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The Great Ace Attorney per 3DS: parlano gli sviluppatori

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Annunciato solamente pochi giorni fa, già iniziano a diffondersi le prime informazioni sullo spin-off della serie Ace Attorney che sarà ambientato nel Giappone dell’epoca Meiji, ovvero il periodo che comprende la seconda metà dell’Ottocento e i primi anni del secolo scorso. In un’intervista alla rivista Famitsu, il creatore della serie Shu Takumi rivela che l’idea di creare un nuovo capitolo della saga ha iniziato a concretizzarsi al termine della lavorazione al crossover col Professor Layton (qui la nostra recensione).

E’ stato quindi deciso di affidare il ruolo di produttore a Shintaro Kojima, il quale afferma:

Abbiamo discusso della possibilità di impegnarmi su un nuovo capitolo di Ace Attorney che non facesse parte della serie principale. La struttura di base è sempre quella di Ace Attorney, ma ero interessato alle nuove possibilità e ai nuovi approcci adottati, quindi ho deciso di accettare.

Mi piacerebbe creare un’ambientazione che permettesse al director Takumi di attingere liberamente a tutte le idee. Benchè sia sempre un gioco della serie, sarà anche un nuovo progetto, quindi se ovviamente vorremmo che i fan di Ace Attorney lo trovassero interessante, credo che sarà importante mostrare il suo fascino anche a quelli che non hanno mai giocato ad un capitolo della serie.

E proprio riguardo alla decisione di ambientare la storia nel XIX secolo, Takumi risponde:

La ragione preminente nasce dalla volontà di fare un qualcosa di diverso dai giochi principali. Quando abbiamo iniziato il progetto, abbiamo pensato a tutti i modi per differenziarlo dagli altri capitoli. All’inizio avevamo pensato ai processi civili, ma sarebbe stato difficile mostrare una chiara vittoria o sconfitta. Avrebbe trasformato le sentenze a questioni di risarcimento piuttosto che di innocenza e colpevolezza. [...] Alla fine abbiamo mantenuto l’attenzione sul fattore mistero, e abbiamo pensato che cambiare semplicemente l’era sarebbe stato sufficiente.

Inoltre sono cresciuto leggendo i classici romanzi del mistero scritti circa 100 anni fa, e ho pensato che questa sarebbe potuta essere la giusta opportunità per far uscire idee che non avevamo ancora potuto utilizzare, quindi abbiamo deciso di optare per questa epoca.

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