*/ ?> Recensione di Puzzle and Dragons Z + Puzzle and Dragons: Super Mario Bros. Edition (3DS) - Wii Italia
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Puzzle and Dragons Z + Puzzle and Dragons: Super Mario Bros. Edition: la recensione

Puzzle & Dragons è uno dei maggiori fenomeni del panorama mobile; nato in Giappone qualche anno fa, è ora capace di reggere con il suo successo le fondamenta di quello che è un vero impero economico dell’intrattenimento digitale, la compagnia Gung-Ho. Con una mossa a sorpresa, tra le prime del suo genere e simbolo dei tempi che cambiano, anche in modo radicale, lo scorso anno la casa ha annunciato una versione del suo pupillo in esclusiva per Nintendo 3DS (la console tradizionale di gran lunga più venduta in Giappone), arricchita per l’occasione di alcune parvenze di JRPG classico per meglio adattarlo ai gusti dei consumatori di portatile. Non paghi, nel corso dell’anno corrente, Nintendo e Gung-Ho hanno deciso di collaborare per la realizzazione di un episidio speciale, sempre per 3DS, tematizzato a sfondo Mario, con la classica giocabilità del prodotto originario ambientata nel Regno dei Funghi. Consci della differenza di cassa mediatica per Puzzle & Dragons tra occidente e oriente, la collaborazione si è poi tradotta in quella che sulla carta pare un’ottima mossa commerciale, sia dal punto di vista dei produttori che dei consumatori: quelli che in Giappone erano due prodotti completi e distinti, verranno distribuiti da noi in una soluzione unica, comprendente entrambi i titoli. Due videogiochi al prezzo di uno (budget, appena 29,99 euro): basterà la quantità a giustificare l’interesse degli appassionati nostrani?

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Puzzle & Dragons è un puzzle game a sfondo fantasy, come il nome ci fa facilmente dedurre. Con un gameplay a metà strada tra Tetris e Candy Crash Saga, per poter infliggere danni ai mostri che incontreremo sul nostro cammino dovremo allineare tre o più sfere dello stesso colore, cercando se possibile di concatenare un alto numero di combinazioni per ottenere vantaggi più evidenti. Il combattimento è a turni, ma la gestione del nostro momento ha un limite di tempo, durante il quale potremo spostare liberamente una delle sfere sullo schermo inferiore ovunque vogliamo per posizionarla in maniera favorevole al nostro obiettivo. La cosa particolare di questo prodotto è che lo spostamento della singola sfera ha conseguenze non solo con la sfera di cui andiamo a prendere il posto, ma su tutte quelle che incontriamo nel nostro percorso. Questo significa che per spostare una sfera di fuoco dal punta A al punto B dove vogliamo posizionarla, sarà il caso di prendere in esame attentamente la strada da seguire e le sfere che andremo di conseguenza a spostare. Lo studio di questo tragitto è forse la parte più importante di tutto l’ambito strategico del gioco, pur essendone sostanzialmente la dinamica centrale di base.

Altri aspetti prettamente strategici riguardano il classico, ma ben riuscito ed amalgamato, sistema di “elementi”: ciascuna sfera infatti rappresenta un aspetto (fuoco, acqua e via dicendo) che interagisce con la natura degli avversari in maniera dinamica e strutturata per cui sarà nostra premura cercare di combinare a ogni turno, a seconda dell’avversario, determinati colori piuttosto che altri. In alcuni casi, invece, per aprire i forzieri sparsi lungo i dungeon, dovremo muoverci secondo obiettivi e regole diversi, specifici per quel determinato scontro. In linea generale, comunque, l’accostamento di alcuni elementi piuttosto che di altri e la pianificazione del percorso di spostamento delle sfere stesse con annessi e connessi rappresenta l’ossatura primaria della giocabilità di questo fenomeno made in Japan.

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Per abbellire l’ossatura nel passaggio tra mobile e console dedicata ai videogiochi, gli sviluppatori hanno aggiunto tutto un contorno fatto di personaggi pixel art in grado di esplorare determinate aree di gioco, una storia di sfondo infarcita di cattivi alla conquista del mondo, e una serie di accortezze visive, statistiche e narrative che in qualche modo accomunano Puzzle & Dragons Z ad altri JRPG più classici. Non pensiate però a Dragon Quest, Final Fantasy, Fire Emblem o altri esponenti di spicco e rilievo: il tono, gli accenni, le soluzioni stilistiche ricordano più da vicino Eledees per DS data la leggerezza del tutto, piuttosto che prodotti più profondi o articolati. Ci troveremo così a vestire i panni del nostro personaggio, precedentemente “nominato” da noi come da tradizione, nella città improvvisamente al centro di un cataclisma di proporzioni epiche, al centro del quale ci saremo noi, provetti Ranger, accompagnati da un misterioso draghetto caduto dal cielo. Il compito sarà quello di sconfiggere gli accoliti della società Paradox, il cui obiettivo è quello di gettare il mondo nel caos, disgregandone la struttura. Solo avanzando lungo i dungeon e sconfiggendo i vari mostri potremo appropiarci dei “Pezzi di Mondo”, capaci di risistemare le spaccature createsi sulla crosta del globo terrestre. Un’infarinatura, insomma, piuttosto scontata e banale, che fa da contorno al fulcro di gioco: pur capendone le ragioni, ci sentiamo quasi di dire che tali sotterfugi finiscono a tratti quasi per essere d’intralcio alla fruizione del gioco vero e proprio che, pur nella sua semplicità di base, ben si presta a partite mordi e fuggi spensierate, seppur strategiche.

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La storia di per sè quindi non gioca a favore di questa produzione, laddove il gameplay invece finisce per essere interessante, nella sua mistura di accessibilità e profondità; è con piacere quindi che ritroviamo le medesime dinamiche ludiche anche nella Super Mario Edition, inclusa come detto all’interno del “pacchetto”. In questo caso, la narrazione già ridotta all’osso della versione originale viene ulteriormente “edulcorata”, come nei migliori Mario che si rispettino, e ci si lancia subito nella mischia, e cioè dungeon disseminati su una World map, chiaramente mutuata dai classici “mondi” del franchise Nintendo. Anche in questo caso potremo scegliere un capo-squadra (con il suo “colpo speciale”, da caricare effettuando combo durante le fasi Puzzle), un personaggio di supporto e una squadra di soldati a nostra disposizione, per affrontare diversi nemici a turni. Come per Puzzle & Dragons, anche qui la scelta dei vari componenti è fondamentale per sfruttare gli effetti a rotazione di influenza dei vari elementi, per poter infliggere più danni possibile, piuttosto che per mettere in campo i diversi effetti di supporto. Ogni volta che sconfiggeremo un nemico, inoltre, potremo anche arruolarlo tra le nostre fila, così da poter, forse per la prima volta, utilizzare non solo Luigi per aiutare l’idraulico baffuto, ma anche Koopa e Goomba a volonta. Le tipiche casette di Toad, inoltre, ci daranno anche la possibilità di far salire di livello i nostri combattenti, o addirittura di fonderli tra loro per ottenere personaggi ancora più potenti.

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Innegabile il fascino di protagonisti e antagonisti celeberrimi, soprattutto in quanto, come detto, non è l’impatto narrativo, e conseguentemente il “vestito estetico” a tenere in piedi la produzione Gung-Ho, quanto la struttura di gioco stessa. Va da sé, quindi, che rivestire con elementi ben apprezzati, se non addirittura amati, la nuova (per noi occidentali) struttura di gioco porta un doppio beneficio: da un lato ci offre una nuova interpretazione estetica del mondo di Mario (con un tratto 2D cartoon dai forti contorni in neretto), nonché scenari e musiche familiari ma reinterpretati con un tocco di originalità, dall’altro ci presenta interazioni di gioco divertenti e appaganti rese più facilmente assimilabili dal look made in Nintendo. La collaborazione, quindi, pare più che riuscita, senza per questo dimenticare i difetti che restano comunque ancora evidenti. La modalità storia accennata in una versione, inesistente nell’altra, affidano il compito di mantenerci interessati solo ed esclusivamente alle dinamiche Puzzle; la profondità nascosta di alcune dinamiche porta inoltre a un livello di sfida piuttosto elevato sin da subito (come ha potuto provare chiunque anche già dalla demo rilasciato sull’eShop europeo); la ripetitività è subito dietro l’angolo.

Quel che è certo è che la modalità di commercializzazione scelta, la cura riposta nella vestizione del Regno dei Funghi e la buona riuscita dell’ossatura di gioco costituiscono un pacchetto interessante anche per i nostri palati occidentali, tanto che fatichiamo a immaginare un modo migliore per presentarci quel Puzzle & Dragon che tanto scalpore continua a suscitare in Giappone.

7.0
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  1. Pingback: Puzzle & Dragons X annunciato per 3DS - Wii Italia

  2. Rispondi

    [...] Attraverso le pagine dell’ultimo numero di Famitsu, Gung-Ho ha annunciato Puzzle & Dragons X per 3DS, seguito di Puzzle & Dragons Z, uscito nel 2013 in Giappone e lo scorso aprile in Europa insieme ad una versione a tema Mario. [...]



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