La dirigenza Nintendo si riduce lo stipendio dopo la comunicazione dei risultati finanziari del terzo trimestre

Continuano le notizie amare sull’andamento finanziario di Nintendo dopo il precedente ridimensionamento delle previsioni di vendita future. La compagnia giapponese ha pubblicato i risultati finanziari che coprono gli ultimi nove mesi del 2013. Il dato che subito salta agli occhi è che in questo lasso di tempo si è registrato una riduzione del reddito netto del 30% rispetto al 2012: si parla in ogni caso di un ricavo di 10,2 miliardi di yen (circa 73 milioni di euro), ma pesa la diminuzione delle vendite dell’8%. Il risultato finale si risolleva grazie al deprezzamento dello yen rispetto al dollaro e all’euro, svalutazione che se da una parte ha causato un aumento delle spese in valuta straniera, dall’altra ha fatto registrare degli utili su cambi di ben 48 miliardi di yen (più di 340 milioni di euro).

Satoru Iwata Nintendo

Nel documento viene rimarcata la strategia dominante di Nintendo che da tempo la caratterizza, ovvero rivolgersi ad un vasto pubblico di utenti, senza discriminazioni di età, genere o tipo di esperienza di gioco ricercata. A ciò segue una lunga lista di software per 3DS che hanno raggiunto dei dati di vendita eccellenti: per quanto riguarda i titoli first-party, in primis vanno segnalate le 11,6 milioni di copie di Pokémon X/Y, ma anche Tomodachi Collection, capace di raggiungere 1.820.000 copie. Ma anche nel resto del mondo molti giochi targati Nintendo conseguono ottimi risultati: Animal Crossing: New Leaf supera i 3,5 milioni di unità, Mario & Luigi: Dream Team Bros. raggiunge i 2 milioni, mentre l’ultimo capitolo di The Legend of Zelda per la console portatile tocca 2,18 milioni di unità vendute. Nonostante le vendite siano in crescita in Giappone, e in USA il 3DS sia stato nel 2013 la console più venduta, i piani alti speravano in dati superiori rispetto ai 11,65 milioni di hardware e i 57,25 milioni di software acquistati.

Ben diverso il discorso per Wii U: nonostante titoli come The Legend of Zelda: The Wind Waker HD, Wii Party U e Super Mario 3D World siano tutti million seller, le vendite dell’hardware ammontano a soli 2,41 milioni di unità, mentre i software acquistati sfiorano i 16 milioni. Non è quindi un segreto che i profitti di Nintendo siano pesantemente affondati a causa della scarsa prestazione della home console.

Ma ecco che i vertici della compagnia nipponica non restano con le mani in mano e decidono “simbolicamente” di ridurre i propri stipendi di una percentuale che varia tra il 20% e il 30% a seconda della posizione occupata. Per fare degli esempi, Shigeru Miyamoto vedrà la sua retribuzione diminuita del 30%, mentre il presidente Satoru Iwata ha deciso addirittura di dimezzare il suo compenso.