Pokkén Tournament: la recensione

pokken_tournament_twitch_banner_by_helryu-d97xmy2Ormai tre anni fa la Pokémon Company rilasciò, al termine di un video riassuntivo dell’evoluzione del franchise Pokémon nel corso della storia, un brevissimo filmato ritraente Blaziken e Lucario in posizione di battaglia. La posa era quella tipica dei picchiaduro; la telecamera posizionata in moaniera moderna alle spalle di uno dei due contendenti; i modelli semplicemente i migliori mai visti per il franchise. Pochi mesi dopo, venne anche depisitato un trademark per Pokkén Fighters e Pokkén Tournament, alimentando la fantasia degli appassionati di tutto il mondo. Da lì, mesi di buio, salvo poi annunciare in pompa magna il progetto reale, inizialmente però soltanto per arcade giapponesi. Il sogno si realizzava e infrangeva nello stesso tempo, tanto più che allo scorso E3, già di per sé sottotono, mancò la conferma della conversione per Wii U. Per la  fortuna delle nostre coronarie e per la maledizione dei nostri polpastrelli, Nintendo e la Pokémon Company, assieme a Bandai-Namco (vera responsabile dello sviluppo), hanno successivamente confermato il gioco anche per Wii U e ora, finalmente, possiamo combatterci con le nostre mani.

Pokkén Tournament è un picchiaduro. Ma è diverso da molti picchiaduro presenti sul mercato, persino da quel Tekken da cui mutua parte del nome (derivante presumibilmente dal team di sviluppo, ovviamente). Il titolo, infatti, alterna due visuali differenti, per due differenti fasi di gioco: partendo con una visuale alle spalle del giocatore, la prima fase consente uno spostamento lungo tre dimensioni, all’interno di un cerchio di delimitazione dell’arena che si dipana tutto intorno a noi. Una volta che uno dei due contendenti sarà riuscito ad apportare un colpo critico all’avversario, il gioco andrà a sottolineare l’avvenimento con un movimento rallentato, che si accompagna alla rotazione della telecamera al fianco dei lottatori. A questo punto saremo nella seconda fase di gioco, con visuale più classica e movimenti bidirezionali lungo l’asse orizzontale dello schermo. La cosa importante da evidenziare è che, oltre a offrire varietà estetica e freschezza di fruizione, questo cambiamento di fase ha profonde conseguenze di gameplay, poiché il moveset varia a seconda della fase in cui ci troviamo, così come il range di libertà di movimento e, conseguentemente, l’approccio strategico allo spazio e ovviamente all’avversario. In fase 3D infatti i lottatori con attacchi a lungo raggio sono in qualche modo favoriti, così come invece nei momenti a inquadratura più classica i brawler avranno vita più facile nell’abbrancare le proprie prede. La cosa interessante è che entrambe le fasi sono gestite ottimamente per quel che concerne l’organizzazione di movimenti nello spazio legati al nostro personaggio rispetto alla telecamera e all’avversario, con tanto di tasto X dedicato, nelle fasi a movimento libero, all’attacco automatico del nemico, con movimento “tracciato” del nostro avatar a seguire gli eventuali spostamenti dell’avversario. Tutto funziona molto bene, risultando in un approccio nuovo, fresco e, alla fin della fiera, appagante e identificativo della nuova produzione.

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Per quel che concerne i tasti, mutuando lo schema dal pad per arcade (da cui è stato anche ricavato un controller Hori dedicato al gioco, che potrete acquistare a partire dal 18 marzo prossimo, assieme al gioco), indipendentemente da quali e quanti controller deciderete di usare (sono compatibili infatti pressoché tutti i controller per Wii U, dall’ovvio GamePad al classic Controller Pro, senza dimenticare il Wii U Pro Controller), ritroviamo la medesima struttura: i due tasti dorsali Z e L sono adibiti alla parata e al richiamo degli Assistenti (che approfondiremo dopo); se premuti assieme invece attiveranno la Risonanza del nostro avatar, fase durante la quali i suoi attacchi saranno più potenti e durante la quale (tramite una ulteriore pressione di Z e L) potremo effettuare la Mossa speciale del mostro; i tasti frontali effettuano i vari attacchi a lungo o corto raggio, sempre in combinazione con la freccia direzionale (è possibile utilizzare egualmente sia la croce che l’analogico, anche se la presenza sul Pad Hori della sola croce indica chiaramente come la programmazione sottostante non sia a 360° nemmeno per la fase di movimento libero, per cui è preferibile comunque l’utilizzo della croce anche sui controller dotati di analogici); la pressione di Y e B assieme effettua le prese, mentre la pressione di X e A carica i colpi d’incontro capaci di spezzare anche la difesa avversaria. Il titolo infatti ha al suo interno una struttura a morra cinese per quanto concerne i diversi colpi realizzabili, indicati ciascuno da un’aura colorata che richiama anche le tre strisce del logo: rosso per i colpi diretti (più veloci e capaci di anticipare le prese), blu per i colpi caricati (capaci di respingere gli attacchi normali) e verde per le prese (capaci di penetrare le difese). Il risultato dello schema di controllo è facile e immediato per i novizi, ma capace di garantire un buon grado di stratificazione strategica per i più esperti. Insomma, un ottimo lavoro.

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Un lavoro certosino che diventa ancor più interessante entrando nello specifico di ciascun lottatore. Il roster non è tra i più ampi nel panorama odierno dei picchiaduro. I lottatori infatti disponibili all’inizio ammonta a 14, con la possibilità di sbloccare giocando sia Mewtwo che Shadow Mewtwo, partecipando alla campagna Single Player piuttosto corposa che il titolo offre al suo interno (Shadow Mewtwo è sbloccabile anche utilizzando la speciale carta NFC in regalo con tutte le prime stampe del titolo, ma soltanto per una singola sessione di gioco: per poterlo avere sempre a nostra disposizione, anche dopo aver interrotto una partita e aver spento il Wii U, dovremo necessariamente affrontarlo e sconfiggerlo nella nostra scalata alla Lega Ferrum). Nonostante questo, il titolo finirà per farsi giocare con piacere da moltissimi appassionati grazie alla vera e non solo apparente diversificazione dei lottatori stessi: difficilmente avrete infatti la sensazione di trovarvi davanti a cloni, persino nel caso di Pikachu e di Pikachu Wrestler: l’uno infatti predilige di gran lunga gli attacchi da lontano basati sul suo famoso fulmine, mentre il Luchador risulta nettamente più efficace negli scontri a corto raggio, con prese ravvicinate. Questa differenziazione di move set ha profonde conseguenze anche in termini di approccio strategico allo scontro, nella ricerca di una fase di inquadratura piuttosto che dell’altra, nella vicinanza o lontananza dall’avversario e via dicendo. Personaggi come Machamp cercheranno necessariamente di avvicinarsi ai nemici per uno scontro corpo a corpo (pur potendo lanciare pietre contro i nemici da una certa distanza), cercando con parate e colpi d’incontro di evitare gli attacchi a distanza per poi scagliarsi con prese sul nemico, così da apportare ingenti danni; personaggi come Suicune padroneggiano colpi d’energia molto efficaci dalla lunga distanza; Blaziken e Lucario risultano piuttosto bilanciati, grazie alla loro notevole agilità e velocità di base, pur differenziandosi con l’uno più chiaramente ispirato alle arti marziali tradizionali e l’altro capace di attacchi con il bastone di luce. Al contrario, Gengar risulta piuttosto lento, ma dotato di movimenti di sparizione particolari, molto utili per schivare gli attacchi e spezzare il ritmo dell’avversario, anche se il re della confusione mentale altrui è senza dubbio Chandelure, vista la sua totale assenza di punti di riferimento.

Commenti Sottoscrivi i commenti
  1. Rispondi

    Sembra che non abbia moltissimi contenuti. A 60€,onestamente,mi sembra un furto.
    Aspetto un ribasso di prezzo,o probabilmente una versione “super” con più personaggi.


  2. Rispondi

    Ma questo di certo non lo hai dedotto dalla recensione vero?


  3. Rispondi

    So già che sarà molto divertente, ma avere pochi pokemon giocabili non mi va, se ce ne erano almeno venti, già andava bene.
    Il fatto che i pokemon siano più di 700, e solo sedici giocabili per me influisce molto.


  4. Rispondi

    Boh a me sembra che si roba da fare ce ne sia e che i lottatori siano davvero differenziati e senza cloni.
    Per me si sta veramente te rischiando di bypassare un ottimo prodotto per un unico motivo che a conti fatti pare non inficiare la fruizione


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  6. Rispondi

    Grazie della recensione! Questo titolo mi ispira molto e credo proprio che lo comprerò… Magari aspetterò qualche giorno nella speranza che cali leggermente il prezzo!


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