Mario vs Donkey Kong: Tipping Stars: la recensione

Sesto episodio per la serie dedicata ai giocattoli dalla carica a molla. La storia degli scontri tra i mini-Mario e il burbero Donkey Kong può ormai vantare un’esperienza ultradecennale, col primo capitolo risalente all’era Game Boy Advance nel “lontano” 2004. Col passare degli anni la formula di gioco è variata parecchio, mantenendo tuttavia i capisaldi inalterati: naturalmente, ciò vale anche per il nuovo Mario vs Donkey Kong: Tipping Stars. E’ bene specificare subito che questa recensione si concentrerà sulla versione per il Wii U eShop, dato che al lancio sarà possibile scaricare il gioco anche dallo store digitale del 3DS.

Mario vs Donkey Tipping Stars

E colgo immediatamente l’occasione per sottolineare quello che è sicuramente uno dei pregi più importanti e persino più rivoluzionari da parte di Nintendo. Si tratta infatti del primo gioco sviluppato dalla compagnia giapponese ad usufruire di una vera e propria opzione di cross-buy. Per quanto nell’ultimo periodo sia diventato una specie di mantra da ripetere ad ogni piè sospinto, è indubbio che iniziative del genere sono più che apprezzate. Acquistando una delle due versioni, riceverete un codice per scaricare il gioco anche sull’altra console: in poche parole, due giochi al prezzo di uno. C’è però da specificare che i contenuti saranno i medesimi, quindi a cambiare è solamente l’interfaccia e la portabilità.

Ma prima di addentrarci in analisi più specifiche, è bene spiegare il gameplay ai neofiti della serie, considerando anche come ci siano stati dei cambiamenti nella serie nel corso degli anni. Le meccaniche di gioco, infatti, abbandonano i tentativi di cambiamento dell’ultimo capitolo Minis on the Move per l’eShop del 3DS e si riaccostano a quelle di Parapiglia a Minilandia per DS. Lo scopo è condurre i mini-Mario, mini-Peach, mini-Toad e chi più mini ha, più ne metta, attraverso una porta posta in un punto specifico del livello. Piccolo dettaglio: il giocatore non è in grado di comandare direttamente i movimento dei giocattoli. L’unico input che si può dare è il momento in cui cominciare a camminare, ma una volta partiti, non si fermeranno finché non avranno raggiunto l’uscita o non avranno fatto una brutta fine a seguito di una caduta da una piattaforma troppo in alto o dopo essere finiti contro degli spuntoni.

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Benché i personaggi non siano comandabili, è possibile manovrarli indirettamente modificando l’ambiente circostante. Lungo tutto il livello sono infatti disseminati alcuni rivetti (qui per chi come me non è esperto di bricolage) da utilizzare come estremità di varie piattaforme. Inizialmente l’unica tipologia a nostra disposizione saranno delle comuni impalcature di colore rosso da disporre in modo tale da creare un tracciato da percorrere. Per farlo è sufficiente toccare col pennino il touchscreen del GamePad e selezionare un rivetto fra quelli disponibili: così facendo, i movimenti dei mini si interromperanno finché non avrete rilasciato il pennino a congiungere il rivetto con un altro estremo. Per farla facile, bisogna creare dei ponti. La difficoltà sta nella scarsità dei materiali, la quale rende necessario disfare le piattaforme ormai inutili per crearne di nuove ed avanzare. Inizialmente le cose sono davvero molto semplici, ma non ci vuole molto affinché la situazione si complichi notevolmente.

Man mano che si avanza nel gioco, i mini per livello saliranno di numero (anche cinque o sei per volta) e in alcuni quadri è richiesto di condurre i giocattoli nella loro porta specifica, riconoscibile dal faccione disegnato su di essa. Lo smarrimento regnerà presto sovrano non appena si aggiungeranno nuovi strumenti: ognuno dei sei mondi si concentra infatti su un determinato oggetto, quali trampolini elastici, nastri trasportatori, molle, tubi, cannoni e altro ancora. Non capiterà mai di doverli utilizzare tutti contemporaneamente, ma nei livelli più avanzati è richiesto di essere a proprio agio con la gestione anche di tre tipologie di costruzioni contemporaneamente. A mettere ulteriore pressione è un timer di 300 secondi (veri, non come quelli di Super Mario Bros.) entro il quale concludere il livello. Fortunatamente esso parte solamente quando il primo mini inizia a muoversi, quindi il consiglio è quello di studiare bene il tracciato e di visualizzarselo mentalmente in anticipo.

Infatti, una volta partiti, il tempo per pensare sarà ben poco. Le cose da fare sono parecchie e benché una dose di improvvisazione sia sempre ben accetta, la premeditazione è sicuramente l’arma vincente per ottenere un buon punteggio e conquistare dei trofei con quale sbloccare livelli extra. Per aggiudicarsi l’oro è necessario raccogliere anche tutte le monete sparse per il livello, e per farlo è richiesta una capacità di multitasking non indifferente. Completare uno stage, infatti, non è mai così impossibile, ma se si vuole completare i quadri per bene, l’impegno da profondere è davvero consistente. La difficoltà può diventare decisamente elevata se si cerca la perfezione, il che rende il gioco adatto sia a chi vuole spremersi per bene le meningi, sia per chi cerca un puzzle game impegnativo senza essere frustrante.

Commenti Sottoscrivi i commenti
  1. Rispondi

    Se c’é qualcuno che ha la versione 3DS e vuole vendere il codice per Wii U, posso essere contattato con un messaggio privato!
    Grazie.


  2. Rispondi

    Penso funzioni tramite Nintendo network id


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