Yo-Kai Watch: la recensione

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Yo-Kai Watch sbarca finalmente in Italia. Il successo suscitato dal franchise di Level5 in Giappone è forse uno dei momenti commerciali più storici del mercato negli ultimi dieci anni (in pratica è l’unica nuova IP comparabile come risposta del mercato ai grandissimi numeri del software uscito la scorsa generazione per Nintendo DS e Wii) e siamo curiosi di capire sia le motivazioni di questa caldissima risposta, che le potenzialità in termini di internazionalizzazione del fenomeno. Dopo averne saggiato il primo capitolo, possiamo dire con fermezza di aver compreso il potenziale, ma allo stesso tempo di avere qualche remora sulla sua capacità comunicativa globale. Ma andiamo con ordine.

Come descritto in fase di anteprima, Yo-Kai Watch è un mix tra Pokémon e altre produzioni Leve5: inutile nascondere, e anzi utile sottolineare, le similitudini strutturali e comunicative della nuova produzione rispetto al classico franchise Nintendo. D’altronde Level5 lavora spessissimo in questa maniera: analizzare i punti di forza della piattaforma portatile Nintendo (il DS prima e il 3DS poi); analizzarne il target primario di riferimento; mettere sotto la lente d’ingrandimento alcuni dei fenomeni software di maggior successo; mixare in una formula fresca ed efficace tali punti di forza per trovare qualcosa al contempo familiare ma nuovo per indirizzarsi verso il maggior successo possibile. E’ così che nascono Professor Layton (mutuando l’enigmistica di Brain Training con un’estetica anime vicina agli stilemi estetici di svariati prodotti per DS), Inazuma Eleven (mischiando la tematica evergreen del calcio con i super poteri alla Dragon Ball) o produzioni di successo secondario ma comunque importante (million seller nel mondo) come Fantasy Life (prendendo elementi di simulazione di vita alla Animal Crossing e trasportandoli in una tematica RPG molto vicina come gusti al pubblico giapponese). Questa volta, mirando sempre più in alto, gli sviluppatori di Hino, all’interno di un progetto cross mediale fatto di videogioco, merchandise giocattolo, fumetto e cartone animato, hanno messo sotto esame niente meno che i Pokét Monster di Nintendo, per allargare il bacino di utenza il più possibile. E con cosa hanno deciso di mischiarlo, questa volta?

N3DS_YokaiWatch_092915_SCRN_08_bmp_jpgcopyCon il folklore tipico giapponese. Niente di più ampio respiro culturale nella terra del Sol Levante che le storie di “fantasmi” della tradizione, ovviamente, se si parla di mostri. Fantasma non è forse la parola corretta per descrivere gli Yo-Kai, che infatti anche sotto l’esperta mano di Nintendo in fase di localizzazione sono rimasti denominati in questi modo. Tali creature infatti hanno un piano di esistenza parallelo al nostro, non necessariamente legato al trapasso, bensì a una sorta di convivenza su un piano dimensionale che si interseca con il nostro. Non visibili agli occhi dei comuni umani, questi esseri interagiscono però in tutte le fasi della nostra vita, a nostra insaputa. Un litigio tra genitori? Probabilmente colpa di uno Yo-Kai dispettoso. Un fastidioso mal di testa? Senza dubbio frutto dell’influenza negativa di uno Yo-Kai. Un susseguirsi incredibile di sfortune continue? Ancora un altro Yo-Kai…e così via. Queste credenze sono radicate nella cultura di riferimento giapponese e forse per questo sono state accettate in maniera tanto naturale e ampia in quel mercato. Molti dei mostri del gioco, però, sono stati creati da zero, facendo riferimento a problematiche comuni del target di riferimento primario (senza dubbio virato verso il basso, su studenti di scuola elementare o giù di lì), cercando tramite l’estetica del character design di slegare almeno in parte la raffigurazione di tali problematiche legandole ad archetipi vasti, non relegati nell’isola del Sol Levante. Nonostante questo dobbiamo ammettere che alcuni passaggi, in termini di stilemi e di snodi narrativi, creano un’ambientazione e un contesto che, senza dubbio, verrà capito ed apprezzato meno, in occidente, rispetto alla sua terra di origine. 

friends-screen-katie@2xDal punto di vista della presentazione, comunque, il prodotto regge senza alcun problema. La qualità narrativa, in termini di ritmo e di animazione, è uno dei marchi di fabbrica di Level5 e si riconferma anche in questa produzione. Anzi, avremmo preferito un numero e una frequenza maggiori di cut scene in questo Yo-Kai Watch, rispetto a quanto si possa effettivamente fruire nel videogioco. Anche il versante puramente in-game, inoltre, conferma ancora una volta la capacità di sviluppo del team; inutile negarlo: in termini grafici il titolo si pone un gradino sopra a quanto realizzato dalla Pokémon Company su Nintendo 3DS. Il confronto non è messo a caso: la struttura di gioco è davvero similare, con un open world esplorabile ampio e ben curato in moltissimi particolari e dettagli, con un effetto 3D discreto e sempre presente. Le fasi di battaglia poi sono anche più complesse e concitate, con più elementi a schermo, modelli ben realizzati, frame rate stabile e 3D ancor più marcato. Il pacchetto presentato è quindi completo, apprezzabile e persino da applausi, se si pensa appunto ad altri esponenti comparabili già visti girare sulla console. Se si pensa poi che tale produzione non arriva, in realtà, a fine ciclo vitale (poichè i tempi di sviluppo in Giappone pongono il primo capitolo in arrivo da noi solamente adesso indietro nel tempo di qualche anno), ecco che davvero Level5 con questo brand si propone come pietra angolare, punto di riferimento per molti altri studi di sviluppo. Anche il versante sonoro è di buona qualità, se si esclude un main theme per l’overworld diurno mutuato (forse direttamente, senza dubbio pedissequamente) da Inazuma Eleven. Più ispirati e personalizzati i motivetti notturni e, soprattutto, quelli delle scenette animate, chiaramente di stampo “pauroso”, capaci di rimandare mentalmente e con senso nostalgico ma familiare, al franchise Nintendo di Luigi’s Mansion. Il tutto per altro accompagnato da un ottimo lavoro anche di doppiaggio, interamente in italiano e coerente con il cartone animato in onda proprio in questi giorni su Cartoon Network, come da ormai tradizione annuale nei connubi lavorativi tra Nintendo e Level5. Un lavoro di localizzazione talmente certosino da arrivare a tradurre anche i nomi dei negozi sulle insegne esterne nella cittadina giapponese dove si svolgono le (dis)avventure del ragazzino protagonista.

Commenti Sottoscrivi i commenti
  1. Rispondi

    Troppo carino! Non vedo l’ora! ormai manca poco!!!


  2. Rispondi

    Meno male che è uscita la demo. Prima mi interessava ora non più. I combattimenti sono troppo semplici e sembrano fatti apposta per i poppanti. Peccato perchè tutto il resto è molto curato.


    • Rispondi

      Da qualche parte si deve pur iniziare ;) ho letto che i combattimenti con i boss diventano più strategici.


    • Rispondi

      Beh è normale che le battaglie con i boss sono più strategiche (ci mancherebbe…) però le battaglie normali hanno un ruolo importante visto che per la maggior parte del tempo si combatte con i nemici più deboli.


  3. Rispondi

    La recensione parla anche di picchi di difficoltà coi boss


  4. Rispondi

    3 recensioni nello stesso giorno, però


  5. Rispondi

    Giornate ricche!!!


  6. Rispondi

    Praticamente un incrocio fra Inazuma Eleven e Pokémon


  7. Pingback: 3DS: Yo-kai Watch 2 annunciato per l’Occidente - Wii Italia

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