THEATRHYTHM Final Fantasy Curtain Call: la recensione

Curtain Call

Se c’è una compagnia che può fregiarsi di avere decine e decine di colonne sonore memorabili, che hanno fatto la storia dei videogiochi, questa è sicuramente Square Enix (principalmente lato Squaresoft, ma anche Enix non scherzava). Dalla preservazione e valorizzazione di questo patrimonio artistico nacque l’idea di Theatrhythm, un gioco musicale che mettesse al centro della scena i brani più famosi e caratteristici dei giochi della compagnia giapponese, per far rivivere le emozioni del tempo che fu e far galoppare la nostalgia. Theatrhythm Final Fantasy – Curtain Call è il seguito di Theathrhythm Final Fantasy, uscito su 3DS nel 2012, e non dev’essere considerato una semplice espansione, nonostante le meccaniche di gioco siano rimaste pressoché immutate.

Per chi non conoscesse la serie, Theatrhythm è un cosiddetto rhythm’n'game, cioè un gioco dove bisogna eseguire alcune azioni a tempo di musica; servono quindi riflessi ma anche memoria ed un po’ di senso del ritmo. Il comando principale consiste nel toccare lo schermo inferiore con il pennino nel momento esatto in cui le icone che scorrono sullo schermo superiore raggiungono il cerchio che le racchiude; le icone rosse necessitano di un solo tocco, mentre quelle verdi vogliono un tocco prolungato; invece, ci sono le icone gialle, con delle frecce, e qui bisogna far scorrere il pennino nella loro direzione. Ad ogni sbaglio (che equivale a mancare il cerchio), la barra della vita si esaurisce. Ci sono tre diversi tipi di livello: battaglia, dove le icone scorrono su quattro file diverse, che coincidono con i personaggi schierati sul campo; viaggio, dove le icone viaggiano su un unico binario da sinistra verso destra; e filmato, dove i movimenti delle icone sono varie e sparsi per tutta la schermata. Ogni livello è di fatto un brano di uno dei giochi di Square Enix, e si possono scegliere tre livelli di difficoltà.

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Theatrhythm racchiude però anche un’anima da gioco di ruolo; il videogiocatore, infatti, è chiamato a creare un team di quattro personaggi, che guadagnano esperienza ad ogni stage musicale affrontato, imparano abilità e possono essere equipaggiati con oggetti ed armi di vario tipo. L’utilità di questo party emerge durante i livelli più difficili: se i personaggi sono ben allenati, la barra della vita dura più a lungo ed anche gli input meno precisi possono garantire un attacco critico.

La domanda che molti videogiocatori si sono posti all’annuncio di questo gioco è sicuramente: ma era davvero necessario un seguito di Theatrhythm Final Fantasy? Considerata la mole di contenuti inserita da indieszero, il team di sviluppo cui Square Enix ha affidato il lavoro, la risposta è un roboante sì!

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In primis, il numero di brani presenti è esorbitante: oltre 200 musiche, tratte non solo dai 14 episodi principali di Final Fantasy, ma anche da molti spin-off come Final Fantasy Crystal Chronicles per GameCube, Dissidia Final Fantasy Final Fantasy Type-0 per PSP, Final Fantasy Tactics per PS1 e Final Fantasy X-2 per PS2; inoltre, sono stati inseriti brani da giochi esterni alla serie, come Bravely Default per 3DS e Chrono Trigger per SNES, sotto forma di DLC (usciti in Europa qualche giorno fa). A differenza del primo episodio, dove ogni titoli aveva principalmente tre brani (uno per tipo di livello), in Curtain Call gli episodi principali hanno sin da subito ben 10 brani tra cui scegliere, mentre gli spin-off da 2 a 6; la scelta delle musiche è più che azzeccata e seppur qualche celebre brano manchi all’appello, in generale non ci si può lamentare. Ulteriori brani si possono poi sbloccare proseguendo nel gioco e raccogliendo punti, insieme a dei medley speciali creati appositamente per il gioco.

A corredo dei brani, sono state inserite anche moltissimi nuovi scenari, che faranno scendere una lacrimuccia ai più nostalgici; ad esempio, Waltz for the Moon di Final Fantasy VIII è ambientato nel Garden di Balamb, mentre il tema della Gold Saucer nell’omonimo città dei balocchi di Final Fantasy VII. Tra le novità, in alcuni livelli della world-map, al personaggio si sostituisce l’aeronave, e così le icone arrivano da lontano, creando un effetto distorsione che aumenta la difficoltà di gioco. Ovviamente, così come le musiche, anche i personaggi sono aumentati; tra gli altri, ora è possibile scegliere e sbloccare Rosa ed Edge da Final Fantasy IV; Edgar da Final Fantasy VI; Yuffie, Barret e Vincent da Final Fantasy VII; Eiko da Final Fantasy IX; e Fran da Final Fantasy XII.

Al di là della spettacolare ed immensa colonna sonora, Theatrhythm Final Fantasy – Curtain Call offre una serie di nuove modalità che impreziosiscono la vincente formula di gioco. Square Enix ha inserito una modalità multi-giocatore per due persone (sia locale che online, ed anche contro il computer) che funziona molto bene come passatempo tra un livello e l’altro; la sfida avviene in un stage di tipo battaglia ed occasionalmente l’avversario può modificare l’arrivo delle icone, ostacolando i propri progressi; ad esempio, si può scegliere di far viaggiare le icone più velocemente rispetto il ritmo della musica, oppure in maniera irregolare. Nella modalità Versus, bisogna guadagnare ranghi e scalare la classifica a suon di punti, mostrando bravura ed avendo anche un po’ di fortuna; gli attacchi speciali contro l’avversario infatti sono perlopiù casuali.

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Molto interessante e divertente è la modalità Quest Medleys, che si sostituisce alla modalità Chaos Shrine del precedente episodio; qui è possibile scegliere una missione (suddivise in corte, medie, lunghe ed ereditate -quest’ultime si sbloccano con lo StreetPass), formata da un percorso simile a quelli del Libera Mii, dove ogni tappa è un livello musicale da superare. Tra una tappa e l’altra, la barra della vita non si ripristina, e quindi la sfida consiste nel terminare il percorso senza mai fallire; l’utilizzo degli oggetti da equipaggiare diventa quindi vitale, e così la scelta dei bivi da seguire. Alla fine di ogni mappa, vi è uno scontro con un boss sotto forma di livello battaglia.

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A rendere Curtain Call un gioco davvero completo, e più di una semplice espansione, sono anche le numerose opzioni che il team ha inserito per far sì che ognuno potesse personalizzare l’esperienza di gioco a proprio piacimento. Nella modalità principale, dove si scelgono i livelli da affrontare, è possibile creare una lista di preferiti, che appariranno quando si deciderà di affrontare gli stage in maniera casuale; nello StreetPass, si può creare il proprio biglietto da visita, così da condividerlo insieme alle missioni della modalità Quest Medleys; vi è addirittura la possibilità di personalizzare il suono delle icone, scegliendo tra gli effetti sonori più celebri della serie. Inoltre, sia alla fine di ogni livello che in una sezione separata, si può controllare il proprio punteggio, diviso per titolo, genere, momento del livello, e così via. Non mancano i trofei, da guadagnare superando determinate condizioni (ad esempio, eseguire tutti attacchi critici in uno stage oppure prendere il massimo del punteggio in un livello di difficoltà). E non mancano persino delle carte da collezionare (le CollectaCards), che questa volta possono essere equipaggiate ai personaggi per aumentare le loro statistiche.

1In sostanza, Theatrhythm Final Fantasy – Curtain Call è un titolo che non deve mancare nella collezione di un amante della serie, e tanto meno in quella di un appassionato di giochi musicali. In realtà, la sua qualità trascende la storia della serie stessa ed il genere, per cui chiunque può divertirsi per ore ed ore, cercando di raggiungere il punteggio migliore o semplicemente ascoltando ogni brano. Curtain Call è decisamente un passo in avanti rispetto il primo episodio, anche per quanto riguarda la difficoltà del gioco; se gli stage facili ed intermedi sono più o meno allo stesso livello, quelli per esperti sono invece notevolmente più ostici; inoltre, tutti i brani già presenti nel precedente gioco sono stati rielaborati, quindi nessun senso di deja-vù per chi ha già avuto modo di giocare Theatrhythm. L’unica nota stonata (è il caso di dirlo) del gioco è il disorientamento che può colpire il videogiocatore durante le prime fasi, dovuto al fatto che quasi tutti i brani sono disponibili sin da subito, e non vi è una linea guida da seguire come nel precedente episodio; nulla di grave, comunque, e difetto che si può ovviare selezionando le modalità secondarie, più guidate e senza dispersione.

Il 3DS si impreziosce, quindi, di un’altra perla, sperando che Square Enix decida di rilasciare nuovi brani musicali, e di portare in Occidente il recente annunciato Theatrhythm Dragon Quest.

9.5
Commenti Sottoscrivi i commenti
  1. Rispondi

    Che recensione entusiastica! Sono sempre stato tentato da questa serie, dato che adoro i giochi musicali, ma la mia scarsa esperienza in fatto di Final Fantasy mi ha sempre fatto desistere… A leggere sopra temo di aver fatto terribilmente male finora!


  2. Rispondi

    wow! bravo divenripops!!!
    quasi quasi oggi lo prendo.


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