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The Legend of Zelda: A Link Between Worlds: la recensione

The Legend of Zelda percorre da lunghi anni un cammino molto difficile, a filo di rasoio tra tradizione ed innovazione. Ogni suo passo affonda sempre di più nel terreno sotto il peso del suo illustre passato, mentre le aspettative di critica e pubblico gettano un’ombra minacciosa ed inquietante verso il suo futuro.

The Legend of Zelda: A Link Between Worlds 3DS

La storica serie si trova ora alle porte di una nuova generazione, e di conseguenza di fronte ad nuovo capitolo della sua leggenda. Insomma, il suo prossimo passo è davvero molto importante! Non c’è dunque da sorprendersi se Aonuma Eiji e compagni abbiano deciso di prendersi una piccola pausa dopo il problematico Skyward Sword per riesaminarne e rigenerarne l’essenza prima del suo debutto ufficiale su Wii U.

Ma se Wind Waker HD è stato “solo” un pregiato e riuscitissimo test, con A Link Between Worlds (ALBW) il team si è cimentato in una vera e propria sfida impossibile: prendere un gioco vecchio ormai più di 20 anni (A Link to the Past) e trasformarlo, mattone dopo mattone, in un confortevole ponte in grado di far attraversare a The Legend of Zelda questo baratro di incertezze e procedere verso il futuro trasformando l’eredità del suo passato nella sua arma più potente.

“Questo significa che ALBW è un altro remake in alta definizione?” – vi starete certamente chiedendo.

Dopotutto, la mappa del mondo, la posizione dei dungeon, la colonna sonora e molte altre caratteristiche all’apparenza importantissime di questo gioco, coincidono perfettamente con quelle di A Link to the Past! Contrariamente alle mie aspettative, però, la risposta è “assolutamente no”.

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ALBW è un ponte tra il passato ed il futuro. E’ uno studio attento di ritmo, meccaniche e gameplay appartenenti ad un passato ormai dimenticato – e non solo dalla serie di The Legend of Zelda – riesumate e riadattate per funzionare ora in modo indiscutibilmente moderno. Il risultato di questa ricerca, se vogliamo, è l’opposto da quello raggiunto da molti dei titoli più blasonati dell’industria contemporanea, e si avvicina a pecore nere quali Dark Souls — il che è ironico, visto che giocando Dark Souls sembra di essere di fronte all’erede spirituale di The Adventures of Link.

E se conoscete A Link to the Past come le vostre tasche, probabilmente sarete in grado di apprezzare ALBW ancora di più, in particolare se vi aspettavate, come il sottoscritto, solo una sottospecie di remake. Il team di sviluppo ha ripensato il mondo di gioco da zero, utilizzando location celebri nei modi più inaspettati, e scuotendo la formula di gioco lasciando libertà assoluta al giocatore.

The Legend of Zelda A Link Between Worlds Artwork1Il gameplay di questo titolo è uno dei più non-lineari di sempre. Innanzitutto, proprio come nel predecessore per Super Nintendo, non sarete costretti ad esplorare il mondo di gioco a seconda dei capricci dalle solite forzature narrative moderne: l’unico limite che si frappone tra voi e l’esplorazione di ogni angolo delle due mappe attraverso cui si sviluppa l’avventura, è la vostra abilità nell’utilizzare l’arsenale di Link per risolvere enigmi ambientali di ogni genere.

Dimenticate cutscene, fetchquest, backtracking e altri sgradevoli termini anglofoni, sinonimi di “game design moderno” che si riferiscono a trovate utilizzate, sovente e male, per allungare proverbiale brodo. ALBW, dopo appena una manciata di minuti di gioco, vi calerà al centro dell’avventura, mettendovi a disposizione tutto quel che vi serve per portarla a termine.

Questa filosofia non solo riprende gli stilemi dei game design di venti anni fa, ma al tempo stesso rivoluziona anche la formula tipica dei giochi della serie dedicata alle rocambolesche avventure di Link. Gli strumenti magici di cui l’eroe dalle orecchie a punta dispone che, come sempre, sono importantissimi per raggiungere nuove aree, sono ora disponibili sin da subito. Vi basterà, infatti recarvi nel negozio del misterioso Ravio, dove potrete noleggiare o addirittura acquistare bacchette magiche, bombe, arco e freccie, boomerang, hookshot, martello e tanti altri preziosissimi oggetti. Sovvertito l’ordine di esplorazione dei dungeon principali (che sono più di una dozzina!) dunque non vi resta che explorare Hyrule e Lorule (il nuovo Dark World) a pacimento.

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