Le aziende di console di videogiochi svilupperanno hardware iterativi come Apple?

iPhone

Alcuni importante testate di notizie dedicate al mondo dei videogiochi hanno ottenuto alcune informazioni riservate circa i futuri piani di Microsoft per Xbox One, la sua terza console casalinga, uscita a fine 2013. Kotaku riporta che la compagnia statunitense è al lavoro su due nuove versioni della console, una prevista entro fine anno, mentre l’altra per il 2017. Se la prima sarà una versione più piccola ed economica dell’attuale Xbox One, con supporto alla risoluzione 4K, e viene infatti definita Xbox One Slim, la seconda sarà un vero e proprio aggiornamento hardware, con un sistema a 6 teraflop ed una GPU più potente, come ha confermato un’altra fonte riservata a Polygon; questa nuova Xbox One uscirebbe nel 2017, ed è conosciuta con il nome in codice di Scorpio dagli addetti ai lavori.

Queste rivelazioni si inseriscono in una strategia di largo respiro, che comprende anche il supporto alla realtà virtuale (si parla di una collaborazione tra Microsoft e Facebook per l’Oculus Rift), la creazione di una piattaforma digitale dove rilasciare giochi con la compatibilità di Windows (un modo per rivaleggiare Steam?) e persino una sorta di Xbox TV, la risposta di Microsoft ad Apple TV. Ma non è solo in questo che la compagnia di Redmond prenderà ispirazione dall’azienda dell’iPhone: si parla anche della scelta di Microsoft di sviluppare hardware iterativi, cioè revisioni graduali della console con uscite più frequenti. Come iPhone, iPad ed ora anche Apple Watch, verranno lanciati aggiornamenti hardware ogni due o tre anni, con svariati miglioramenti ed un ecosistema in comune, che permette la retro-compatibilità ma anche la post-compatibilità: ad esempio, i giochi della nuova Xbox One saranno compatibili con quelli della precedente console, ma qui risulteranno tecnicamente peggiori. Si perderebbe, quindi, il senso di una “nuova generazione” - l’evoluzione sarebbe progressiva, revisione dopo revisione, con una libreria di giochi via via sempre meno compatibile con le vecchie console; e non, invece, uno stacco netto come si è abituati ad osservare (ad esempio, da Xbox 360 a Xbox One).

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Ricorda niente, questo? Una filosofia del genere non è nuova nel mondo dei videogiochi: Nintendo la applica da quasi vent’anni con le sue console portatili; si pensi al Game Boy Color, da molti considerato una nuova console ma in realtà più una revisione con pochi giochi esclusivi e qualche specifica tecnica potenziata e, ovviamente, i colori (Nintendo tuttora considera il Color nella stessa linea del Game Boy e non una console separata); oppure al DSi, che introduceva un negozio digitale di giochi, e poteva contare su una RAM potenziata ed una CPU più veloce. Un caso recente è rappresentato da New 3DS e New 3DS XL, un’evoluzione rispetto il 3DS in quanto a potenza ed altre caratteristiche, come il 3D; le due console non rappresentano però una nuova generazione, quanto più revisioni che fanno girare (un po’ meglio) gli stessi giochi (ma solo alcuni), ed hanno solamente due esclusive: Xenoblade Chronicles The Binding of Isaac. Per Nintendo, questo è sempre stato un modo per rivitalizzare le vendite delle sue console nella fase calante, ed anche sperimentare alcune trovate in vista delle nuove generazioni.

Sembra, però, che questo approccio diventerà predominante nell’industria dei videogiochi, come testimoniano le indiscrezioni su Xbox One, ed anche le voci di corridoio circa la strategia di Sony per la sua PS4, uscita anch’essa nel 2013. Infatti, è praticamente confermato Sony stia lavorando ad una revisione della sua console, con il nome in codice di PS4 Neo – supporterà i 4K, e sarà, ovviamente, più potente. Addirittura, alcuni sviluppatori rimasti anonimi parlano della possibilità di scegliere con quale specifiche tecniche giocare, e quindi se volere il massimo delle prestazioni o accontentarsi di quello che si avrebbe su una PS4 normale. La PS4 Neo sarà la piattaforma ideale per la realtà virtuale di Sony, perché offrirà prestazioni migliori ed un’esperienza più coinvolgente; questa revisione dovrebbe uscire nei primi mesi del 2017 (si attende un annuncio per l’E3) – poco più di tre anni dopo il lancio della prima versione.

E Nintendo? Se sul versante delle console portatili non è nuova a questa strategia, con le console casalinghe potrebbe trovarsi nuovamente indietro rispetto la concorrenza. O forse no. Le recenti dichiarazioni di Kimishima fanno pensare che questa sarà la direzione della compagnia. Si parla, innanzitutto, di un concetto nuovo:

La nuova console non sarà semplicemente un successore del 3DS, o del Wii U. Sarà una console progettata con un nuovo modo di pensare.

Il “nuovo modo di pensare” potrebbe riferirsi ai comandi (si vocifera di un controller con un secondo schermo che occupa tutta la sua superficie, e tasti tattili personalizzabili), a come sarà gestito il software (ritorno alle cartucce, o console interamente digitale), oppure alla presenza di hardware iterativi ed intercambiabili. Si immaginino una console casalinga nei primi mesi del 2017 e una console portatile a fine 2017, con un sistema operativo condiviso che permette di avere i giochi dell’una sull’altra – e poi altre versioni delle stesse, con qualche miglioria tecnica e nuova funzione, nel 2019, sempre con una libreria software in comune che sarà compatibile con le prime versioni fino quando le revisioni non saranno troppo lontane dal punto di vista tecnico e temporale. Sarebbe una cosa simile a ciò che avviene già, appunto, con Apple: l’iPhone 4, uscito nel 2010 e l’iPhone SE, uscito a marzo 2016, condividono gran parte delle app uscite su App Store, ma molte di quelle più recenti sono compatibili solamente con gli smartphone di ultima generazione – il passaggio è però graduale, ed avviene nell’arco di circa 6 anni, che è poi la durata di una generazione di console. Con Nintendo, quindi, agli hardware iterativi si aggiungerebbe l’interazione tra la console casalinga e quella portatile.

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Già il compianto Iwata, in una serie di dichiarazioni precedenti alla sua scomparsa, anticipò in effetti qualcosa di simile. In soldoni, ci sono alcuni elementi che farebbero propendere verso questa ipotesi, e cioè due console (casalinga e portatile) che sono legate un po’ come iPhone e iPad, pur mantenendo una certa differenza di funzioni, e che avranno revisioni graduali ogni 2-3 anni.

1. Nintendo ha unito i due team che si occupavano di ricerca e sviluppo per le console casalinghe e portatili. Ora il gruppo si chiama Integrated Research & Development Division, ed è guidato da Genyo Tekada (tra l’altro, creatore di Punch-Out!!StarTropics); la fusione è avvenuta nel 2013, ed è stata la prima riorganizzazione dell’unità ricerca e sviluppo in nove anni.

2. Nintendo sta lavorando ad un’architettura unificata per le due console, casalinga e portatile. Questo non significa necessariamente che la nuova console sarà un “ibrido”, come spesso si è letto in giro – cioè una console con una unità casalinga ed una mobile; può semplicemente significare che le due console saranno separate ma condivideranno sistema operativo, account e libreria software, proprio come nel caso di iPad e iPhone (ovviamente mantenendo la possibilità di avere giochi esclusivi).

3. Console casalinga e portatile saranno come fratelli di una stessa famiglia di piattaforme. Il motivo di questa filosofia viene dalla difficoltà di supportare due sistemi contemporaneamente, con il rischio di avere giochi “doppione” che si fanno concorrenza l’un l’altro, e di periodi di magra su una console quando l’altra ha invece numerose uscite. Si pensi, ad esempio, a New Super Mario Bros. 2 per 3DS e New Super Mario Bros. U per Wii U, entrambi usciti nel 2012 e agli occhi dei consumatori molto simili tra di loro – il team di sviluppo ha dovuto dividere impegno e risorse per creare due giochi quando, sulle nuove console, ci sarà solamente un platform 2D di Mario e i videogiocatori sceglieranno quale versione comprare. Immaginate, quindi, una console casalinga che ha anche tutti i giochi (o molti di questi) della console portatile. Miyamoto stesso dichiarò come Nintendo lavorasse a rendere più conveniente lo sviluppo di giochi per entrambe le console, creando un ecosistema di sviluppo unificato.

Sicuramente, dichiarazioni e voci di corridoio fanno pensare che l’industria dei videogiochi tradizionali stia cambiando direzione rispetto le strategie adottate fino alla generazione attuale di console. Il modello di business che prevede una nuova generazione di console ogni cinque o sei anni pare diventato obsoleto in un mercato dove moltissime persone giocano su PC e cellulari – ambienti di sviluppo versatili e costantemente aggiornati, nonché sommersi da giochi di ogni tipo. Fra poche settimane comincerà l’E3, la fiera dei videogiochi più importante al mondo, e lì Sony e Microsoft presenteranno i loro piani per il futuro; Nintendo, invece, mostrerà NX più avanti, forse a settembre – entro la fine dell’anno si avrà quindi un’idea più chiara su cosa intendono fare le tre aziende di hardware in un mercato così competitivo ed in rapida evoluzione.