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Fantasy Life: la recensione

FL

Fantasy Life. Mai titolo fu più azzeccato.

Una vita da trascorrere in un mondo fantastico dominato dal mito e dal soprannaturale. Da colori sgargianti e personaggi vivaci. Da re, cavalieri e draghi, così come da fabbri, pescatori e mercanti. Difficile riuscire ad essere coincisi quando ci sono così tante cose da descrivere… Così tante cose che vorrei descrivere! Fantasy Life mi ha sorpreso: non è un gioco senza difetti, anzi, ma l’insieme dei suoi ingranaggi crea un meccanismo ben funzionante, e dimostra (come se ce ne fosse ancora bisogno) che Level-5 è una delle migliori software house giapponesi in circolazione, e che ha fatto tesoro dell’esperienza maturata con Dragon Quest VIII e IX (e lo stesso vale per Brownie Brown -che ha cosviluppato il gioco- con la serie Mother).

Cos’è, di preciso, Fantasy Life? Prima di tutto, un gioco di ruolo con un vasto mondo da esplorare.

Si parte, come sempre, da un’umile dimora, ancora inconsapevoli del pericolo che sta minacciando il mondo di Reveria; i primi passi e le prime chiacchiere hanno luogo a Castele, una cittadina medievale ridente e popolosa, governata da un sovrano, Erik, di bassa statura, e molto amato dai paesani. Tra le prime scelte da effettuare, il lavoro del protagonista, che si può cominciare previo il rilascio di una licenza; ogni professione è caratterizzata da un filone specifico della trama, che viaggia in parallelo con l’avventura principale (che è la stessa per tutte le professioni); solitamente, si incontra il maestro, si seguono i suoi consigli, e poi si inizia a lavorare. Il tutto è amalgamato molto bene poiché da un lato il videogiocatore ha libertà di gestire come preferisce la partita (ad esempio, proseguendo nella carriera senza necessariamente dover seguire le vicende principali del gioco), mentre dall’altro vengono stabiliti alcuni punti chiave che portano comunque verso il prosieguo dell’avventura. Il lavoro scelto plasma, ovviamente, le caratteristiche del protagonista, in termini di abilità acquisite e statistiche, rendendolo altamente personalizzabile.

Le professioni sono in tutto dodici, divise in tre categorie: i combattenti (Paladino, Mercenario, Cacciatore, Mago), gli artisti (Fabbro, Falegname, Sarto, Alchimista), ed i raccoglitori (Minatore, Taglialegna, Pescatore, Fantasy LifeCuoco). Ogni lavoro rappresenta solamente un piccolo tassello della vita nel mondo di Fantasy Life; per fare un esempio, i taglialegna raccolgono il legno che i falegnami usano per creare i mobili da utilizzare nell’arredo della propria casa e delle abitazioni altrui; al contempo, per trovare la legna, può essere necessario attraversare zone pericolose, e quindi essere coperti da qualche impavido combattente che tiene occupati i mostri mentre il taglialegna compie il suo lavoro. A livello di gameplay, ogni classe porta con sé le sue peculiarità (le azioni ricordano dei veri e propri mini-giochi) e, soprattutto, la crescita del personaggio stesso, attraverso un sistema di ranghi. Più si è bravi in una professione, più si acquisiscono abilità ed equipaggiamenti utili per raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi (creare oggetti pregiati, raccogliere materiali preziosi). Level-5 ha inserito la possibilità di richiedere in qualsiasi momento la licenza per un altro lavoro; questo è positivo perché rende più varia e longeva l’esperienza di gioco, e permette di sperimentare nuove situazioni, e vivere nuove storie all’interno dello stesso mondo… Semplicemente da una prospettiva differente. Dodici classi significa dodici diversi percorsi della storia, ed innumerevoli personaggi ed imprese diverse da scoprire.

Qualsiasi sia la classe scelta, si ha comunque modo di prendere parte alle battaglie, ovviamente con capacità differenti in base alla classe stessa; questo sono in tempo reale, simili a quelle in The Legend of Zelda. Il protagonista è infatti accompagnato da una misteriosa farfalla parlante, che sembra saperla lunga sugli strani avvenimenti che interessano Lunares, la luna di Reveria. Insieme a questo insetto petulante, si svolgono numerose missioni, per conto di re e governatori, in quella che si può definire come la trama principale. Certamente la sceneggiatura non è sopraffina, ma svolge bene il suo compito di collante tra una mansione e l’altra; i personaggi che si incontrano sono buffi, ed in generale l’atmosfera è piuttosto scanzonata. Fantasy Life è un gioco perlopiù ironico, che non si prende mai sul serio, nonostante abbia i suoi momenti di discreta epicità; questo è sicuramente uno dei suoi punti di forza.

6 8

L’avventura porta ad esplorare un mondo assai vasto, caratterizzato da una miriade di segreti e situazioni. I mostri sono visibili sulla mappa e si può decidere se affrontarli, oppure evitarli di soppiatto: Fantasy Life potrebbe tranquillamente essere completato senza (quasi) mai sconfiggere un nemico direttamente. Durante le scorribande, si incontrano sia semplici animali, tranquilli e beati nella loro quotidianità, sia pericolosi mostri, anche di un livello molto più alto; le aree sono infatti un tripudio di vita, da scoprire piano piano. Si passa da erbose lande a picchi innevati, fino ad arcipelaghi tropicali e deserti insidiosi; la cosa più sorprendente è che c’è davvero pane per i denti di ogni professione: il minatore troverà filoni da picconare, di tipi diversi e sempre più complessi da estrarre; il cuoco potrà rubare uova di enormi pennuti per le sue frittate, oppure procurarsi della senape fronteggiando dei piccoli ravanelli saltellanti. Level-5 ha creato con sapienza un mondo di gioco florido e vivace, che nasconde segreti e chicche ad ogni passaggio; si pensi che ognuna delle tre città presenti è popolata da decine di persone con cui interagire, e di luoghi da visitare, tra taverne, accademie, periferie e quant’altro. L’unica pecca è che questa varietà porta talvolta dei cali di frame-rate, specialmente nelle situazioni più concitate, ma niente di cui preoccuparsi (anche con il 3D attivato, il gioco rimane piuttosto fluido).

5 3

Il protagonista principale è un personaggio da creare con un editor molto simile a quello utilizzato per i Mii; questo avatar rimane muto durante tutta l’avventura, poiché rappresenta effettivamente l’immagine virtuale del videogiocatore. E simboleggia anche il punto di congiunzione tra il gioco di ruolo ed il simulatore di vita. Fantasy Life ha molte meccaniche simili a giochi come Animal Crossing; oltre alla professione ed all’aspetto fisico, si può scegliere come arredare la propria dimora (nonché dove collocarla, da un certo punto dell’avventura in poi); c’è un ciclo giorno / notte che scandisce gli eventi del mondo di gioco; e ci sono le richieste dei cittadini, legate in particolare alle varie attività di artigianato o combattimento (ad esempio, procurare una serie di oggetti o sconfiggere un certo numero di nemici).


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