Nintendo 2DS: perché?

Il 2DS è realtà. Potrebbe non esserlo, con il suo design un po’ goffo, la scocca in un unico pezzo, la mancanza del 3D auto-stereoscopico, un nome che può creare confusione, ed invece uscirà il prossimo 12 ottobre, ad un prezzo inferiore rispetto le altre versioni della console (130 dollari negli Stati Uniti, variabile a seconda dei Paesi in Europa). L’annuncio ha colto di sorpresa un po’ tutti: ha mancato la Gamescom (dove i più attendevano una revisione di PS Vita), l’E3, e persino il recente Nintendo Direct. La compagnia di Kyoto, attraverso la divisione americana (ed in particolare Reggie Fils-Aime e Scott Moffitt) ha tenuto a precisare che il 2DS sarà un prodotto complementare nella famiglia del 3DS, e non sostitutivo; sarà un’alternativa per un determinato pubblico; nelle pubblicità viene definito “essenziale”, in contrapposizione a “compatto” del modello originale ed a “grandi schermi” del 3DS XL.

3DS Family

La stampa videoludica si è subito affrettata a prendere in giro questa inaspettata revisione; chi lo ha paragonato ad una console della Tiger Electronics, chi ad un tarocco cinese, chi ancora ad un giocattolone per bambini in età prescolare. Pochi però ricordano come lo stesso DS XL, ora amatissimo, fu ai tempi canzonato in maniera simile: troppo grande; troppo costoso; inutile; ennesima versione dello stesso prodotto nel giro di pochi anni.

Sgonfiato però lo stupore dei primi momenti, si è cercato di comprendere i motivi che hanno spinto Nintendo a mettere in commercio una console come il 2DS. In un’intervista di Games Industry, Scott Moffitt afferma:

Volevamo raggiungere un livello di prezzo più accessibile per i consumatori. Lo schermo superiore del 3DS è piuttosto costoso da produrre, ma è parte integrante del sistema. Rimuovere il 3D senza occhialini ci ha permesso di proporre un prezzo più contenuto. Lo stesso discorso vale per il design a conchiglia.

Emergono quindi due prime motivazioni: creare una versione più economica della console, e ridurre i costi di produzione. D’altronde, il 3DS non aveva ancora raggiunto il prezzo che rese le precedenti console portatili un successo; piuttosto di rivolgersi ad un taglio del prezzo delle versioni esistenti, Nintendo ha pensato bene di commercializzarne una nuova, strategia comune nel mercato dell’elettronica di consumo (si pensi ad Apple con iPod ed iPad, ma anche Sony con la PSP-E1000, o Nintendo stessa con il Wii Mini). Al contempo, il 3DS non permette ancora dei margini di guadagno elevati; abbassando notevolmente i costi di produzione (ad esempio, togliendo lo schermo per il 3D e semplificando il design -gli schermi sono ora un unico pezzo separato dalla plastica della scocca), il markup cresce e così anche i profitti.

2D

Da Reggie Fils-Aime, si viene a conoscenza di un ulteriore tassello del mosaico: il target di riferimento. Ad IGN, il manager ha dichiarato:

Cerchiamo sempre di trovare nuove soluzioni per attirare sempre più persone verso i nostri prodotti. Con il 3DS abbiamo cercato di essere chiari con i genitori: “questo prodotto è consigliato per i bambini al di sopra dei 7 anni!”. Il 2DS si rivolge ai più piccoli, a quelli che hanno 5 o 6 anni, che hanno il primo approccio con un dispositivo portatile per il videogioco.

Il 2DS è indirizzato ad un pubblico di giovanissimi (e le immagini promozionali rilasciate sono abbastanza eloquenti in questo senso, così come erano chiare quelle che pubblicizzavano il DS XL ai tempi). Seppur sulla confezione della versione europea appaia il bollino PEGI che indica 7 anni come soglia della fruizione del prodotto, l’intento è chiaramento quello di rivolgersi ai bambini, e la data di uscita, in concomitanza con Pokémon X / Y, non fa altro che corroborare questa tesi. Il 3D verrà quindi abbandonato? A detta di Scott Moffitt no, ma verrà probabilmente ridimensionato, e relegato a caratteristica di secondo piano. Una cosa è però certa: il 2DS, dal nome al materiale pubblicitario, sarà acquistato da chi non considera il 3D una componente fondamentale del prodotto.

2DS

Tra motivazioni più o meno ufficiali, qualcosa è però sfuggito nel marasma di reazioni seguite alla notizia di ieri pomeriggio. Il 2DS non è un annuncio così inaspettato.

Torniamo indietro di due anni esatti: Nintendo aveva lanciato da qualche mese il 3DS; le vendite non erano pessime, ma erano ben al di sotto delle aspettative; sembrava che i giochi non arrivassero mai, ed il taglio di prezzo (da 250 euro a 170!) alimentò ancora di più le polemiche; molti vedevano la console come spacciata dinnanzi alla concorrenza (cioè PS Vita) e Nintendo fu costretta a delineare la line-up di fine anno e del 2012 con una conferenza epocale il 13 settembre (quella dove furono annunciati Fire Emblem: Awakening, Monster Hunter 4, Mario Tennis Open e molti altri giochi). In questo clima di pessimismo, 01net, un sito francese di elettronica, pubblicò svariati articoli inerenti all’attività di Nintendo. Alcuni anticiparono il Circle Pad Pro, altri le dimissioni di Satoru Iwata; uno, in particolare, parlava di una Nintendo nel panico più assoluto, pronta a fare retromarcia con il 3D della nuova console portatile. Secondo 01net, la compagnia stava pensando di rilanciare il 3DS nel corso del 2012 con un nuovo nome e senza il 3D.

2DS in mano

Si fa largo, quindi, un’ipotesi che nessuno aveva considerato: il 2DS esisteva da tempo negli uffici di Nintendo, e rappresentava una sorta di piano B nel caso in cui il taglio di prezzo non avesse fatto decollare le vendite della console. Rilanciare una console non è cosa semplice, ma è accaduto in passato; si pensi a PS3, con la sua versione Slim; oppure al DS stesso, che esplose in Occidente con la versione Lite. Il piano di Nintendo prevedeva di cassare una caratteristica che ai tempi creò più problemi che entusiasmo (il 3D, chi si ricorda gli articoli sensazionalistici che affermavano rovinasse la vista?), e di promuovere così una nuova versione della console. Fortunatamente, le cose sono andate bene durante il periodo natalizio del 2011, ed il 3DS ha preso il volo.

Cos’ha portato, quindi, Nintendo a rispolverare il 2DS? Il fatto che la revisione non sia stata ufficialmente annunciata per il Giappone fa pensare che sia indirizzata prettamente al pubblico occidentale, ed in particolare a quello americano, ad ora il più restìo ad accogliere il 3DS; le vendite della console sono buone, ma potrebbero essere migliori, e sono lontante dai fasti del DS. Il mercato cambia, ma Nintendo non vuole perdere troppo terreno in un territorio vitale come quello d’oltreoceano, specialmente al terzo Natale. Il lancio della sesta generazione di Pokémon rappresenta perciò un’occasione propizia per proporre una versione del 3DS a basso costo, e senza una caratteristica che i più piccoli teoricamente non potrebbero sfruttare.

2DS