Amiibo: un anno dopo

Esattamente un anno fa, in quel dell’E3 2014, Nintendo presentò al mondo il suo approccio alla categoria merceologica nota come “Toys-to-life”: gli amiibo fecero il loro ingresso nelle nostre case qualche mese dopo, sotto Natale, in occasione del lancio della versione Wii U di Super Smash Bros 4. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata: dopo la collezione, divisa in varie ondate, ispirata al picchiaduro di Sakurai, abbiamo visto arrivare anche quella di Mario Party 10, senza dimenticare la mini raccolta di tre personaggi lanciata per promuovere Splatoon. Ma non è finita qui.

Ormai sarà nelle case di molti, ma una menzione particolare nell’analisi dei prodotti con tecnologia NFC spetta ai tre Yoshi di lana: ebbene sì, per mantenersi fedeli allo stile estetico adottato da Woolly World, Nintendo abbandona la plastica e presenta tre peluche interattivi: dolcissimi e amabili, dal punto prezzo leggermente più elevato dei normali pupazzetti, i tre dinosauri rappresentano un primo deciso passo di differenziazione dagli standard di manifattura finora mantenuti dalla casa di Kyoto. Come per Smash, Mario Party, Splatoon e (retroattivamente, per il mercato Europeo), Capitan Toad, inoltre, anche Yoshi ha presentato la possibilità di acquisto del gioco in bundle con uno dei pupazzi che compongono la collezione (quello verde, in particolare), quasi a confermare un trend evidente e destinato a perdurare.

Tendenza infati subito confermata in quel di Los Angeles dall’annuncio di un amiibo di Super Mario in versione “bit” con doppia colorazione (classica o moderna), che in Europa verrà rilasciato anche in bundle con il software. Anche in questo caso, la dimensione e la fattura del prodotto variano strutturalmente dai classici pupazzi visto fino a oggi sul mercato. Più grande di un normale amiibo, scolpito dalla dicitura commemorativa dell’anniversario dell’idraulico baffuto, in doppia versione sin da subito su tutti i mercati: Mario 8 bit segna un ulteriore variazione sul tema dei “toy-to-life” da parte di Nintendo.

 

Più usuale in termini realizzativi, ma altrettanto importante sotto il profilo analitico delle strategie Nintendo a riguardo degli amiibo, è la statuetta annunciata per Chibi Robo: rilasciata in bundle con il nuovo episodio Zip lash per 3DS, ci fa capire come la casa di Kyoto sia ormai intenzionata a sfruttare l’asset del giocattolo per promuovere non soltanto i titoli maggiori, siano essi multibrand, classici o nuove IP, ma anche produzioni minori, di secondo piano.

 

La sorpresa più eclatante però arriva da una collaborazione. E non una collaborazione qualsiasi, bensì da una collaborazione con Activision, la casa che di fatto ha lanciato il “Toy-to-life” sul mercato con Skylander Spyro Adventure, che addirittura venne inizialmente proposto a Nintendo per uno sviluppo condiviso. Ecco così arrivare in esclusiva per le versioni Nintendo del nuovo Supercharger gli Skylander di Donkey Kong e di Bowser (rispettivamente nello starter pack del Wii U e negli starter pack di Wii e 3DS). Con tanto di versione Dark, pergiunta! La principale particolarità di questi pupazzi risiede nel fatto che, ruotandone la basetta, possono passare dalla modalità Skylander (con la quale essere utilizzati nel gioco Activision) alla modalità amiibo (venendo letti normalmente dal Gamepad, come ogni altro giocattolo NFC di Nintendo), funzionando come normali amiibo dei due personaggi.

Tutti gli amiibo sopra descritti erano presenti all’evento organizzato per permettere alla stampa di visionare anche in Italia le principlai novità annunciate all’E3: il colpo d’occhio della lineup amiibo è piuttosto impressionante: la varietà dei materiali utilizzati, la qualità complessiva della realizzazione, le diverse dimensioni degli oggetti da collezione, la variegata natura dei progetti a cui gli amiibo sono stati legati e la pesante collaborazione in ambito Skylander non fanno che ribadire con forza la convinzione che Nintendo nutre nei confronti del segmento “Toys-to-life”. Gli amiibo sono qui e sono qui per rimanere: è facile immaginarne un’espansione ulteriore che vada a coprire videogiochi di serie, generi ed importanza commerciale differente, così come è piuttosto palese che anche le prossime console Nintendo, al di là del Wii U e del New 3DS, conterranno un lettore NFC per poter continuare a interagire con il giocattolo fisico. Speriamo soltanto che da ora in avanti diventino reperibili senza troppi patemi d’animo!