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Wooden Sen’SeY: la recensione

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Sull’eShop ormai si può trovare un po’ di tutto, ma credo di poter affermare con una relativa sicurezza che mancava ancora all’appello un gioco in cui un capovilaggio di origine orientale se ne andasse in lungo e in largo per vendicarsi di chi ha osato rubargli litri e litri di alcol. Una delle trame più bizzarre che io abbia mai visto dà il via all’avventura di Wooden Sen’SeY, un platform dalle tinte action che, come molti altri compagni di genere, fa della storia solo un pretesto per far saltare il protagonista di qua e di là, eventualmente brandendo una qualche sorta di arma. Il titolo indie sviluppato da Upper Byte non fa eccezione, quindi la componente romanzesca (20 secondi di cutscene iniziale) lascia ben presto il posto al gameplay nudo e crudo.

Ma questa recensione parte invece da quello che viene spesso liquidato nelle ultime frasi conclusive, come se fosse più un peso che un punto importante da toccare, ovvero il comparto artistico. La prima cosa che colpisce di Wooden Sen’SeY sono infatti le bellissime ambientazioni di gioco. Con ciò non voglio che pensiate ad un super-graficone con dettagli ultra-realistici, perché non è questo che trovereste. Ciò non toglie il fatto che i livelli sono coloratissimi e impreziositi da effetti di luce molto marcati: queste caratteristiche sono ben visibili nei primi capitoli, ovvero quelli ambientati in un Giappone tradizionale con bambù, pagode e anche qualche panda qua e là. L’atmosfera è davvero molto suggestiva e il piacere per gli occhi si accompagna con quello per le orecchie, dato che le musiche sono in tipico stile nipponico con un arrangiamento in chiave un po’ più moderna. Questa estrema luminosità viene però bilanciata da livelli decisamente più cupi e meno ispirati ambientati nel sottosuolo, e il cambio è sottolineato anche con delle tracce audio che virano sempre più verso meno fantasiose sonorità elettroniche. Da segnalare positivamente invece uno stage à la Donkey Kong Country Returns nel quale Goro (questo il nome del capovilaggio), nemici e qualsiasi oggetto dell’ambiente circostante appaiono come silhouette nere su sfondo rosso acceso per dare l’idea di un paesaggio al tramonto.

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Wooden Sen’SeY suscita buone impressioni anche sotto il profilo della meccanica di gioco. Il protagonista, come suggerito dal gioco di parole tra sen’SeY (la cui seconda parte è il nome della bevanda rubata) e sensei (termine che indica il maestro in numerose arti marziali), è un abile combattente che può fare affidamento su due asce per sconfiggere i nemici le cui fattezze ricordano vagamente gli Heartless della saga di Kingdom Hearts. Non mancheranno anche altre armi, come bombe o shuriken, ma il fulcro del gameplay ruota attorno alle due scure. Difatti, esse possono essere utilizzate per compiere altre due mosse fondamentali. La prima consiste nello scagliare una lancia tenendola legata ad una catena: questa tecnica è utile sia in attacco, soprattutto contro i nemici volanti, sia per aggrapparsi ad alcune superfici che permetteranno a Goro di dondolarsi e superare fossati “semplicemente” ruotando leggermente il GamePad. Dico “semplicemente” perché all’inizio le manovre saranno piuttosto goffe e solo dopo un po’ d’allenamento sarà possibile destreggiarsi nel cielo come provetti Tarzan.

Ma le asce sono anche fondamentali per la tecnica più caratterizzante del titolo, ovvero una schiacciata a terra che funge un po’ da doppio salto, consentendo di raggiungere zone più elevate o oltrepassare oggetti pericolosi senza caderci sopra. A differenza però di un comune doppio salto, c’è bisogno che le armi vengano a contatto con un corpo solido, dunque se la mossa viene utilizzata per aria senza un sostegno sottostante, l’effetto è nullo. È bello vedere come gli sviluppatori abbiano cercato di sfruttare le potenzialità del GamePad oltre alle solite (ma sempre apprezzate) schermate statistiche/mappa/inventario e a quella benedizione che è la modalità Off-Tv Play. La periferica del Wii U viene infatti utilizzata, oltre che per dondolarsi, anche per effettuare la schiacciata a terra: basta inclinare il GamePad in avanti per fare un doppio salto, distruggere blocchi di roccia o malmenare i nemici più resistenti. La trovata inizialmente è divertente, ma col passare del tempo si tende a preferire i buon vecchi pulsanti A/B/X/Y, più precisi e facili da utilizzare nelle fasi più concitate.

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Non mancheranno, infatti, sezioni davvero toste che richiederanno una più che discreta abilità per essere superate. La difficoltà è medio-alta, con una curva di apprendimento piuttosto ripida: dopo i primi due livelli piuttosto basilari, la situazione si complica notevolmente, raggiungendo dei picchi di complessità e frustrazione che ricordano quelli di Donkey Kong Country Returns (e siamo a due). Insieme alle avversità cresce anche la lunghezza dei livelli, il più complicato dei quali mi ha richiesto quasi mezz’ora di gioco per raccogliere tutte le boccette di prezioso Sey e sconfiggere tutti i nemici (e non mi reputo una schiappa colossale!). Ciononostante, il gioco è afflitto da un difetto non indifferente: dura davvero troppo poco! Per concludere i 9 livelli della campagna principale ho impiegato poco più di due orette e una raccolta di achievements sono davvero poco stimolanti per allungare più di tanto il brodo. La modalità “Attacchi a tempo” offre un valido diversivo con le sue 30 missioni rapide da meno di un minuto ciascuna in stile Rayman Legends, ma anche in questo modo il contatore del tempo di gioco ha appena superato le cinque ore (sufficienti per avere anche due blocchi della console, fortunatamente innocui per Wii U e per dati di gioco). Sebbene io reputi che la durata non sia una componente indispensabile per un gioco, la longevità è troppo ridotta per un titolo che costa 10 €: in confronto, è molto più conveniente un capitolo di Mighty Switch Force, altrettanto divertente e ostico.

In definitiva, Wooden Sen’Sey offre un’esperienza che io definirei “onesta”, piacevole ma senza voler strafare; il che è un vero peccato, perché sarebbe bastato qualche contenuto in più per renderlo un titolo da acquistare senza nemmeno pensarci. Speriamo in un sequel più corposo.

7.0

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