Lettera aperta a un amico

Caro Satoru-san

sono uno dei tanti appassionati di videogiochi che negli anni ha imparato a conoscerti. Certo, non di persona, non mi è mai capitata questa fortuna. E purtroppo non mi capiterà mai. Eppure, mi sembra davvero di averti conosciuto.

Da un lato infatti c’è lo sviluppatore. Un programmatore “con le palle”, senza se e senza ma: insegnare a programmare correttamente il calcolo di inerzia persino al team EAD responsabile di Mario, tanto da influenzarne i corretti movimenti sott’acqua; far entrare nella cartuccia del GameBoy non una, ma ben due regioni di Pokemon a fronte delle difficoltà di Game Freak; prendere in mano la fase di debug di Smash Bros a poche settimane dalla presunta data di rilascio riuscendo a rispettare il lancio natalizio…sono solo alcuni degli esempi di capacità tecnica da te dimostrata nel corso degli anni. Una capacità che non è passata inosservata agli occhi di nessuno, nè di Hal Laboratory, nè di Myiamoto nè del compianto Yamauchi.

Dall’altro lato c’è l’uomo d’affari: quello che ha lanciato successi pazzeschi come il DS e il Wii, scontrandosi con la chiusura ottusa di una certa frangia di autodefinitisi “appassionati” (più simili a nani delle caverne di tolkeniana memoria, a difesa del loro tesoro inespugnabile fatto di una presunta superiorità interpretativa degli oscuri misteri del mondo videoludico), forte del tuo credo del “divertimento prima di tutto, per tutti”. Un credo grazie al quale Nintendo ha raggiunto i suoi massimi successi di sempre, ricordiamolo insieme. Il capo d’azienda che a fronte delle iniziali difficoltà del 3DS si è assunto la responsabilità di un taglio di prezzo incisivo e repentino, rilanciandone le possibilità commerciali come pochi credevano possibile, arrivando a conquistare il Giappone ancora una volta e difendendosi strenuamente dall’erosione mobile in occidente. Quello che davanti alle difficoltà oggettive di un business model forse obsoleto ha messo in atto numerose attività di diversificazione del core business di Nintendo, i cui frutti potremo vedere pienamente negli anni a venire: Toy-to-life dal successo indiscusso, l’apertura al mobile con pianificazione e strategia grazie all’accordo con DeNA, il rilancio del brand tramite parchi a tema Universal e altro ancora da scoprire per noi comuni mortali (“What’s NX?”).

Ma poi soprattutto c’è stato il videogiocatore, quello che si divertiva a giocare a Balloon Figth nella trasmissione Game Center CX; quello che presentando il misterioso telecomando Wii al pubblico lo faceva col sorriso furbetto ma bonario di chi avendoci già giocato sapeva quanto divertente potesse essere; quello che per farci capire il 3D stereoscopico si faceva risucchiare all’interno della console da un Mario quanto mai dispettoso; quello che si ritagliava il tempo, tra mille impegni di cruciale importanza amministrativa, per sedersi a intervistare i suoi stessi sviluppatori, in quegli Iwata Asks che oggi ancor di più si stagliano come punto di riferimento per il giornalismo di settore professionale; quello che, con il suo accento inglese tutto particolare, il suo mettersi simpaticamente in gioco con “meme” e vignette pensate apposta per intrattenerci, e il suo linguaggio del corpo ormai indelebile nel mondo di Internet, comunicava “Direttamente” con noi. Con noi giocatori, con noi appassionati, senza filtri. Un CEO d’azienda, e non di un’azienda qualsiasi ma di un gruppo storico, conosciuto in tutto il mondo, con un business planetario, che gioca e si diverte: a sviluppare, a programmare, a pianificare, a produrre, a parlare, a comunicare di videogiochi.

La mia non vuole essere un’esaustiva ricostruzione del tuo operato, ma una sincera lettera d’addio. Quello che hai fatto per noi videogiocatori di tutto il mondo, ma soprattutto il modo in cui lo hai fatto, resterà per sempre nei nostri cuori, nella nostra memoria, nei nostri occhi. Un personaggio così capace di diventare persona, di sedersi di fronte a noi e di parlarci con il suo modo, sincero e sempre gioioso, della nostra passione mancherà a tutti: al mercato, ai concorrenti, ai tuoi colleghi e a noi. Noi che ti abbiamo seguito, a volte maledetto, spesso apprezzato, sempre ammirato e rispettato.

Grazie Satoru-san.

Melancholy Player

Satoru Iwata