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Dillon’s Rolling Western: The Last Ranger: la recensione

Dillons Rolling Western The Last Ranger 3DS eShop

Dillon’s Rolling Western è un titolo che ricordo con profondo disappunto, condito da un pizzico di noia.

Il lavoro del team Vanpool fu uno dei primi titoli di alto profilo ad apparire sull’eShop del 3DS, forte di un comparto tecnico e di una direzione artistica ispirati ed un potenziale ludico davvero promettente. Eppure, la prova su strada delle avventure del fulmineo armadillo fu un mezzo disastro: una commistione di Tower Defense ed Action Adventure che, piuttosto che unire il meglio dei due mondi, si rivelò una goffa poltiglia informe.

Il gameplay prevedeva fasi esplorative in tempo reale in stile Zelda, durante le quali raccogliere risorse e danaro per potenziare le difese di una roccaforte nel deserto sotto il costante attacco di misteriose creature rocciose, la cui IA e il cui pattern offensivo erano palesemente ispirate al genere dei Tower Defense. Per arrestare l’avanzata dei nemici era possibile sia attaccarli direttamente con Dillon che armando vari tipi di torrette sparsi per ogni mappa di gioco.

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Il problema più grande di Dillon’s Rolling Western era innanzitutto il ritmo di gioco, troppo frazionato e ricco di interruzioni e schermate di transizione per risultare davvero accattivante, e poi la limitatezza degli ambienti di gioco. A dispetto del setting fanta-western ispiratissimo, ogni livello risultava alla fine identico al precedente: la slita distesa desertica interrotta da un paio di salite e discese e qualche cascata qua e la. Complice una varietà di azioni a dispositizone del protagonista e dei nemici stessi davvero ridicola, ogni sessione di gioco si rivelava inevitabilmente soporifera…

Ora, vi chiederete, come mai tutto questo lungo e lamentoso preambolo rivolto al passato?
E’ presto detto: il seguito di Dillon’s Rolling Western, sottotitolato The Last Ranger, è riuscito nel difficilissimo compito di…non cambiare il gameplay del suo predecessore nemmeno di una virgola.

Certo, ci sono una manciata di nemici in più, un nuovo tipo di missioni in cui, invece che difendere un insediamento, dovremo proteggere un treno in corsa (che si giocano in modo perfettamente identico a quelle “regolari”)  ed alcuni nuovi personaggi che accompagnano il protagonista in determinati livelli (tutto sommato inutili ai fini del gameplay, malgrado l’eccelso character design), ma la minestra è sempre quella, e non è stata nemmeno riscaldata a dovere.

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The Last Ranger presenta così poche novità da non meritare nemmeno di essere considerato un sequel vero e proprio. E la maggiorparte dei nuovi livelli, a dirla tutta, sembra identica a quelli visti nel gioco precedente.

Trovo sia un vero spreco che Vanpool abbia deciso di continuare testardamente su questa strada. Con un motore grafico del calibro di quello sviluppato per The Last Ranger (rifinito a dovere per questo seguito, eccelso durante le fasi di gioco e semplicemente sbalorditivo durante le fantastiche cutscenes) ed un gameplay dinamico e veloce ma al tempo stesso ricco di potenziale strategico che mai trova davvero modo di essere espresso, a dispetto delle influenze Tower Defense, Dillon sembra davvero il protagonista mancato di un action/adventure in stile Zelda coi fiocchi!

Se siete tra i pochi che hanno apprezzato Dillon’s Rolling Western, potreste trovare in The Last Ranger l’equivalente dei contenuti di un sostanzioso DLC, ma se, come me, non riuscite a trattenere un poderoso sbadiglio pensando allo sfortunato titolo eShop, ignorate questo seguito senza pensarci due volte.

5.0

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