Banana Bliss: Jungle Puzzles: la recensione

Banana Bliss Jungle Puzzles

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un sempre maggior interesse da parte di Nintendo nei servizi di distribuzione digitale. Una buona infrastruttura, politiche più aperte nei riguardi di sviluppatori indipendenti e strategie di marketing mirate a promuovere il digitale hanno permesso all’eShop del 3DS di offrire una vasta scelta di titoli di ottima fattura a prezzi accessibili.

D’altro canto, le possibilità economiche messe a disposizione da tale servizio attirano inevitabilmente anche software più scadenti: nel catalogo eShop tante sono le perle quante le cozze, e settimana dopo settimana vediamo apparire giochi mai sentiti nominare, creati da software house sconosciute, che fin dal titolo suggeriscono amatorialità e pressapochismo. Spesso basta solamente l’artwork di presentazione in home page ad allontanarci da tali giochi.

Banana Bliss: Jungle Puzzles sembra, ad una prima occhiata, rientrare pienamente nella situazione che ho descritto sopra. Chi ha mai sentito parlare di questo gioco? Che razza di nome è Banana Bliss? Ma quella è davvero una scimmietta rosa? Eppure, con la stessa sorpresa del pescatore che apre una cozza e ci trova dentro una piccola perla, è un piacere constatare che Banana Bliss: Jungle Puzzles è un gioco divertente ed appagante. Sì, diciamo pure un buon gioco.

In questo puzzle game prendiamo il controllo di Morris, una scimmietta innamorata che ha deciso di impiegare le sue vacanze per gironzolare attraverso 350 livelli, raccogliendo i cuori che trova nel proprio cammino per portarli alla sua compagna, Molly. Ogni livello è composto da un’unica schermata, il giocatore deve essere in grado di analizzare gli ostacoli e gli oggetti messi a disposizione per raggiungere tutti i cuori presenti sullo schermo, e concludere poi il livello facendo ritornare Morris fra le braccia della sua amata.

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I primi quadri sono di una facilità imbarazzante e si riesce tranquillamente a trovare la soluzione in un battito di ciglia. Procedendo nel gioco la difficoltà aumenta in modo graduale, permettendo così anche ai giocatori più giovani di familiarizzare con i vari blocchi da spostare, i vortici d’aria, le molle, i massi rotolanti, i nemici e tutti gli altri elementi che contribuiscono man mano a creare schermate sempre più complesse e stimolanti. I giocatori più esperti, comunque, qualora trovassero noiose le fasi iniziali, possono passare direttamente ai livelli più difficili, dato che i sette mondi in cui è diviso il gioco sono tutti praticabili fin dal primo avvio del gioco.

Anche i quadri più semplici, però, possono rappresentare una sfida per chi ha intenzione di completare il gioco. In ogni livello infatti è presente una banana nascosta, e il suo ritrovamento spesso richiede di rivedere completamente il percorso studiato per la raccolta dei cuori. Queste banane permettono poi di sbloccare altri livelli, e trovarle tutte è sicuramente la missione più ardua di Banana Bliss.

Ciò che colpisce e che contribuisce all’originalità di questo titolo rispetto ad altri puzzle game, è il fatto che molti degli enigmi devono essere risolti attivando meccanismi a tempo o prevedendo con precisione lo spostamento dei nemici, operazioni che richiedono, oltre ad una buona spremuta di meningi, il tempismo e i riflessi tipici di giochi più movimentati, come i platform. Spostare una serie di blocchi nell’ordine corretto e calcolando i giusti intervalli di tempo, per poi correre come pazzi verso quell’ultimo cuore che sembrava irraggiungibile, è una delle soddisfazioni più grandi che è in grado di regalarci la scimmietta Morris.

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Le buone trovate relative al gameplay non sono supportate da un comparto visivo altrettanto curato. Banana Bliss si lascia guardare, e la semplicità e chiarezza del design contribuiscono sicuramente ad una migliore comprensione dei singoli quadri. Una grafica che possiamo definire funzionale, ma giocando non si può fare a meno di notare come ambientazioni e personaggi manchino di personalità, e alla lunga la presenza di sfondi tutti uguali fra loro può acuire quel senso di ripetitività tipico del genere puzzle. Siamo ben lontani dai colori e dalla simpatia di Pullblox, la giungla di Banana Bliss sembra fatta di anonimi mattoni.

Non bisogna però lasciarsi ingannare: sotto la veste poco attraente Banana Bliss Jungle Puzzles nasconde un cuore pulsante. Anzi, parecchi cuori, e sarà compito di Morris non lasciarsene sfuggire nemmeno uno. Un gioco semplice e allo stesso tempo impegnativo, disponibile ad un prezzo onesto, che può intrattenere a lungo gli appassionati del genere e chiunque sia in cerca di una distrazione che tenga caldi i neuroni durante brevi momenti di relax.

7.0
Commenti Sottoscrivi i commenti
  1. Rispondi

    Come ho scritto su Miiverse l’avrei letta e infatti eccomi qui :D Bella recensione ^^ Io ci farò un pensierino se non sapessi che comprare ;) ( anche se per il momento il mio portafoglio contiene solo farfalle XD )


  2. Pingback: Banana Bliss: Jungle Puzzles | Videogiochi e Console

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