimensioni bibliche a causa della sua stessa esistenza, e considerando lo stato della serie originaria, praticamente sparita dai radar dal mediocre Metroid: Other M per Wii, uscito nel 2010 (se non si considera il minigioco Metroid Blast di Nintendo Land). Perché sviluppare un gioco del genere senza che all’orizzonte vi sia un capitolo di Metroid vero e proprio? Questa domanda dev’essere risuonata più volte nella testa dei fan più accaniti, incapaci di darsi una spiegazione per una scelta così, a parer loro, scellerata. Samus Aran è un’eroina amata, popolarissima anche grazie alla sua comparsa in Super Smash Bros., ma purtroppo dimenticata – e la sua assenza si fa sentire ancora di più considerando che viene da una delle più belle trilogie del mondo video-ludico, Metroid Prime, nata su GamCube e poi proseguita su Wii. Per una serie di motivi, può capitare che alcune serie si prendano una pausa (lo stesso Metroid tornò in auge nei primi anni Duemila dopo aver saltato il Nintendo 64); per esempio, il team di sviluppo lavora ad altri progetti; oppure i creatori hanno lasciato l’industria; o ancora non ci sono ragioni per sviluppare un seguito e quindi tanto vale aspettare che emerga un nuovo concetto di gioco per svecchiare il franchise.

Al di là di tutto, però, sarebbe ingiusto giudicare Federation Force alla luce delle polemiche - trattasi di un progetto sperimentale che esce alla fine del ciclo vitale di una console, e che non toglie nulla all’esistenza di altri episodi della serie. Anzi, l’esistenza stessa di questo progetto indica che Nintendo ha bene in mente le vicende di Samus Aran, ma che forse non è il momento adatto per darle il giusto spazio (il Wii U è in fase calante di supporto, e tutti gli sforzi sono concentrati su NX). Federation Force ricorda da vicino The Legend of Zelda: Tri Force Heroes, in termini di scopo del progetto: un gioco improntato sul multi-giocatore che sfrutta un universo riconoscibile e carismatico per offrire un’esperienza diversa dal solito. Tri Force Heroes non ha generato lo stesso vespaio di critiche perché, in fondo, The Legend of Zelda è una serie ancora vivace e con un capitolo in dirittura d’arrivo. Il fatto che non è stato annunciato alcun episodio di rilievo di Metroid in quale modo dovrebbero influenzare il giudizio di questo spin-off? Il dilemma è in realtà posticcio perché Federation Force nulla toglie all’esistenza di altri capitoli (Next Level Games non è un team pronto allo sviluppo su console casalinga), e rappresenta una visione tutto sommato moderna di come potrebbe essere uno spin-off di Metroid nel 2016… Certamente meglio di Metroid Pinball, a livello di idee, e di Metroid Prime Hunters, in termini di controlli.

Polemiche a parte, Metroid Prime: Federation Force è un gioco che funziona: è ben sviluppato e molto curato; è divertente e piacevole da giocare; e riempie un vuoto che da sempre affligge le console portatili di Nintendo, e cioè quello degli sparatutto in prima persona, o altresì conosciuti come FPSIl gioco dà il meglio di sé in multi-giocatore perché è costruito attorno a questa modalità, e quindi è consigliato a chi avrà amici con cui divertirsi, oppure è già avvezzo al gioco online. Ed è forse questa la novità più importante di Metroid Prime: Federation Force (e, in parallelo, di Tri Force Heroes): essere un gioco improntato sul multi su una console che mai ha avuto esperienze di questo tipo. Anche una serie come Monster Hunter è perfettamente fruibile in singolo, nonostante la sua modalità in cooperativa ne abbia decretato il successo. Posizionarsi come un FPS volto al multi-giocatore è una sfida su 3DS, ed in questo Nintendo non ha certo fallito.

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Considerando la piattaforma di uscita, ed il genere in questione, il primo elemento da considerare in un’analisi tecnica riguarda sicuramente i comandi. Nintendo ha offerto due schemi di controllo che si differenziano principalmente per come muovere la visuale: uno che utilizza i sensori di movimento, e quindi permette di prendere la mira spostando la console; ed uno che invece sfrutta il secondo analogico del New 3DS e New 3DS XL (o, in alternativa, il Circle Pad Pro) per la stessa funzione. Con i tasti a disposizione, questo era veramente il meglio che si poteva fare, e certamente non delude; se da un lato il giroscopio funziona a dovere (è calibrato in maniera tale da non dover muoversi troppo per spostare la visuale) ma rende il gioco piuttosto facile, il secondo analogico è più tradizionale ma forse più scomodo vista la sua posizione e dimensione. Altrimenti, i controlli di Federation Force sono piuttosto semplici e basilari: si spara con A, si salta con B, mentre X e Y sono dedicati alle armi secondarie ed alle cure. Il tasto dorsale L viene utilizzato per agganciare i nemici. La sensazione è che Next Level Games abbia dato il meglio di sé per rendere l’esperienza di gioco fluida, anche se la console ha limitato notevolmente le possibilità di controllo, specialmente se si prendono a paragone i FPS per console casalinga.

Federation Force è strutturato a missioni adatte alla sua natura portatile. La storia è ridotta all’osso per cui si viene introdotti agli eventi con poche righe, impersonando un militare della Federazione mandato in avanscoperta su tre diversi pianeti. Se da questo punto di vista, il gioco non ricorda molto il Metroid che tutti conoscono, i livelli sono piuttosto reminiscenti dell’universo in cui è ambientato. Oltre a fronteggiare un buon numero di nemici con il cannone fotonico, le missioni richiedono una buona dose di esplorazione e qualche pizzico di enigmi per superare ostacoli come portoni chiusi e dislivelli. La componente platform è ben inserita e non è tediosa (in virtù della brevità di ogni missione) e potrebbe piacere agli appassionati della serie. Oltre a raggiungere l’obiettivo della missioni, l’esplorazione è consigliata anche perché permette di scovare le cosiddette MOD, cioè equipaggiamenti da utilizzare per potenziare il proprio arsenale ed il proprio mech da combattimento. Qui entra un piccolo elemento di personalizzazione per creare un’esperienza di gioco più vicina ai propri gusti e quindi decidere se focalizzarsi sull’offensiva o sulla difensiva; o, ancora, se sfruttare la debolezza dei nemici di un determinato pianeta oppure sfidarli sullo stesso livello evitando le armi più efficaci. Un aspetto interessante è il fatto che le MOD vengono svelate solamente dopo la fine della missione, per cui raccogliendole lungo il livello si rimane con il dubbio se ne sia valsa la pena. 

La varietà delle missioni è garantita ma in singolo il gioco non dura più di un paio d’ore o forse qualcosa di più (a meno che non si voglia sbloccare tutte e tre le medaglie per ogni livello). Questo elemento è da considerare se non si ha intenzione di andare online o sfruttare la connettività. La longevità di Federation Force dipende, infatti, dalla propensione al multi-giocatore. Inoltre, è bene considerare che essendo un gioco sviluppato attorno alla co-operazione fino a quattro giocatori, alcuni livelli in singolo potrebbero risultare sia noiosi (per la complessità delle attività da svolgere, semplici in gruppo) o addirittura troppo ostici, nonostante la campagna in solitario fornisca alcuni aiuti extra.

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Un altro aspetto che ha ricevuto molte critiche è il design dei personaggi, che sembrano quasi dei giocattoli di qualche decennio fa. Graficamente, il gioco non eccelle ma non si può dire non abbia carattere – i piccoli mech sembrano plasticosi, ma sono ben inseriti in un ambiente altrettanto artificiale e rozzo, ma al contempo carismatico. Se le costruzioni poligonali sono forse un po’ approssimative, gli effetti grafici che corniciano l’estetica sono di tutto rispetto; inoltre, il gioco ha un buon framerate, anche con il 3D attivato, il che dona un’azione fluida e convincente. Se il design dei personaggi può comunque far storcere il naso, quello dei nemici è generalmente molto buono, e comunica bene la loro natura ostinata. Punto dolente l’aspetto sonoro, forse troppo rarefatto e monotono – d’altronde, nei giochi di Metroid questo è uno degli aspetti più apprezzati, ma in uno spin-off improntato sull’azione si sarebbe dovuto fare qualcosa di più.

Oltre alle modalità principali, Federation Force offre una serie di contenuti aggiuntivi come il già noto Blast Ball, una serie di pallamano dove i giocatori sono i mech protagonisti del gioco. Questa modalità è giocabile anche in Download Play (con una sola cartuccia) e rappresenta un divertente diversivo se si riesce a prendere dimestichezza coi controlli. Interessante anche la compatibilità con gli amiibo, che sbloccano “costumi” per i mech; solamente gli amiibo di Samus Aran, però, vanno oltre l’aspetto cosmetico, fornendo abilità ulteriori utili per il gioco.

In sostanza, Metroid Prime: Federation Force è un gioco piacevole ed adatto a chi vuole un’esperienza multi-giocatore su 3DS. Gli appassionati di Metroid, pur ritrovandovi qualche elemento tipico della serie (ed anche qualche cameo – il gioco si chiude con un’importante rivelazione sulla trama della serie principale), possono tranquillamente evitarlo, specie se sono ancora arrabbiati per il fatto stesso che il gioco esista. Chi invece si è divertito con Tri Force Heroes, e non ha problemi a maneggiare un FPS su console portatile, potrebbe dare un’opportunità ad un gioco ingiustamente bistrattato. Non ha senso abbattere un gioco per situazioni esterne al gioco stesso, e soprattutto valutarlo per ciò che sarebbe potuto essere (per esempio, un’esperienza completa anche in singolo), specialmente quando rappresenta una direzione nuova per la console in questione in un mercato che ha abbracciato da tempo il multi-giocatore.

7.5
Commenti Sottoscrivi i commenti
  1. Rispondi

    Beh, un punto di vista interessante, argomentato e condivisibile. Io l’ho provato e lo trovo ben costruito sotto il versante della giocabilità, però non digerisco la direzione artistica. Next Level Games secondo me ha fatto un ottimo lavoro, ma applicandolo a un contesto “sbagliato”: la deformazione estetica e la lontananza dalle modalità di fruizione della serie lo danneggiano senza dubbio. Resta cmque per me un buon passatempo, lontando dalla “schifezza” che in molti avevano già decretato.


  2. Rispondi

    Io non ho mai capito il motivo dei fan di giudicare una schifezza questo gioco solo perchè è uno spin-off, voglio dire, anche triforce heroes può essere considerato un semplice spin-off multigiocatore, eppure a me ha divertito tantissimo con i miei amici, e sono sicuro, avendolo provato, che questo farà altrettanto. Certo, è vero che la saga originale è momentaneamente, a parer mio, scomparsa, ma non per questo si giudica un gioco, io non vedo l’ora che esca.


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  4. Rispondi

    Elinvention

    10.18 pm

    Eh, Wiitalia cara, mi stai proprio diludendo. Un tempo davi voti più seri. Questo gingillo non merita proprio il nome che gli hanno affibbiato. Un 5 era anche troppo, un voto più realistico per un giochino fatto discretamente male (dato che mi ha crashato la console), sarebbe 2.


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