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Donkey Kong Country: Tropical Freeze: la recensione

Donkey Kong Country Tropical Freeze Wii U

La “scena platform” è cambiata tantissimo dall’uscita di Donkey Kong Country Returns. Il genere, dopo un decennio di siccità, è letteralmente esploso in una coloratissima pioggia creativa di vecchi e nuovi IP, seguiti e remake. Su Wii U in particolare, questo antico genere ha regalato ai suoi fan un pugno di titoli che, personalmente, definirei capolavori. Videogames che hanno trasceso le proprie radici platform, lanciandosi in sperimentazioni e contaminazioni che hanno prodotto risultati strabilianti e inattesi, come il fantastico Rayman Legends, il cattivissimo New Luigi U o il caro vecchio Mario 3D World.

In questo clima di innovazione e progresso, il ritorno di Retro Studios nel mondo dello scimmione in cravatta per eccellenza mi aveva entusiasmato non poco sin dal primissimo annuncio. E lo so che sembra quasi incredibile, ma questo nuovo Donkey Kong Country: Tropical Freeze è riuscito a risolvere quasi tutti quei piccoli difettucci che affliggevano Donkey Kong Country Returns.

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Design dei nemici? Sistemato: ora ogni singolo nemico, dagli enormi boss di fine livello alle più innocue e imbranate creaturine che abitano gli ambienti del gioco, buca lo schermo grazie non solo ad un design estetico decisamente più ispirato, ma sopratutto ad animazioni buffissime e ricche di personalità.

Scontri con i boss? Sistemate: ognuno degli scontri che vi aspettano in fondo alle sette isole che compongono il mondo di gioco è semplicemente memorabile.

Colonna sonora? Sistemata: dimenticate le musichette di accompagnamento di Returns…a ben pensarci, probabilmente non riuscite a ricordarne nemmeno una. Beh, ad ogni modo Tropical Freeze segna il ritorno del leggendario David Wise, compositore Inglese che ha dato vita a decine e decine di memorabili colonne sonore (tra cui, giust’appunto, quelle dei Donkey Kong Country per SNES). Quasi ogni livello di gioco ha un tema originale, alcuni dei quali sono fantastici remix dei brani più memorabili di DKC. Forse, questa volta, Wise ha addirittura esagerato in quanto a qualità e quantità!

Insomma, considerato che Returns mi era piaciuto davvero un sacco (ricordate la mia entusiastica recensione?) sembrerebbe che Retro abbia ancora una volta centrato il bersaglio e regalato al Wii U un nuovo capolavoro…almeno in teoria. Ad essere onesto, Donkey Kong Country: Tropical Freeze è un titolo praticamente perfetto dal punto di vista della qualità della produzione, ma che fallisce in un singolo aspetto, quello che probabilmente è il più importante per un seguito: manca di novità concrete.

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Questo ovviamente non significa che Tropical Freeze sia un brutto gioco o semplicemente una copia sputata di Returns, anzi. Quattro personaggi giocabili (dotati di abilità differenti, marginalmente sfruttate per aggiungere un pizzico di rigiocabilità dei livelli) e sette mondi composti da una montagna di livelli completamente nuovi garantiscono una quantità di contenuti inediti invidiabile per un platform, ma niente in questo seguito spinge l’IP oltre i limiti raggiunti dal suo predecessore. In difesa di Tropical Freeze, c’è da dire che Returns era davvero TROPPO figo, ma da Retro – e a giudicare dalle demo che ho avuto modo di provare lo scorso anno – mi aspettavo qualcosa di più di una semplice versione migliorata e in alta definizione di uno dei miei giochi preferiti per Wii.


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