*/ ?> Recensione di Animal Crossing: Happy Home Designer (3DS) - Wii Italia
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Animal Crossing: Happy Home Designer: la recensione

Se dico Animal Crossing, le prime parole che vi verranno in mente saranno sicuramente allegria, colore, spensieratezza, quotidianità o concetti affini, ovvero tutto ciò che rimanda ad una realtà piacevole in cui spendere un po’ di tempo per rilassarsi e dimenticarsi la vita stressante di tutti i giorni. Bene, tutto ciò è presente anche in Happy Home Designer (semplicemente HHD più avanti), quindi l’atmosfera che vi inonderà non appena avviato il software sarà la stessa che potreste aver respirato in uno dei capitoli principali della serie. Dico “principali” perché qui risiede uno dei punti più spinosi da affrontare: HHD può essere considerato un vero e proprio episodio di Animal Crossing o va relegato a mero spin-off poco ispirato e su cui si è scarsamente investito in fase di creazione? La mia risposta è un pilatesco: “Fate voi”. Ho già potuto asserire come il candore tipico della serie sia presente massicciamente, propendendo per una risposta affermativa al quesito, ma come Nintendo ci ha insegnato in anni e anni di videogiochi, alla base di tutto va considerato il gameplay. E allora che gameplay sia.

AC Happy Home Designer

In HHD sarete dei dipendenti della ImmoNook, ovvero l’agenzia di costruzioni del panciuto Tom Nook, e proprio da qui comincerà la nostra avventura nel mondo del settore immobiliare, ma solamente dopo aver creato il nostro avatar che, a differenza di quanto accadeva finora, potrà essere personalizzato direttamente, scegliendone sesso, capigliatura, sguardo e tonalità di pelle. Conclusa la parte di preparazione, verremo finalmente portati all’interno dell’agenzia per il nostro primo giorno di lavoro. Ci verranno immediatamente presentati i nostri colleghi, ovvero i ben noti Frodolo e Fofò e la nuova arrivata Casimira, colei che più di tutti ci guiderà fra i tanti impegni quotidiani. Il nostro compito principale sarà l’arredamento di interni ed esterni, o come tanto si usa dire oggigiorno, avremo il ruolo di interior designer. Dopo una brevissima introduzione, verremo subito catapultati nella nostra prima casa, attività che svolge il ruolo di tutorial dei comandi.

La decorazione della propria abitazione è sempre stato un punto focale dell’esperienza di Animal Crossing, ma quella che altrove era solo una delle tante attività possibili da svolgere, questa volta sarà il perno dell’intero gameplay, quindi non c’è da stupirsi che siano state apportate decise migliorie ai meccanismi visti finora. La cosa che subito salta all’occhio è una suddivisione differente del catalogo a nostra disposizione: sullo schermo inferiore del 3DS è presente una sequenza di icone che apriranno diversi menu, ovvero macrocategorie ulteriormente suddivise in sottomenu a seconda di altri criteri più specifici. Detta così potrebbe sembrare piuttosto complesso, ma in ben poco tempo ci si rende conto che siamo davanti a tutt’altra cosa rispetto a New Leaf. Facciamo un esempio pratico: voglio inserire un letto nella mia camera. La prima cosa da fare è selezionare l’icona verde, ovvero quella relativa alla mobilia. Una volta all’interno di questa categoria abbiamo due opzioni: scorrere tutto l’elenco finché non troviamo ciò che ci interessa (tattica fattibile quando gli oggetti a nostra disposizione sono ancora poco numerosi) oppure cliccare sull’icona raffigurante un letto, in modo tale da essere subitamente reindirizzati a ciò che cerchiamo.

Happy Home Designer5 Happy Home Designer4

A differenza di New Leaf, dove i vari mobili erano rappresentati solamente come delle foglioline, in HHD i vari oggetti sono visibili direttamente nella loro anteprima, il che rende la scelta molto più veloce. Una volta selezionato l’articolo, esso comparirà davanti ai nostri occhi nella stanza: sullo schermo superiore è possibile godere della visione in 3D dell’ambiente, mentre sul touchscreen si può consultare una piantina dell’immobile (mobilio compreso). Naturalmente i vari oggetti possono essere spostati a proprio piacimento, e qui entra in gioco un’altra novità. Ogni accessorio potrà essere posizionato con il meccanismo consueto, ovvero quello che potremmo definire da “traslocatore”, con il nostro alter ego che spinge e tira manualmente i mobili per tutta la casa utilizzando la levetta analogica. Altrimenti si può ricorrere alla ben più comoda implementazione dei comandi tattili, che consiste nel trascinarli con il pennino sullo schermo inferiore e picchiettando su di essi per ruotarli di 90° in senso orario. Una volta sistemato tutto quanto ci si dovrà rivolgere al cliente e comunicargli che il nostro lavoro è compiuto. A questo punto partirà una sequenza musicata durante la quale la stanza verrà ripresa da diverse angolazioni per permetterci di scattare delle foto da utilizzare come anteprima nella nostra agenda (e da pubblicare in un istante grazie ad una velocissima nuova opzione di condivisione immagini).

Happy Home DesignerOvviamente all’inizio le scelte a nostra disposizione saranno decisamente limitate, con la possibilità di poter modificare solamente la decorazione delle pareti, la tipologia di pavimento, la mobilia e qualche tappeto, ma considerando il livello di personalizzazione che si raggiungerà dopo qualche ora di gioco, c’è solo da ringraziare il team di sviluppo per aver pensato ad una fase iniziale capace di guidare i giocatori senza opprimerli eccessivamente. Una volta completato l’arredamento di un interno, faremo ritorno alla ImmoNook, che fa un po’ da hub centrale da cui poter accedere a diverse opzioni o semplicemente in cui fare qualche chiacchiera con gli altri membri dello staff. La giornata lavorativa si conclude seduti alla nostra scrivania, davanti la quale stilare un resoconto giornaliero delle nostre attività, che nella finzione corrisponde banalmente al salvataggio dei dati. Qui potremo anche fare ricorso al Corso delle Belle Case, un pratico volume suddiviso in lezioni a cui è possibile accedere a seguito della spesa di qualche moneta StreetPass (quelle ottenute camminando in giro con la console in modalità standby, per intenderci). Al costo di qualche passeggiata si potranno sbloccare nuove opzioni, che possono essere un semplice ampliamento del nostro catalogo con oggetti più bizzarri (tra cui i tipici giroidi!) oppure la possibilità di appendere lampadari, personalizzare le finestre oppure creare (e condividere) dei modelli tutti nostri come già fattibile in New Leaf.

La particolarità dell’arredamento sta però nel fatto che ogni cliente ci proporrà un tema diverso da seguire durante la decorazione, e quindi da tenere bene a mente durante le varie scelte. Tra questi ci possono essere una casa con tanti libri o super-tecnologica, un colore preferito, la presenza di giocattoli per i bimbi o uno stile più elegante, ma anche la creazione di ambienti particolari, come una pasticceria, un giardino zen o persino una stanza per il karaoke! Spesso saranno gli avventori stessi che ci faranno trovare degli scatoloni con alcuni articoli irrinunciabili all’interno delle loro abitazioni e che dovremo in qualche modo far rientrare nei nostri piani. Ad ogni nuovo incarico verranno inoltre sbloccati nuovi accessori a tema, andando così a rimpolpare gradualmente il nostro ventaglio di possibilità. Quando gli oggetti inizieranno ad essere davvero tanti, tornerà sicuramente utile un’icona tramite cui sarà possibile compiere una ricerca per nome o per colore, oppure visualizzare i nuovi mobili aggiunti appositamente per quella determinata mansione. C’è da dire che i vostri clienti sono così generosi da non fissare mai un budget da rispettare, permettendo di dare libero sfogo alla propria fantasia senza pensare ad alcun vincolo di spesa. La decisione da parte degli sviluppatori di non aggiungere l’aspetto pecuniario ha sicuramente i suoi vantaggi in termini di libertà, anche se però un tetto da non sforare avrebbe potuto aggiungere un fattore-sfida potenzialmente interessante. E’ stata invece scelta la linea meno rigida, con la tentazione a volte irresistibile di cedere all’horror vacui e di tappezzare ogni singolo spazio di cianfrusaglie più o meno utili.

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Questa decisione è invece un chiaro segno della politica user-friendly intrapresa. Come già detto, ogni casa richiede il suo specifico stile e anche se i clienti possono reagire più o meno entusiasticamente al momento dell’aggiunta di un determinato oggetto, il livello di sfida tende inesorabilmente verso lo zero. Ovviamente ci siamo spinti fino allo scenario estremo di non fare alcuna modifica se non quella di aprire gli scatoloni che i clienti ci avevano già fornito: in mezzo alla desolazione più totale, quella che abbiamo ricevuto è stata una reazione esaltante nei confronti del nostro lavoro. Se fosse davvero così facile far contente le persone, probabilmente avrei già accantonato ogni mio progetto della vita reale per buttarmi nel settore dell’interior design. Fortunatamente sono ancora in grado di distinguere la realtà dalla finzione, e quindi rimango coi piedi per terra concedendomi al massimo qualche partita con Animal Crossing. Il discorso da fare in merito è il medesimo relativo all’assenza di un budget: scelta azzeccata o troppo permissiva? Purtroppo credo che non sia possibile dare una risposta univoca, dato che essa sarà legata a doppio filo con l’approccio con cui ci si avvicina al gioco. Insomma, se cercate qualcosa di altamente realistico e impegnativo, temo proprio che abbiate sbagliato gioco.

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