Anteprima: Tokyo Mirage Session #FE

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Il 24 giugno arriverà sugli scaffali italiani Tokyo Mirage Session #FE, il bizzarro progetto di collaborazione tra Atlus e Nintendo che mette assieme il brand di Shin Megami Tensei con quello di Fire Emblem. L’annuncio del gioco avvenne nell’ormai lontanissimo gennaio del 2013, in un Direct che cercò di render conto dei giochi in sviluppo per Nintendo Wii U da parte di Nintendo, salvo poi scomparire dai radar per lungo tempo. Saltò fuori poi che il progetto, presentato come Shin Megami Tensei x Fire Emblem, era davvero ai suoi primissimi albori. tanto da venire poi definito soltanto nel corso dei mesi successivi. Ecco forse anche perchè quando venne finalmente svelato, Tokyo Mirage Session lasciò comunque molta utenza perplessa: il prodotto sembrava senza dubbio più vicino a Persona che al più lugubre e serioso Shin Megami, mentre di Fire Emblem sembrava aver mantenuto poco o niente. Ma è veramente così? La nostra prova su strada cercherà di chiarire le aspettative, in attesa della recensione e dell’uscita nei negozi.

Il prodotto in questione si erge subito a emblema di una formazione di sviluppo prettamente giapponese; nell’odierno panorama videoludico spesso governato da produzioni simil hollliwoodiane, #FE si distingue quindi per particolarità tutte sue, legate a tutti gli aspetti della produzione. Innanzitutto, il titolo è doppiato soltanto nell’idioma del Sol Levante e presenta sottotitoli soltanto in lingua inglese. Un peccato per chi non dovesse aver dimestichezza con questi linguaggi, ma una scelta che (pur limitando il potenziale commerciale del gioco, secondo noi) finisce per mantenere intatta l’integrità dell’opera originale, impregnata di “Giappone” dalla testa ai piedi. Il mantenimento infatti degli idiomi originari si intreccia a doppio filo sia con le tematiche rappresentate, che con un elemento fondamentale della produzione, cioè la colonna sonora. La trama infatti si articola attorno al concetto di “Idol”, cioè di cantante pop giapponese, spesso di sesso femminile, il cui successo è improntato tanto alla capacità timbrica e sonora quanto alle doti di intrattenimento, perlopiù incentrate sul concetto di immagine e promozione della figura stessa della cantante. In una Tokyo moderna e simil realistica, questi artisti di giovane età ma di grande carica creativa, vengono presi di mira da misteriosi demoni, apparentemente attratti proprio dalla vena artistica insita nelle loro figure, chiamata Performa. Compito dei nostri eroi sarà quello di smascherare il mondo parallelo (denominato Idolasfera) che si nasconde dietro alla normale Tokyo di tutti i giorni, sfruttando particolari spiriti guerrieri, chiamati Mirage, per sbaragliare le mire demoniache che stanno attaccando la città all’insaputa della normale popolazione. La cultura J-pop del Sol Levante la fa da padrone per quanto riguarda il contesto e le canzoni (splendide) che accompagnano l’avventura e per questo motivo, pur capendo le critiche alla mancata localizzazione, non possiamo che confermare come il quadro resti sostanzialmente più coerente e fedele alla visione originaria, proprio grazie a questa scelta.

885xMa non è solo il versante sonoro a distinguersi per originalità stilistica, quanto la produzione tutta; gli scenari cittadini, sia in interno che in esterno, riportano a schermo una Tokyo moderna rappresentata però non tanto in chiave realistica, quanto reinterpretata sul versante visivo da un approccio “pop” capace di parlare anche al nostro occhio, oltre che al nostro orecchio. Ecco così che tutti i cittadini che popolano le strade (e che siano solo comparse, senza nemmeno ergersi al ruolo di NPC) vengono rappresentate solo dalle loro sagome, ciascuna in un dato colore molto sgargiante; ecco che tutti gli elementi di HUD a schermo assumono toni fluorescenti, posizionamenti asimmetrici come da studio grafico di brand o logo di una moderna bibita gassata, e outline contrastanti capaci di colpire l’occhio come la migliore delle insegne; i menu e i sottomenu accompagnano questa scelta stilistica entrando a schermo con movimenti stilosi e uno studio del posizionamento degno delle migliore slide di presentazione dei migliori studi grafici pubblicitari sul mercato. Tutto in Tokyo Mirage Session sembra voler gridare al mondo la sua creatività di stampo J-pop.

tokyo-mirage-sessions-fe-special-edition-471619.9La cosa più straniante di tutte però è come tematiche apparentemente frivole come quelle dei cantanti “Idol” e grafiche ultra-commerciali come quelle sopra descritte, si accompagnino poi da un lato a un’invasione demoniaca inquietante e dall’altro a un sistema di combattimento articolato, sfaccettato e ricco di soddisfazione soprattutto per gli amanti dei giochi di ruolo. Tutto questo prende corpo, in maniera quasi “catartica” soprattutto all’interno dei dungeon. Le aree di battaglia infatti riprendono spesso alcuni scenari della Tokyo moderna per riproporli in chiave alienata ed alienante (per ribaltamento della prospettiva, per uso dei colori, e via dicendo), popolandole poi di demoni davvero ben studiati. In questo particolare aspetto, Atlus si allontana da Persona per riavvicinarsi di più proprio a Shin Megami Tensei, vista la natura stilistica di molte delle creature presenti nel mondo di battaglia. Un palcoscenico (letteralmente) che per altro sembra in grado di mettere in scena un sistema di combattimento davvero articolato, sfaccettato e in grado di offrire notevoli soddisfazioni ai più (grazie a un sistema a turni dove la strategia – tra punti forti e deboli, concatenazione delle combo e fusione dei mostri sconfitti in nuove abilità di attacco o difesa – la fa da padrona).

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E in tutto questo, dove si inserisce Fire Emblem? Diciamo subito che il gioco non è uno strategico a turni, né ci mette nei panni di guerrieri fantasy medievali alla conquista di castelli ed emblemi magici. Dove il brand Intelligent System prende corpo, infatti, è nei “Mirage”, cioè in quegli spiriti che alcuni Idol particolarmente dotati di carica creativa posso evocare e controllare (o in forma fisica o in forma di armi da combattimento), per portare avanti le proprie sfide. Il vecchio stratagemma della perdita della memoria da parte di Chrom e compagnia lascia ancora aperto il mistero narrativo che (chissà!) giustificherà l’arrivo delle anime di questi grandi guerrieri sotto forma di “stand” (ad accompagnamento dei protagonisti della moderna Tokyo), ma intanto possiamo riconoscere con piacere le loro fattezze e le loro principali caratteristiche di combattimento all’interno dell’aspetto più stratificato del gioco, e cioè il suo battle system. Non solo: anche determinati nemici o boss di livello/dungeon saranno ispirati ad alcuni avversari della popolare saga di Nintendo, andando a creare non solamente piccoli richiami, ma una sottotrama di legami e motivazioni tra i vari Mirage che accompagna la scoperta lungo le diverse ore di gioco.

Un prodotto bizzarro, quindi, ma senza dubbio originale e ricco di spunti. Shin Megami Tensei, letto in realtà sotto la chiave di lettura soprattutto stilistica ed estetica di Persona, chiama a sé i guerrieri più importanti di Fire Emblem per una guerra in nome della creatività, per un JRPG che promette ore di soddisfazione in esclusiva per gli utenti Wii U. Non vi resta che attendere ancora pochi giorni per scoprire come tutti questi elementi siano stati in grado di amalgamarsi nel prodotto finale, attendendo il nostro giudizio nella recensione di Tokyo Mirage Session #FE!

Commenti Sottoscrivi i commenti
  1. Rispondi

    bizzarro è l’aggettivo giusto. non vedo l’ora di provarlo.


  2. Rispondi

    Prenotata la fortissimo Edition,non vedo l’ora di provarlo :)


  3. Rispondi

    Sarebbe interessante capire, in sede di recensione, quanto potrebbe attirare i fan di FE e quanto quelli di SMT / DS.


  4. Rispondi

    Sono interessato ad acquistare questo gioco al Day One ed avrei alcune domande.
    Parto dicendo che Persona 4 Golden per me è stata una grandissima delusione, quindi volevo sapere quanto questo gioco fosse vicino alla struttura di P4G. In quest’ultimo titolo è presente una struttura narrativa molto lenta e noiosa, il gioco si suddivide in giorni/mesi etc, ed ogni giorno devi fare qualcosa. La stessa cosa anche in TMS#FE oppure ha una narrazione più veloce che scorre più fluidamente?


  5. Rispondi

    aspettando la recensione, l’impressione è che la struttura narrativa sia più fluida e veloce, non suddivisa in quel modo. Allo stesso tempo, credo che i fan di Persona/SMT siano più attratti di quelli di FE poichè pare che di FE ci siano solo i personaggi “Mirage”, quindi nè il gameplay nè le atmosfere sono quelle tipiche della serie di IS.


  6. Rispondi

    Ordinato, anche se sono 5 mesi che posticipo di cominciare XenoX (il gameplay mi spaventa) -.-


  7. Pingback: Uscite eShop Wii U e 3DS del 23 giugno - Wii Italia

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