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Ultimate NES Remix: la recensione

Ultimate NES Remix

Per cominciare questa recensione dedicata a Ultimate NES Remix per 3DS, vorrei prenderla un po’ alla larga. Vorrei che pensaste in particolare agli sviluppatori di videogiochi attuali, ma non alle grandi compagnie come Nintendo o altre grandi software house, bensì i cosiddetti indie developer. Ormai è indubbio l’importante ruolo di questi sviluppatori indipendenti all’interno del panorama videoludico, grazie alla loro vena creativa e alla loro originalità. Fra tutte le idee nate da queste menti, molto spesso quelle che colpiscono maggiormente sono quelle più controcorrente, sia a livello di gameplay, sia a livello estetico. In un settore, quello della tecnologia, in continua evoluzione, le nuove capacità tecniche permettono di creare videogiochi talmente realistici da diventare quasi reali. Naturalmente i team di sviluppo meno blasonati non hanno certo i fondi necessari per creare giochi così sofisticati, quindi spesso devono per forza di cosa ripiegare su espedienti sì più economici, ma che spesso sanno di vera e propria scelta ideologica. Mi riferisco alle decine e decine di videogiochi a 8-bit e 16-bit proposti anche su console Nintendo, ultimo in ordine cronologico sicuramente il pixelloso Shovel Knight. Una domanda sorge dunque spontanea: perché tanto amore per una stile di gioco che oggigiorno può essere definita, senza alcun giudizio di valore, “antiquato”?

Ecco che quindi possiamo ritornare a Ultimate NES Remix, che fa del pixel il suo vessillo. Per chi non conoscesse ancora questo progetto, proposto anche su Wii U con due capitoli per eShop, si tratta di una raccolta di veloci livelli che vanno a ripescare nel vastissimo universo Nintendo proponendo sfide basate su 16 dei maggiori successi per il Nintendo Entertainment System (NES). Saranno decisamente pochi quelli che non hanno mai sentito parlare di classici come Mario Bros., Donkey Kong, Metroid, Kid Icarus o Super Mario Bros. 3, anzi, molti di voi ci avranno probabilmente anche già giocato. Chi invece vuole scoprire un po’ la storia della grande N può ricevere una veloce infarinatura grazie ad una meccanica più rapida e accessibile.

6 5

Ogni gioco NES presenta un numero variabile di livelli, suddivisi a loro volta in più sotto-livelli. Per intenderci, se scegliamo di giocare a Kirby’s Adventure, un livello potrebbe essere strutturato in questa maniera: 1) aspira un nemico e usane l’abilità copiata; 2) usa l’abilità copiata per sconfiggere 3 nemici; 3) fai una scivolata per far esplodere il blocco bomba. FINE. I primi livelli saranno ovviamente molto facili, una sorta di tutorial iniziale per apprendere i comandi dei vari giochi, ma man mano le sfide diventeranno sempre più complicate da portare a compimento con le poche vite a nostra disposizione. Una volta raggiunto l’obiettivo, si riceve un giudizio da 1 a 3 stelle, esclusivamente sulla base del tempo impiegato. Se non è specificatamente richiesto, non è importante non subire alcun danno o raccogliere più rupie possibili, anzi, spesso è tutto tempo che non andrebbe sprecato adottando un comportamento più spregiudicato. Mi è capitato più volte di commettere veri e propri harakiri gettandomi nel vuoto pur di prendere l’ultima moneta necessaria per superare il livello di Super Mario Bros. 3: una volta messa in saccoccia, ormai la sfida è superata, senza doversi preoccupare troppo del fatto che, nella versione originale del gioco, un’azione del genere ci avrebbe portati direttamente alla schermata di Game Over.

NES Remix dà però il meglio di sé con il vero fulcro dell’azione, ovvero i remix che danno il nome alla collection. Gli sviluppatori hanno avuto ben poco rispetto riverenziale per i 16 classici selezionati, proponendo delle rivisitazioni dissacranti di questi grandi capolavori. Per farla breve, hanno preso gli elementi principali dei vari videogiochi, hanno messo tutto in un frullatore, e ciò che ne è uscito sono decine di livelli in cui le capacità e i riflessi dei giocatori saranno messi a dura prova. Per citare alcuni esempi, ci sono alcuni livelli denominati “Corri Mario!” o “Corri Samus!” nel quale l’unica azione a nostra disposizione sarà il semplice salto, così da poter provare l’ebbrezza di una speedrun anche se normalmente affrontereste le cose con più calma. Oppure ci sono alcuni personaggi che non dovrebbero stare dove stanno, come dei ghignanti, spaventosi, ma sempre timidi Boo che incombono su Kirby mentre è alle prese con Whispy Woods, o come scalare le rampe di Donkey Kong nei panni del “primo” Link, senza nemmeno la possibilità di saltare. Ma questi sono solo alcuni dei moltissimi ed ingegnosissimi stratagemmi che sono stati utilizzati per dare una svecchiata a giochi quasi granitici, trovandone una chiave moderna per riproporli in una maniera più snella.

4 3

A tal proposito, è bene considerare anche la console su cui si gioca Ultimate NES Remix. Se le prime versioni sono state presentate su Wii U, questa volta si è pensato anche al 3DS. La sua natura di piattaforma portatile è un ulteriore passo fatto per allontanarsi dall’idea stantia che alcuni giocatori potrebbero avere di titoli giocabili esclusivamente sui vecchi televisori a tubo catodico. Tra l’altro, la rapidità dei vari livelli si confà perfettamente alla possibilità di partite mordi-e-fuggi, adattandosi perfettamente alla sempre più diffusa richiesta di brevi sessioni di gioco poco impegnative che le versioni per NES non potrebbero permettere. Se a livello di esigenze dei videogiocatori il 3DS risulta perfetto, lo stesso non si può dire per altri suoi aspetti. In particolare, la minore potenza della console causa dei vistosi rallentamenti quando la schermata diventa affollata, soprattutto nei livelli di Metroid o quando i goomba iniziano ad essere parecchi. La possibilità di utilizzare lo stick analogico è sicuramente apprezzata, ma considerata l’origine dei giochi in questioni, la buona vecchia croce direzionale compie egregiamente il suo compito. E per concludere questa carrellata di informazioni tecniche, non aspettatevi l’effetto tridimensionale, la cui implementazione avrebbe richiesto un lavoro decisamente sostanzioso e che non avrebbe apportato particolari benefici aggiunti.

Un discorso completamente opposto va invece fatto per le classifiche online per ogni livello, così da scoprire i migliori tempi nella propria area geografica o tra i nostri amici. E nel caso volessimo disperatamente scoprire come altri giocatori abbiano fatto per conquistare quelle tre agognate stelle, è possibile visualizzare anche i replay delle migliori prestazioni (oltre ovviamente alla propria). A differenza della versione per Wii U, questa volta non è presente l’opzione di pubblicare le nostre prodezze contornate dagli stampi a tema. Questa piccola mancanza viene però colmata da due aggiunte di contorno, ovvero la già vista modalità Champioship composta da tre sfide consecutive e l’inedito Speed Mario Bros., una rivisitazione del classico dei classici, ma al doppio della velocità (e col doppio delle cadute nei fossati!).

3 2

Alla fine della fiera, l’unica pecca davvero rilevante risulta dunque essere il rapporto longevità/prezzo: non vorrei farla diventare una questione di soldi, ma 40 € per le 10-12 ore necessarie per completare tutti i livelli sono a mio parere davvero esagerati. Certamente se siete quei giocatori che non mollano la presa finché non sono primi in tutte le classifiche, questo gioco fa decisamente al caso vostro, ma altrimenti l’incentivo a tornare sui vostri passi è davvero minimo. A questo punto non sarebbe nemmeno esagerato pensare che probabilmente la collocazione ideale per un titolo del genere sarebbe stato l’eShop del 3DS, proprio come i due capitoli già rilasciati per Wii U: una versione digitale avrebbe permesso di diminuire il prezzo e di mantenere la componente fondamentale di partite brevi, pronte ad ogni evenienza o in una pausa dal gioco nello slot dedicato alle cartucce. Di conseguenza, l’acquisto è consigliato prettamente ai non possessori di un Wii U, altrimenti è notevolmente più conveniente scaricare le versioni per console fissa.

Il giudizio finale è dunque inficiato inevitabilmente da questo aspetto. Il che è un vero peccato perché considero NES Remix uno dei progetti più interessanti che Nintendo abbia mai fatto nel recupero e nella salvaguardia delle sue principali IP. E’ uno strumento utilissimo per i più giovani per scoprire giochi che difficilmente avrebbero potuto e/o voluto provare (sempre con la possibilità di acquistare sulla Virtual Console uno o più titoli che ci hanno colpito); ma è consigliato anche ai giocatori più navigati, con l’annesso “effetto nostalgia” per chi con i giochi in 8-bit c’è cresciuto e che, magari in gran segreto, ogni tanto tira fuori il suo fedele compagno di giochi grigio per rivivere i magici momenti passati insieme a tutti quei pixel.. E perché no, magari può essere utile anche per i nuovi sviluppatori. Tornando al discorso d’apertura, il mio personale parere sulla grande diffusione di giochi volutamente retro nelle proposte indie si basa sul fatto che ci sia la volontà di omaggiare la grande Storia dei videogiochi. Sono passati più di vent’anni dalla pubblicazione di questi giochi, per alcuni persino più di 30, eppure ancora se ne parla e ancora ci si gioca. Nel mondo videoludico sono una pietra miliare grazie alla quale è ancora possibile imparare e sviluppare qualcosa di nuovo: è il passato senza il quale è impossibile che esista un futuro.

7.5

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