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Captain Toad: Treasure Tracker: la recensione

Captain Toad 2

Gli abitanti del Regno dei Funghi sono da tempo una fonte importantissima da cui Nintendo trae a piene mani, grazie ai suoi personaggi unici dalle caratterizzazioni decise e dettagliate. Praticamente tutti, soprattutto quelli esistenti da molti anni, possono vantare almeno un gioco da protagonista: il coraggioso Mario può contare su una quantità abnorme da guiness, il timoroso Luigi se ne va a caccia di spettri in ville spettrali, l’animalesco Donkey Kong salta di barile in barile, il fidato Yoshi se ne va a caccia con la sua lingua allungabile, l’avaro Wario è disposto a tutto per acciuffare qualche moneta in luoghi a dir poco inospitali. Allora com’è possibile che finora non fosse stato mai preso molto in considerazione il tanto fedele, quanto tenero Toad? Persino in Wario’s Woods, in cui il funghetto è il personaggio comandabile, il suo ruolo è così marginale che nemmeno compare nel titolo del gioco. Insomma, l’attesa è stata lunga, ma Nintendo non poteva pensare ad un esordio migliore di Captain Toad: Treasure Tracker.

Captain Toad Screen

Molti di voi già conosceranno le meccaniche di gioco (in particolare chi ha già avuto modo di giocare a quel capolavoro che è Super Mario 3D World), ma una buona rinfrescatina non guasta mai. Come in molti giochi Nintendo, lo scopo del gioco è raccogliere la stella di fine livello attraverso vari percorsi; quello che è completamente diverso è l’approccio con il quale affrontare i grandi e piccoli ostacoli da superare. Il fulcro del gioco risiede nel protagonista stesso: il piccolo Capitan Toad ha infatti un limite non indifferente, ovvero il fatto che il suo pesante zaino da esploratore non gli consente di saltare. Provate ad immaginare la reazione di un ignaro giocatore che viene messo di fronte al televisore, col GamePad in mano e il gioco avviato al primo livello. Qual è la prima cosa che farà? Sicuramente proverà ad intuire i comandi, cercando di capire come ci si sposta, quale sia il tasto per attaccare e quale per saltare.

E’ proprio in questo gesto banale l’aspetto più innovativo di Captain Toad: Treasure Tracker: il giocatore sarà privato di uno dei gesti più comuni e dati per scontati, ovvero il semplice saltare. Ecco che nemici di cui l’intrepido Mario si sbarazzerebbe in quattro e quattr’otto, diventano dei pericolosissimi avversari da cui tenersi debitamente alla larga. Pensate ad uno dei più iconici nemici dell’idraulico, ovvero l’innocuo Goomba: basta una breve pressione del tasto A e uno spostamento più o meno ben calibrato e il gioco è fatto (per quanto si narrino storie di giocatori ancora traumatizzati dal primo Goomba nel classico Super Mario Bros.). Per Toad la situazione è decisamente più complicata e quindi bisogna aguzzare l’ingegno. La prima alternativa, quella il più delle volte preferibile, è quella di eludere i nemici e affrontarli il meno possibile faccia a faccia; se però questa strategia non è applicabile, è allora necessario munirsi di una buona arma.

Ecco quindi che ritornano in tutta la loro salubrità le rape, direttamente da Super Mario Bros. 2. Dal terreno spunteranno infatti qua e là dei grandi ciuffi d’erba dai quali è possibile estrarre le radici bianche da scagliare contro il Tipo Timido di turno. La medesima mossa, anzi, praticamente l’unica, consente in alcuni livelli anche di tirare delle leve che, una volta azionate, modificano il terreno o attivano un cannone spara-rape con cui abbattere anche i nemici più ostinati e distruggere dei cubi di mattoni troppo alti e resistenti per il funghetto. I Power-Up tipici della serie di Mario sono infatti poco numerosi, se non per l’intramontabile super fungo per recuperare le dimensioni originali in caso di danni subiti, il nuovissimo Super Piccone che ha effetti simili ad una super stella che rende invulnerabile Toad e gli permette di distruggere i blocchi sul suo cammino, e il ritorno della Doppia Ciliegia in alcuni livelli pensati specificatamente per mettere alla prova la vostra abilità di multi-tasking.

8 6

7 5


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