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Rune Factory 4: la recensione

Rune Factory 4

Noi Europei (e per di più Italiani) siamo decisamente abituati all’arrivo in ritardo di videogiochi sviluppati in Giappone; la serie di Rune Factory è emblematica in questo senso. Nata su DS, i primi tre episodi sono giunti nel Vecchio Continente puntualmente con un anno di ritardo, riuscendo comunque a trovare un pubblico fedele; lo stesso per le uscite su Wii e PS3. Rune Factory 4 ha subito un arrivo ancora più travagliato: dopo essere uscito in patria nel 2012, il team di sviluppo, Neverland, è fallito, creando dei problemi nella localizzazione per l’Occidente. In ogni caso, il gioco è finalmente disponibile, solamente su eShop e solamente in inglese… Meglio di niente.

Per chi non la conoscesse, la serie di Rune Factory unisce gli elementi di Harvest Moon (gestione di una fattoria con tanto di coltivazione dell’orto, allevamento degli animali, commercio dei prodotti agricoli) con un gameplay tipico dei giochi di ruolo: esplorazione di un mondo fantasy; interazioni con numerosi personaggi; e battaglie, in questo caso action. Rune Factory 4 è questo, e molto di più: è un gioco che riesce ad appassionare chi vuole qualcosa di diverso dal solito Harvest Moon, ed al contempo gli amanti dei jRPG, in cerca di qualche avventura da giocare durante le festività.

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Pur seguendo molti cliché del genere, la storia è ben costruita e guida il videogiocatore in una struttura lineare ma aperta; si può infatti decidere di dedicarsi alla vita da contadino e lasciare le vicende della trama per un secondo momento; oppure si può seguire il canovaccio e quindi assaporare un più tradizionale gioco di ruolo. Il gioco inizia con l’attacco dell’aeronave del protagonista (si può scegliere se maschio o femmina, il che inciderà ovviamente anche sulle relazione sentimentali che si possono stringere), il quale perde la memoria e si ritrova in un villaggio bucolico, Selphia, dove viene scambiato per un membro della famiglia reale. Nonostante il fraintendimento venga subito risolto, il protagonista diventa comunque una sorta di sindaco, e dovrà gestire sia la fattoria del castello, che gli eventi e le festività del paese.

Il gameplay di Rune Factory 4 è suddiviso in quattro fasi: la gestione del villaggio e delle abilità del personaggio; la cura dell’orto e delle attività collaterali; le relazioni sentimentali; ed i combattimenti. Tutte le attività sono legate tra di loro: ad esempio, coltivare i campi fornisce prodotti utili che possono venduti per guadagnare soldi da spendere in armi; oppure usati nella preparazione di ricette per ottenere oggetti utili nella vita del villaggio, o nel conquistare la propria fiamma. In ogni caso, il videogiocatore è libero di gestire la giornata come meglio crede; pur non seguendo l’orologio interno della console, come in Animal Crossing, Rune Factory 4 presenta un ciclo giorno e notte ed un calendario delle stagioni che dona notevole varietà alle situazioni che si presentano. Ogni cosa ha il suo orario ed il suo tempo: i negozi sono solitamente aperti dalle 9 di mattina fino a tardo pomeriggio; il fattorino passa alle 8; e così via. Inizialmente, non è semplice seguire i tempi del gioco, ma con un po’ di pratica vi si entrerà in simbiosi, imparando alcune consuetudini utili per proseguire nell’avventura, come non addentrarsi in un dungeon a tarda sera.

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La vita da fattoria è la prima fase con cui si ha modo di confrontarsi; proprio fuori alla camera da letto del protagonista, si trovano un orticello con una fontana ed un baule per raccogliere i prodotti della terra. Sin da subito, si impara a pulire il campo dalle erbacce, ad arare, seminare ed inaffiare. Inizialmente, il tutto è molto semplice e può sembrare ripetitivo, considerando che l’unico ortaggio che si ha sono le rape. Man mano che si procede nel gioco, si incontrano sementi di ogni tipo, dalle carote alle fragole, ognuna con una precisa modalità di coltivazione: dai tempi di crescita alla stagione. Organizzare il lavoro agricolo diventa presto impegnativo, ma fonte di soddisfazione e guadagni. Come in un Harvest Moon tradizionale, il campo è suddiviso in una griglia, le cui celle possono essere allocate a piacimento; Neverland ha inserito alcuni piccoli accorgimenti che semplificano i lavori, come ad esempio la possibilità di raccogliere più ortaggi insieme prima di metterli nello zaino; questo è sicuramente un punto a favore, che snellisce le fasi di gestione della fattoria, spesso considerate noiose alla lunga. Oltre ai campi, c’è l’allevamento dei mostri, alcuni dei quali hanno le sembianze di animali come le pecore; anche questi sono utili per raccogliere materiali da scambiare o da usare per creare equipaggiamenti di vario tipo. In realtà, è possibile stabilire dei legami di amicizia con queste creature così da utilizzarli per il lavoro nell’orto o nelle battaglie: un’aggiunta interessante che rende il gameplay ancora più piacevole.

Selphia

Uscendo dalle mura del villaggio, inizia il vero e proprio gioco di ruolo. Si possono esplorare numerosi dungeon, che piano piano rivelano i misteri dietro le origini del protagonista ed il pericolo che minaccia Selphia e l’universo di gioco. Il sistema di combattimento non è particolarmente complesso, poiché consiste nella possibilità di attaccare con un tasto ed inanellare una serie di combo in base alla rapidità con cui si agisce. Rune Factory 4 offre un notevole set di armi, mentre i nemici utilizzano diverse strategie per attaccare, e questo rende il gameplay decisamente più vario. Interessante la possibilità di portare con sé alcuni personaggi secondari per coadiuvare le esplorazioni. In sostanza, chi cerca un jRPG profondo, non trova in questo gioco pane per i suoi denti; nonostante ciò, i combattimenti sono divertenti, e un ottimo diversivo tra una zappata ed una mungitura (in realtà, proseguendo nell’avventura, la componente di ruolo diventa via via più rilevante).

La gestione del paese nei panni di uno pseudo-principe (o pseudo-principessa!) comporta grandi responsabilità: si possono organizzare sagre; costruire edifici; espandere la fattoria; il tutto, spendendo dei punti che si guadagnano risolvendo alcune richieste dei cittadini. Questa fase non è particolarmente profonda, ed è piuttosto limitata, ma dona al gioco una certa varietà, ed una parvenza di personalizzazione che corona gli altri aspetti del gameplay.

ArthurTra gli aspetti che colpiscono di più in Rune Factory 4 vi è la qualità dei dialoghi e l’atmosfera fantasy che pervade il gioco. Chi sente la mancanza di un gioco di ruolo finalmente ambientato in un mondo scevro da troppi marchingegni futuristici, e con una serie di personaggi con cui interagire in maniera fluida e continua, troverà in Rune Factory 4 grande divertimento. Il villaggio pullula di persone che quotidiniamente svolgono le loro faccende, e con cui si può parlare del più e del meno (delle nuvolette gialle indicano che questi hanno qualcosa da dire che non si è ancora letto); sorprende la maestria della localizzazione (purtroppo solo in inglese), ricca di citazioni e battute. Il protagonista può stringere rapporti con ognuno dei personaggi, sia di amicizia che di amore; nel menu, una pagina è proprio dedicata alle relazioni, così si può tenere d’occhio chi ci è simpatico e chi no… E chi si vuole corteggiare. L’intelligenza artificiale è migliorata notevolmente rispetto gli episodi per DS, ed ora il protagonista può incappare in situazioni imbarazzanti che potrebbero far perdere punti nei confronti della futura anima gemella. In totale, il protagonista maschio potrà scegliere tra sei ragazze da corteggiare, e la protagonista altrettanto ragazzi. L’aspetto sentimentale del gioco si sviluppa tramite dialoghi ed azioni, ad esempio parlando e dando attenzioni a chi si vuole conquistare (per esempio, portandoli nelle scorribande fuori dal villaggio, o facendo loro doni). Si può frequentare una o più persone, ed alla fine sposarne una, e persino procreare.

Rune Factory 4 non eccelle in ogni sua caratteristica, ma riesce in ogni caso ad intrattenere grazie alla miscela delle sue componenti. Il mondo di gioco è vario e colorato, come in un jRPG per SNES o PS1 degli anni Novanta (e come purtroppo si vede poco al giorno d’oggi); pur ricco di cose da fare, il videogiocatore è inizialmente guidato alla scoperta di ciascuna di esse, ed ogni elemento fondante del gameplay si apre gradualmente per offrire una grande avventura. In conclusione, Rune Factory 4 non è solo il miglior episodio della serie, ma anche uno dei migliori giochi di ruolo per 3DS, ed è assolutamente consigliato per chi è alla ricerca di un’epica storia e di un gamelay diverso dal solito.

8.5
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    [...] of Magna è un gioco di ruolo sviluppato dal team che si occupava di Rune Factory, anche lui recentemente uscito in Europa su eShop. Il sistema di combattimento è a turni e si svolge su una griglia, come i giochi di ruolo [...]


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