Sui bagni nei gioco di ruolo

Vi siete mai chiesti dove gli eroi senza macchia e senza paura… espletino i loro bisogni fisiologici? La domanda non è del tutto banale considerando che, nella stra-grande maggioranza dei giochi di ruolo, le case vengono costruite senza alcun tipo di bagno. Già: l’esplorazione delle città, che siano esse fantasy o futuristiche, oppure basate sul mondo attuale, porta gli eroi in ogni tipo di edificio, il quale è dotato di ogni tipo di stanza… tranne i servizi igienici.

La mancanza di bagni è spesso derisa dai videogiocatori, e giustamente, perché rappresenta un po’ la sottile linea che separa il realismo dalla razionalità della finzione – ad esempio, va benissimo che esista la magia in un mondo fantasy, e questa non deve essere criticata solamente perché non esiste nel mondo reale, ma deve comunque sottostare ad alcune regole che la rendano realistica nel gioco stesso (per esempio, non la possono usare tutti indistintamente e quindi ci sono classi apposite). Per i bagni è lo stesso: o assumiamo che gli eroi non ne abbiano bisogno, oppure la loro assenza è totalmente ingiustificata; e poiché i protagonisti dei jRPG riescono a fare tutto ciò che fanno gli umani nel mondo reale, e spesso anche di più, la prima ipotesi è da scartare. Si potrebbe anche pensare che gli eroi dei giochi di ruolo si organizzino diversamente – magari utilizzando buche nel terreno o rigoli d’acqua, ma questo non sarebbe in linea con le ambientazioni più moderne o futuristiche… Hanno inventato macchine volanti e teletrasporti, e ancora fanno i propri bisogni all’aria aperta? Ovviamente non si tratta di inserire i gabinetti per integrarli nella trama o nel gioco stesso, come ad esempio in No More Heroes per Wii, dove per salvare bisognava effettivamente… sedersi sul water; si tratta di completare scenari costruiti nei minimi dettagli, e dar loro il giusto onore.

Vespasiani in Deux EX: Human Revolution.

Vespasiani in Deux EX: Human Revolution.

Questa riprovevole lacuna colpisce indistintamente i giochi di ruolo occidentali tanto quelli giapponesi; vero è che i primi, alla ricerca di un realismo estremo, si sono adeguati maggiormente nel corso del tempo e, ad esempio, popolari serie come Fallout Deus Ex hanno sempre permesso ai suoi personaggi di utilizzare i servizi (perlomeno in linea teorica). Mancano però i bagni in The Elder Scrolls (in Skyrim si trovano alcune tinozze sospette che probabilmente fungono da bagni), DiabloWorld of WarcraftDragon Age; in queste serie, l’assenza di bagni si può giustificare con l’assenza di un sistema idrico e fognario, in linea con l’ambientazione medievale, e dove lo scenario è moderno tendenzialmente si trovano servizi igienici con tutti i crismi del caso (si pensi a Mass Effect).

Ed è qui che i giochi di ruolo giapponesi perlopiù peccano di presunzione: ci sono case bellissime, decoratissime e curatissime ma senza il luogo dove ogni bisogno lascia ogni speranza. La percentuale di jRPG senza bagni è decisamente maggiore rispetto i corrispettivi occidentali, specialmente se si considerano le ambientazioni moderne dove non vi è alcuna ragione valida per questa scelta di design. Si prenda, ad esempio, Final Fantasy: il settimo episodio è magistrale nel rappresentare i bagni, presenti in moltissimi edifici, e spesso contenenti ogni sanitario: lavello, water e vasca o doccia; associati ai bagni, molti episodi divertenti o meno, come nei preparativi per entrare nel bordello di Don Corneo, quando bisogna ottenere l’acqua di colonia aiutando un povero malcapitato con la diarrea, rinchiuso nel bagno di un bar. Anche Final Fantasy VI lasciava un po’ di spazio a queste stanze, presenti a Vector, capitale dell’Impero di Gestahlian (nella Torre di Kefka, si combatte persino un boss nei bagni!). Tutto lo sforzo per ottenere, finalmente, l’agognato riconoscimento, è poi andato in fumo con Final Fantasy VIII, dove forse i personaggi erano troppo impegnati a litigare tra di loro e farsi enormi paranoie per espellere i loro bisogni. La mancanza di bagni in questo gioco era palese ed anche fastidiosa, considerando che buona parte dei primi due dischi è trascorsa in un’accademia militare, dove il protagonista, Squall, ha una stanza da letto (rigorosamente senza gabinetto). Il discorso è purtroppo rimasto lo stesso nei successivi episodi, le cui ambientazioni hanno spaziato dal fantasy medievale del nono, undicesimo e quattordicesimo capitolo, al futurismo post-apocalittico del decimo e tredicesimo. A giudicare dalle demo mostrate, pare che i bagni non faranno il loro ritorno in Final Fantasy XV, motivo per cui sarà bene stare alla larga da questo gioco.

L'architettura di Final Fantasy VII prevede, il più delle volte, i bagni.

L’architettura di Final Fantasy VII prevede, il più delle volte, i bagni.

Ci sono altri giochi di ruolo che hanno avuto il coraggio di proporre bagni in ogni dove, spesso legandoli a vere e proprie missioni. In Alundra 2, gioco di ruolo simil-Zelda per PS1, ci si ritrova in una toilette dove si può recuperare un oggetto da un nemico; in Shin Megami Tensei: Strange Journey per DS, invece, si combatte Kanbari, il demone dei bagni che, una volta sconfitto, ammonisce i membri dell’equipaggio perché non pulivano abbastanza queste fondamentali stanze. In Shadow Hearts per PS2, il protagonista è incaricato di cercare una persona scomparsa da un po’ di tempo e la trova in un bagno, senza carta igienica; offerti dei fazzoletti, il malcapitato ricompensa con un prezioso oggetto. Anche la serie Persona propone gabinetti a go-go.

Non potevano mancare i bagni in Earthbound, serie di giochi di ruolo di Nintendo che conta tre episodi e che basa molto del suo umorismo sulla demenzialità caricaturale della quotidianità. Ad esempio, nel terzo capitolo (Mother 3, per ora inedito in Europa), il bagno delle donne ha una fila esagerata tanto che dei turisti aspettano il loro turno pensando ci sia qualche attrazione da vedere assolutamente. Come questo esempio dimostra, i bagni possono essere utilizzati come elemento di distrazione tra una battaglia e l’altra, creando scherzi e dialoghi divertenti. E sarebbe stata bizzarra l’assenza di bagni anche in Paper Mario, considerando poi la professione del protagonista – famosa la scena della doccia di Peach in Paper Mario e Il Portale Millenario, in un bagno dotato anche di water. E, tornando a Squaresoft, in Xenogears si usa la toilette come passaggio segreto, venendo poi ammoniti dalla proprietaria di casa.

Anche Xenogears propone i bagni da poter esplorare.

Anche Xenogears propone i bagni da poter esplorare.

Passando al genere dei mostri collezionabili, è disarmante notare come il mondo dei Pokémon sia completamente sprovvisto di bagni (pur essendo presenti nell’anime… Il che denota una certa mancanza di razionalità della finzione citata all’inizio), e le case siano costruite in maniera del tutto insensata (per esempio, dove dorme la madre del protagonista?). Al contrario, Yo-kai Watch di Level-5 presenta case con tutte le stanze al posto giusto, ed il bagno dotato di water – fa piacere notare come in questo mondo di gioco ogni più piccolo dettaglio sia stato pensato e ricreato, dal mobilio alla tappezzeria passando per i sanitari. Il gioco sfrutta i bagni anche per una missione e, pare, per nascondervi alcuni Yo-kai rari… Vista la concorrenza, sarebbe il caso che Game Freak dotasse le case dei propri mondi di bagni, e magari qualche camera da letto in più.

YW

A discolpa degli sviluppatori, si può dire che la rappresentazione dei bagni nell’intrattenimento (film, libri) è in generale scarsa; a meno di specifiche parti della trama, nessun personaggio di fantasia interrompe un dialogo a metà per andare in bagno, come potrebbe succedere nella vita reale; ed è per questo che nei giochi di ruolo la loro presenza sarebbe gradita, visto che vi è una certa interattività in come i personaggi si muovono. A questo punto, la tassonomia fondamentale dei giochi di ruolo dovrebbe partire proprio dai bagni e non dal fatto che siano sviluppati in Occidente o in Giappone, o che siano a turni o action: bagni sì o bagni no?