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Dungeons & Dragons: Chronicles of Mystara: la recensione

Dungeons & Dragons: Chronicles of Mystara

Avrei voluto aprire questa recensione con una lunga, nostalgica riflessione sulla mia infanzia, su quelle lunghe sedute estive ad Advanced Dungeons and Dragons, sull’odore di quel manuale dei mostri seconda edizione appena fotocopiato, sul borsellino pieno di dadi fluorescenti che ancora conservo nel’armadio, assieme a tante altre cose che ritenevo indispensabili da bambino.

Poi mi son reso conto che ci sono circa 1.500 articoli che si aprono alla stessa maniera in giro per la rete, e che, cosa ancor più importante, questa collection di vecchi titoli è talmente valida da non meritare di essere esaminata con i soliti occhiali della nostalgia.

Dungeons & Dragons: Chronicles of Mystara che comprende due storici picchiaduro a scorrimento arcade che nei primi anni novanta spopolavano nelle sale giochi grazie ad una serie di caratteristiche uniche (ai tempi) per il genere ed un gameplay decisamente più sofisticato della media: Shadow Over Mystara e Tower of Doom.

I due succulenti titoli sono ispirati al franchise di Dungeons & Dragons, leggendario pioniere dei giochi di ruolo cartacei di matrice tipicamente occidentale, e al tempo stesso sono sviluppati da Capcom e in particolare da un team completamente Giapponese. Questo particolare mashup cultural-geografico ha dato vita a dei giochi in cui la commistione di genere (ludico-grafico-narrativa) la fa da padrona, in grado di unire due tipi di pubblico completamente differenti.

La più importante ed innovativa caratteristica di questi due giochi, che ancora esercita un certo peso anche ai giorni nostri, è ovviamente la presenza di numerosi elementi RPG, che vanno dalla gestione di un limitato inventario alla presenza di dialoghi a scelta multipla che determineranno quali livelli dovrete esplorare.

E ovviamente, uccidendo mostri sempre più pericolosi, potrete guadagnare esperienza ed aumentare il livello dei personaggi giocabili, migliorando le loro statistiche e, in alcuni casi, sbloccando nuove abilità.

Proprio i personaggi giocabili (Guerriero, Chierico, Elfo, Nano, Ladro e Mago) sono fedelissime controparti action di quanto veniva descritto sulle pagine del buon vecchio Manuale del Giocatore di D&D, e sono davvero ben differenziati tra loro! Il guerriero, ad esempio, è dotato di un’alta capacità offensiva e può utilizzare lo scudo per parare i colpi dei nemici, mentre il mago ha pochissimi punti ferita, ma può scatenare potentissimi incantesimi in grado di ripulire lo schermo dai nemici in pochi secondi!


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