L’eShop che verrà: The Binding of Isaac: Rebirth per Wii U e New 3DS

Torna la rubrica dedicata alle novità dei cataloghi digitali delle console Nintendo, e lo fa con un titolo decisamente tosto, certamente non adatto a tutti per tematiche ed immagini proposte. Eppure si tratta di uno dei giochi indie più apprezzati degli ultimi anni, forse proprio per questo suo essere crudelmente fuori dagli schemi. Il gioco in questione è The Binding of Isaac: Rebirth, versione riveduta ed ampliata dell’originale pubblicato a fine 2011.

Iscaac

Già dal titolo è possibile capire dove il gioco voglia andare a parare, ovvero su una rilettura in chiave tragica del celebre passo biblico del sacrificio di Isacco. Un suo omonimo è infatti costretto dalla madre a restare chiuso nella sua camera a seguito di una “voce dall’alto” che le indica cosa fare per salvare suo figlio. Quando la voce le ordina di uccidere il ragazzo per espiare le sue colpe e liberarlo dal male, uno spaventato Isaac si ripara in una botola nascosta sotto il tappeto. Da qui ha inizio la sua curiosa avventura, in un miscuglio di ricordi, sogni, traumi ed incubi.

Dal punto di vista del gameplay, The Binding of Isaac potrebbe essere incasellato nella categoria dei dungeon crawler con vistosi richiami al genere roguelike, come ad esempio oggetti e nemici generati proceduralmente, il concetto di morte permanente e diversi finali multipli. La visuale è quella tipica dei dungeon del primo The Legend of Zelda, ovvero una successione di stanze rettangolari collegate da alcune porte situate sui lati. Per passare allo schema successivo è prima necessario sconfiggere tutti i mostri presenti, e le metodologie sono delle più disparate: pugnali, bombe, raggi laser, squadroni di ragni e tanti altri armamentari uno più sanguinolento dell’altro. Non aspettatevi fatine colorate o buffi elfi, perché lo scantinato della casa è molto, ma molto meno accogliente di una foresta incantata.

BOIR

Come vi avevo detto, questo non è un gioco per tutti, tanto che anche il suo arrivo è stato piuttosto travagliato. Il designer Edmund McMillen aveva infatti mostrato un certo interesse a veder pubblicata la sua creazione, ma Nintendo rifiutò l’offerta, considerando i contenuti proposti come troppo offensivi nei confronti della religione cristiana. Inoltre sono trattati altri temi non facilmente digeribili, come la violenza, l’infanticidio o abusi vari (non per nulla, in Germania ha ricevuto un Pegi 16). L’interesse allora si spostò altrove, fino a raggiungere la pubblicazione su Steam, dove col tempo è riuscito a vendere milioni di copie. Nel 2014 vide la luce Rebirth, remake dapprima pubblicato su PlayStation 4 e Vita, ma recentemente è stata annunciata l’uscita anche su Wii U e New 3DS. Avete letto bene, il gioco sarà disponibile solo sulla nuova versione della portatile, dato che sarebbe impossibile far girare il gioco su un “vecchio” 3DS o 2DS.

Nintendo sembra quindi averci ripensato, decidendo di portare il titolo senza alcuna censura. Secondo voi ha fatto bene? Siete interessati a questo gioco fuori dagli schemi? Fateci sapere la vostra e date un’occhiata a questo video di gameplay. (Attenzione: presenza di sangue, non molto realistico, ma pur sempre parecchio sangue)

Commenti Sottoscrivi i commenti
  1. Rispondi

    Il gioco è tradotto in italiano, o cmq presenta pochi testi in inglese?


  2. Rispondi

    Ne ho sentito parlare benissimo, senz’altro da tenere d’occhio.

    “Nintendo rifiutò l’offerta, considerando i contenuti proposti come troppo offensivi nei confronti della religione cristiana”
    Pure tu Nintendo? Come se non ci fosse gia abbastanza censura a questo mondo…


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