Star Fox Guard: la recensione

Questa settimana i riflettori saranno quasi certamente rivolti su Star Fox Zero, il gran ritorno di McCloud e compagnia sulle ali dell’Arwing. Sebbene si tratti di un gioco atteso da molti anni dagli appassionati della serie, non dobbiamo dimenticarci di quello che potrebbe essere considerato il suo fratello minore, ovvero Star Fox Guard. Sebbene i due titoli abbiano ben pochi elementi di gameplay in comune, entrambi condividono l’universo in cui sono ambientate le vicende. Come vi ho già potuto anticipare nella nostra anteprima, parallelamente alle missioni aeree capitanate da Fox, sulla terraferma i lavori non possono rallentare, quindi preparatevi ad entrare nella Corneria Metalli Rari S.r.l. perché ci sarà parecchio da sudare.

Star Fox Guard Logo

L’impianto narrativo, decisamente limitato ma comunque apprezzabile, ci vede nominati a capo della sicurezza della compagnia di estrazione di proprietà di Grippy Toad, lo zio del più conosciuto Slippy. E dato che la guerra intacca gli equilibri di tutti i settori, anche le attività estrattive hanno i loro problemi, soprattutto se a minare la salvaguardia dei centri nevralgici ci sono simpatici robot pronti a buttare in fumo ore e ore di raccolta di minerali preziosi necessari per la costruzione della flotta alleata. Se quindi Fox è alle prese con combattimenti per aria, il nostro compito sarà quello di neutralizzare gli attacchi via terra. A differenza di quanto però avviene nei cieli della galassia, noi non dovremo batterci di persona, ma attraverso un sofisticato circuito di sicurezza progettato dallo stesso Grippy.

Il tecnologico sistema AegisCam è composto da 12 telecamere capaci di trasmettere le immagini in diretta e munite di pistole laser per mettere KO eventuali invasori molesti. L’interfaccia è strutturata nel seguente modo: lo schermo del televisore è suddiviso in due aree, ovvero una videata centrale che mostra in grande le immagini carpite dalla telecamera attualmente in uso e una corona intorno ad essa composta dalle riprese di tutti i supporti. Ogni volta che viene selezionata una telecamera, il quadro centrale lascia il posto alle immagini della camera corrispondente, permettendo una visione più chiara e di facile utilizzo rispetto alle sezioni circostanti. Infatti, gli schermetti esterni, seppure sempre attivi, sono caratterizzati da una qualità d’immagine decisamente inferiore e un frame rate a tratti volutamente traballante, come se fossero delle immagini di servizio.

Star Fox Guard3 Star Fox Guard7

La gestione delle macchine avviene attraverso l’utilizzo del GamePad, da considerare come quadro di controllo sul quale agire per ottenere sullo schermo superiore i risultati voluti. Sul touchscreen vengono mostrate una mappa schematizzata dell’area e le posizioni delle 12 installazioni: con un semplice clic su di esse, è possibile passare da una all’altra. L’orientazione delle telecamere è affidata allo stick sinistro, mentre con qualsiasi altro pulsante è possibile sparare i laser incorporati nelle cam. Ma il Paddone è utile anche come radar, visto che su di esso viene mostrata in tempo reale la posizione dei robot invasori. Il risultato finale è un continuo passaggio di visuale tra i due schermi, con gli occhi che si muovono freneticamente alla ricerca del numero da pigiare o di possibili nemici in avvicinamento. Inoltre, alcuni suoni vengono emessi esclusivamente dal GamePad, come quando un robot si sta appropinquando pericolosamente alle prossimità del nucleo centrale da difendere ad ogni costo. Considerato l’essenziale e naturale ruolo del GamePad, gli sviluppatori hanno giustamente deciso di sacrificare la modalità Off-TV Play, dato che il gioco dà il meglio di sé proprio nell’interazione fra i due schermi.

I vari attacchi sono divisi in missioni, ognuna caratterizzata da una propria sequenza di ondate nemiche e dal layout della base da difendere. Le prime operazioni, ambientate su Corneria, si svolgono in tracciati piuttosto semplici, ma man mano che si esplorano nuovi pianeti, la struttura assumerà una forma sempre più articolata, richiedendo dunque una buona dose di analisi prima di buttarsi a capofitto nelle sparatorie. Ogni pianeta ha le sue caratteristiche, così come le arene in cui si svolge l’azione: a volte veniamo ostacolati da tempeste di sabbia, altre dalla vegetazione autoctona fin troppo invadente, ma ogni mondo ha il suo stile, costringendo il giocatore ad adattare di volta in volta il proprio stile di gioco. Innanzitutto, tramite il GamePad bisogna decidere dove collocare le telecamere, modificandone sia la posizione iniziale, sia l’orientamento. Le zone più a rischio sono naturalmente il nucleo centrale e le diverse porte da cui entrano i robot, quindi una camera fissa su certi punti critici è quasi d’obbligo per scongiurare ingressi irregolari. Soprattutto se si sta parlando di automi invasori.

Commenti Sottoscrivi i commenti
  1. Rispondi

    Ha il voto più alto di Star Fox ☺


  2. Rispondi

    Vero!!! Deve essere proprio divertente!


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