Pensieri sparsi su Mario, Donkey Kong e Bayonetta

Il mese scorso ho letto con molto interesse questo articolo di Francesco Dagostino pubblicato sulle pagine di Wiitalia, in cui il buon Gazpacho tirava le somme sulla line-up degli ultimi mesi del 2013 per Wii U di ritorno dalla GamesCom e dalla Games Developer Conference Europe.

Io non ho partecipato alle manifestazioni tedesche ma ho avuto modo di provare molti dei titoli presenti in Germania in altri eventi dedicati e su due di essi mi sono reso conto di avere opinioni assai diverse rispetto a Gaz. Oggi sono qui per condividerle con voi ma preciso che non voglio screditare le altrettanto valide impressioni di Francesco, semplicemente prendete il mio pensiero come un’altra campana da sentire.

Fatta questa doverosa premessa, parto subito affrontando la questione più spinosa, che risponde al nome Super Mario 3D World. Ricordo ancora con piacere quando nel 2007 rimasi incantato minuti e minuti a circumnavigare il minuscolo pianetino iniziale di Super Mario Galaxy. Il primo impatto con l’ultima avventura dei fratelli Mario è stato invece decisamente differente; nonostante Nintendo stia cercando con insistenza di far passare il messaggio opposto, appena ho impugnato il GamePad, di cui peraltro non viene sfruttata alcuna caratteristica peculiare, ho avuto la netta sensazione di trovarmi di fronte a una sorta di Super Mario 3D Land per Wii U.

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Il che non è necessariamente un difetto, sia chiaro, ma non ho provato quel “fattore wow” che spesso e volentieri accompagna il giocatore alla scoperta di un nuovo Super Mario. Quattro livelli e una boss battle contro un verme gigante danno un rapido assaggio di tutto ciò che è lecito aspettarsi da 3D World, level design di classe in primis, ma personalmente ho avvertito una mancanza di reali novità che il solo costume da gatto, per attaccare i nemici e scalare o rimanere aggrappati ad alcune superfici, non riesce a colmare. Nessun pregiudizio sul gioco, ma proprio non riesco a immaginarlo come un potenziale “miglior Mario di sempre”, scusa Francesco!

Il multiplayer cooperativo/competitivo a cui siamo stati abituati sulle console da salotto negli ultimi anni, dove basta premere un tasto su uno dei Wiimote per prendere parte alla partita in corso, resta però dannatamente divertente, qui c’è poco da obiettare.

Estendo il discorso anche a Donkey Kong Country: Tropical Freeze, titolo che segna il ritorno dei talentuosi ragazzi texani di Retro Studios alle prese con scimmie e banane. Ah, e io che speravo si fossero dedicati a riportare in auge il brand F-Zero, dopo l’ottima collaborazione con EAD in Mario Kart 7.

A parte l’ovvio aggiornamento sul piano tecnico, Tropical Freeze mi ha ricordato in tutto e per tutto Donkey Kong Country Returns per Wii, tra passaggi ostici, carrelli impazziti e barili esplosivi. Come già specificato non c’è nulla di male in questo, specialmente se stiamo parlando di uno dei migliori platform a scorrimento della scorsa generazione, ma sinceramente mi aspettavo qualche nuovo elemento rispetto al passato. Ho trovato particolarmente significative solo le inclusioni di una telecamera più dinamica e della bionda Dixie Kong come personaggio giocabile, che potrebbe aprire altri orizzonti (uso il condizionale perché non era selezionabile nella demo).

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Sono comunque piuttosto ottimista sul futuro di Tropical Freeze, dato che i Retro Studios meritano fiducia incondizionata e avranno ulteriore tempo a disposizione per rendere la festa della famiglia Kong davvero speciale (inizialmente previsto a dicembre, il gioco è stato infatti rimandato al 2014).