*/ ?> Recensione di Sonic Lost World (Wii U) - Wii Italia
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Sonic Lost World: la recensione

Avete mai sentito parlare del cosiddetto “Sonic Cycle“? In breve è un termine che indica il modo in cui i fan (e non solo) reagiscono all’annuncio di un nuovo gioco di Sonic. Questo termine descrive con precisione spaventosamente accurata la diffidenza iniziale seguita da un breve stadio di indifferenza e poi di hype ricco di speranza che accompagna l’annuncio di ogni gioco dedicato al porcospino blu. Ovviamente al termine del Sonic Cycle c’è cocente delusione, che generalmente sfocia in comprensibile disperazione e mancanza di fiducia nei futuri capitoli della serie e in generale sul destino della IP Sega.

Sonic Lost World Wii U

La cosa divertente è che ogni volta che un nuovo gioco di Sonic viene presentato al pubblico, mi riprometto di non cascarci di nuovo, di restare obiettivo, di non lasciarmi accattivare dai motivetti delle colonne sonore (unico aspetto della serie che non tradisce mai), dagli sfavillanti trailer e dalle promettenti demo.

E invece, anche questa volta, i titoli di coda scorrono sul mio schermo e tutto quel che riesco a provare è la sensazione di sollievo causata dalla consapevolezza che non dovrò spendere altre ore in compagnia del mammifero digitale più veloce del mondo: ebbene si, anche Sonic Lost World mi ha deluso (il che significa che l’unico gioco per home console di Sonic ad essermi piaciuto dai tempi di Sonic Adventure 2 è Colors). Per scoprire quanto mi ha deluso, però, e sopratutto perché, continuate a leggere.

Vi aspettavate un clone di Mario Galaxy? Ma magari! Lost World è un confuso pastiche di tipologie di gioco diverse, un titolo privo dell’ispirata coesione che tiene unite in modo magistrale le avventure spaziali dell’idraulico baffutto, che alterna poche trovate geniali e livelli davvero ispirati a tante, troppe situazioni goffe e frustranti. L’instabilità di questo gioco è subito evidente dalla macchinosità del sistema di controllo, che ho trovato nella prima ora di gioco semplicemente frustrante e confusionario: troppi bottoni, troppe eccezioni, troppe meccaniche studiate per giustificare alla bene e meglio l’utilizzo del Gamepad — del suo touch screen e del sensore giroscopico. Il risultato è, tristemente, quello che ormai si può definire come il solito Sonic (ok, forse un pizzico meglio del solito): impreciso, fuori controllo, approssimativo. Provate a fare qualcosa al di fuori da quello che gli sviluppatori hanno previsto e preparatevi ad incorrere in un piccolo bug un glitch o una morte completamente ingiusta.

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Ma aspettate a salire sulle scialuppe di salvataggio e a remare in direzione di lidi più felici (Mario 3D World?): fortunatamente, è possibile abituarsi a questa follia. Dopo aver ripetuto il primissimo livello una manciata di volte, infatti, ho iniziato a vedere la luce, a divertirmi genuinamente con Sonic Lost World, a fare spallucce di fronte ai suoi problemi più plateali, concentrandomi su quel che c’è di buono in questo strano, imperfetto, incompleto piccolo platform. Ho imparato ad usare ogni vita sprecata per ottimizzare la mia performance, per lasciarmi guidare dal team di sviluppo attraverso un’avventura che mi ha fatto ritornare indietro nel tempo, in un’era in cui non occorreva essere perfetti a tutti i costi, in cui era possibile divertirsi anche con un titolo che non cercava a tutti costi di accaparrarsi un 90% su Metacritic.


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