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Hands-on: Pokkén Tournament

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Grazie a Nintendo Italia, abbiamo avuto oggi modo di provare in anteprima il nuovissimo e inedito picchiaduro sviluppato da Bandai-Namco ispirato all’universo dei mostri tascabili più famosi del mondo. Scoprite con noi cosa riserva questo freschissimo gioco di combattimenti tra le scosse di un Pikachu e il pelo di un Suicune!

Pokkén Tournament è sviluppato da Harada e dal suo team, solitamente alle prese con l’apprezzato Tekken e questo per fortuna si traduce non in un epigono pedissequo ma in un marchio di qualità. Questo perchè Pokkén Tournament si rivela dotato di una sua propria personalità sin dalle prime battute e persino in fase di anteprima possiamo affermare con fermezza la sua originalità e la sua freschezza. Sì perchè il gioco finisce per non essere né un Tekken appunto, né nessun altro degli illustri esponenti del genere beat’em up. Così come allo stesso tempo, ovviamente, riesce a staccarsi da tutti gli altri spin off della Pokemon Company visti finora sugli scaffali dei negozi. Per la primissima volta infatti potremo godere nel maneggiare direttamente i nostri mostriciattoli preferiti, interamente modellati in HD grazie alla forza di calcolo computazionale del Wii U.

Pokken_Tournament_Multiplayer_Local-1Lasciando alla fase di recensione il dettaglio del giudizio sia tecnico che ludico, non possiamo esimerci però dal rassicurare sotto alcuni aspetti gli appassionati che attendono con trepidazione l’arrivo, il prossimo marzo, di questa creatura. Innanzitutto, la caratteristica primaria del prodotto: il passaggio dalla fase a movimento libero a quella in puro spostamento bidimensionale. Il titolo infatti appare un ibrido tra i vecchi picchiaduro di stampo arcade e le impersonificazioni più moderne del genere, spesso ispirate a famose licenze manga. Durante il combattimento in arene dalla forma (ellittica o sferica) e dalla dimensione (più o meno ampia) variabile, potremo infatti trovarci con l’inquadratura alle spalle del nostro avatar oppure posizionata al nostro fianco.  A seconda del suo posizionamento, di conseguenza, cambieranno anche gli assi di movimento del nostro lottatore, che potrà avanzare più liberamente in alcune circostanze, oppure trovarsi costretto in dinamiche più classiche durante altre fasi di gioco. Il passaggio tra una fase e l’altra avviene all’esecuzione di determinate mosse particolarmente efficaci (come prese, concatenazione di combo o super mosse), quasi a sottolineare l’importanza dell’inerzia del singolo scontro. Il cambio di inquadratura, per altro, non solo offre freschezza sia visiva che di controllo sull’arena, ma influenza significativamente anche il divenire dello scontro: Machamp ad esempio, personaggio piuttosto lento ma estremamente potente, predilige ovviamente il movimento bidimensionale, dove le possibilità di movimento e fuga dell’avversario sono notevolmente ridotti, mentre un Pikachu, più a suo agio con gli attacchi elettrici a distanza e dotato di una buona agilità di fondo, si troverà avvantaggiato nei momenti di movimento libero.

Come si può intuire dalle nostre parole, per altro, la differenziazione dei lottatori è un altro elemento chiave apparentemente riuscito in Pokkén Tournament: il numero di lottatori non è elevatissimo (ad oggi sappiamo di 14 personaggi disponibili da subito, con altri due da sbloccare…anche se il menu di selezione lascerebbe liberi 4 spazi aggiuntivi piuttosto sospetti…) ma testandone con mano la varietà e il bilanciamento possiamo affermare come si dimostrino sufficienti e addirittura soddisfacenti proprio grazie ai diversi approcci che sono in grado di offrire. Tra lottatori più lenti e potenti e creature scaltre e abili da lontano, passando per Pokémon più capaci nelle “comuni” arti marziali ma senza dimenticare personaggi bizzarri e difficilmente interpretabili come Chandelur (almeno fintanto che non si sarà studiato il suo pattern di attacchi), la sensazione è di avere fra le mani lottatori davvero significativi, privi di scopiazzature o sovrapposizioni, tanto da desiderare di testarli un po’ tutti, prima di selezionare il nostro Pokémon partner.

2380c6b231a0b832e278f3c31296c2a9d7bd8422.jpg__846x0_q80Il Pokémon partner è quel mostro che ci accompagnerà di default durante gli scontri online, per facilitare la rapidità di matchmaking, ma potrà essere cambiato in qualsiasi momento. La personalizzazione infatti è un elemento cardine di Pokkén Tournament, e si accompagna passo passo con il lato single player che risulta essere l’elemento di diversificazione primario tra la versione Wii U e quella arcade. All’interno del titolo infatti sarà presente una modalità avventura che in qualche modo ricalca le esplorazioni tipiche del mondo di Pokémon, riprendendone però solo l’aspetto di combattimento. Nella Lega Ferrum, infatti, potremo affrontare diversi tornei con classifiche, atti a permetterci di combattere il capo Allenatore di una determinata fascia di difficoltà per poter accedere alla successiva. I livelli di sfida sono ben 4, ma sospettiamo che possa essercene anche uno segreto, da sbloccare. Combattendo, sarà possibile acquisire monete di gioco, spendibili nella modalità My Town, per poter abbellire e personalizzare il nostro avatar (l’allenatore Pokémon che comanda il lottatore vero e proprio), ma abiti e accessori non sono gli unici “sbloccabili” presenti nel titolo.

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Il gioco infatti presenta anche diverse arene da ottenere procedendo nella modalità single player o ottenendo monete anche nel Training libero, nel Dojo Combo, nelle sfide online (ancora da testare) o anche nelle semplici sfide 1 vs 1, sia locali che contro la CPU. Senza dimenticare i set di Pokémon assistenti a nostra disposizione, anche loro inizialmente limitati e sbloccabili procedendo nella fruizione del titolo stesso. Queste creature possono essere richiamate in nostro soccorso durante i match e ciascun essere avrà le sue caratteristiche di attacco, difesa o strategia diverse, così da influenzare profondamente l’andamento dell’incontro a seconda delle nostre scelte. Sarà inoltre possibile far “evolvere” questi Pokémon, assegnando loro dei punti esperienza per renderli più efficaci in diversi aspetti di lotta. In sostanza, sembra esserci davvero parecchia carne al fuoco sotto tutti i punti di vista, soprattutto considerando come anche il versante multiplayer sembra essere stato curato nei minimi dettagli. Sarà infatti possibile sfidarsi sia online che in locale, con molte accortezze atte a mantenere l’esperienza di gioco il più vicino possibile a quella ideata dagli sviluppatori per il cabinato arcade. Online, infatti, il gioco manterrà i 60fps del single player, consentirà sfide libere e sfide per le Classifiche mondiali (il gioco infatti permetterà sfide intercontinentali), ma anche scontri tra utenti appartenenti alla stessa Lista Amici. In locale, invece, per non alterare la doppia modalità di inquadratura, sarà sfruttato lo schermo del GamePad per offrire visuale completa a entrambi gli sfidanti, senza split screen, ma sarà anche possibile organizzare sfide in LAN, a patto di collegare due Wii U dotati ciascuno della propria copia del gioco, a due televisori diversi, tramite cavo di rete apposito.

Pokkén Tournament ci ha appassionato durante la breve prova odierna, sia per contenuti (sia single player che multiplayer), sia per la varietà di tecniche di combattimento mostrate. I diversi mostri selezionati sono stati sviluppati con cura magistrale nella riproposizione di creature coerenti con l’universo Pokémon di riferimento, adattandoli però alla perfezione al genere beat’em up e le soluzioni di gioco (tra Pokémon assistenti, crescita delle creature, barre di potenziamento per mosse finali, cambio di inquadratura strategico e via dicendo) sanno offrire grande varietà e un senso di freschezza non comune. Non ci resta che attendere la prova della versione finale per testare in profondità un gioco che, quantomeno, pare avere notevoli potenzialità.


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