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Retrowiitalia: Chrono Trigger

21 June 2013 - 19:06

If history is to change, let it change. If the world is to be destroyed, so be it. If my fate is to die, I must simply laugh.

Magus

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Chrono Trigger è un gioco di ruolo originariamente uscito su Super Nintendo, ed in seguito convertito per una pletora di altre piattaforme: PlayStation, DS, Wii, dispositivi iOS ed Android. È da molti considerato il miglior gioco del genere di sempre; è il simbolo di una Squaresoft ancora capace di regalare pura magia videoludica agli appassionati. Ogni componente di Chrono Trigger è bilanciata alla perfezione, e persino i viaggi nel tempo, elemento centrale della trama, non risultano un becero escamotage narrativo, bensì un espediente per rendere l’avventura ancora più epica.

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L’uscita di Chrono Trigger risale al 1995, decisamente tardi nel ciclo vitale del Super Nintendo, considerando che la prima console Sony era già sul mercato da un anno, ed il Nintendo 64 sarebbe stato lanciato di lì a poco. Per l’arrivo in Europa si dovette aspettare la versione per DS, rilasciata nel 2009. Lo sviluppo del gioco fu però lungo e travagliato; per un certo periodo di tempo, il progetto era un tutt’uno con quello di Secret of Mana, e non a caso i protagonisti dei due titoli sono alquanto simili nell’aspetto. Il team di sviluppo fu presto rinominato “dream team”, poiché comprendente alcune figure di spicco nell’industria videoludica del periodo: Hironobu Sakaguchi, creatore di Final Fantasy; Yuji Horii, creatore di Dragon Quest; Nobuo Uematsu, musicista in forze presso la compagnia sin dagli esordi; ed Akira Toriyama, celebre per Dragon Ball. Parteciparono inoltre al progetto una serie di sviluppatori ai tempi alle prime armi, ed ora riconosciuti ed apprezzati in tutto il mondo: Tetsuya Takahashi (lo sceneggiatore di Xenogears e Xenoblade Chronicles); Tetsuya Nomura (Final Fantasy VIII, Kingdom Hearts); Yasunori Mitsuda, compositore onnipresente che ha lavorato, tra gli altri, ad Inazuma Eleven e Kid Icarus: Uprising. Non è quindi un caso che Chrono Trigger sia un gioco curato, confezionato con dovizia di particolari e dettagli in ogni dove.

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Cosa ha reso quindi Chrono Trigger un capolavoro senza tempo, ricordato negli annali dei videogiochi? Non solo nostalgia, ma numerosi fattori che già 18 anni fa rompevano le tradizioni ed i cliché dei giochi di ruolo, e che ripeterli ora, nel 2013, imbarazzano la maggior parte delle produzioni del genere degli ultimi anni.

Chrono Trigger non ha combattimenti casuali; ogni battaglia ha il suo luogo e le sue strategie, così da apparire speciale, e diversa dalle altre. Chrono Trigger non dura né troppo, né troppo poco; la sua longevità si attesta sulle 25 ore, un tempo ragionevole che scorre senza tempi morti; le sotto-missioni permettono di allungare l’esperienza di gioco, senza risultare tediose, poiché svelano retroscena dei personaggi e nuovi assaggi di trama; vi è persino un New Game+, che permette di riniziare il gioco con tutto il bagaglio di esperienza, oggetti e statistiche accumulati nella precedente partita. Chrono Trigger non si prende troppo sul serio; seppur la sceneggiatura porti i protagonisti in diverse epoche storiche, tra processi dell’inquisizione, dinosauri ed aeronavi, trova sempre il tempo di scherzare e smorzare la drammaticità degli eventi con qualche battuta e situazione divertente.

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Chrono Trigger non ha un sistema di battaglia noioso e complicato, tutt’altro: gli scontri a turni sono veloci, e strategici al punto giusto, grazie ad un party di tre personaggi selezionabili da una rosa di sette, e la possibilità di unire i loro attacchi a seconda della situazione (per oltre sessanta combinazioni possibili). Chrono Trigger non ha una storia banale; a differenza di moltissimi altri giochi di ruolo, il capolavoro di Squaresoft non si rifugge nei canoni tipici della moderna narrazione giapponese, ma esplora ogni emozione umana senza introdurre banali dialoghi sul bene ed il male, sull’amicizia e via discorrendo; il cast dei protagonisti è brillante e memorabile, forse uno dei migliori di sempre, proprio perché non ha personalità piatte à la Dickens, ma in continua evoluzione, spesso imprevedibili, e con le quali è facile affezionarsi; vi è persino la possibilità di scoprire finali multipli, una novità per un gioco di ruolo di quel periodo, e tuttora un metodo narrativo poco utilizzato. Chrono Trigger non procede su binari prestabiliti; ha una bellissima world-map che diventa esplorabile a dieci minuti dall’inizio del gioco, e che si trasforma a seconda dell’epoca.

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Visto il team di sviluppo, non sorprende constatare come Chrono Trigger unisca la pulizia e cura nel gameplay di un Dragon Quest con l’epicità e lo stile di un Final Fantasy. È una fiaba moderna che brilla anche nella realizzazione tecnica, forse tra i migliori 2D sul Super Nintendo. E la colonna sonora? Talvolta pare incredibile che un Mitsuda così giovane ed inesperto sia riuscito nell’impresa di comporre una colonna sonora equilibrata, contenente temi epici (Chrono’s Theme, Corridors of Time, Frog’s Theme), scanzonati (Peaceful Days, Gato’s Song) e malinconici (The Last Day of the World, Sealed Door), adatti ad ogni situazione di gioco; certamente, il preludio di una grande carriera nel mondo dei videogiochi.

Nonostante l’enorme successo riscosso in Giappone, e la popolarità acquisita negli anni anche in Occidente grazie ai vari porting, Squaresoft (e Square Enix in seguito) non ha mai considerato il franchise meritevole di attenzioni. Ad ora, solo due sono i seguiti delle vicende di Crono e Marle, e nemmeno diretti: l’avventura testuale Radical Dreamers, uscita in patria su Super Nintendo e mai arrivata da noi; e Chrono Cross, vero e proprio gioco di ruolo, rilasciato su PlayStation nel 2000, contenente in realtà pochi legami con Chrono Trigger. Per un paio di anni, pareva che la compagnia fosse al lavoro su un terzo episodio, tale Chrono Break, ma il marchio fu ritirato nel 2003 e da allora non si seppe più nulla. L’uscita di Chrono Trigger su DS nel 2009 poteva far pensare a qualche operazione più sostanziosa per il brand, considerate inoltre le vendite in Nord America ed Europa, ma così non fu.

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Se non lo avete mai provato, è forse il momento di farlo. La versione migliore di Chrono Trigger che si può reperire nel Vecchio Continente è indubbiamente quella per DS; oltre a contenere i filmati animati della versione per PlayStation ed una serie di extra godibile (seppur non eccellente) come nuove missioni secondarie e nuovi finali, riduce i tempi di caricamento a zero e sfrutta una localizzazione (solo in inglese, purtroppo) riveduta e corretta. Altrimenti, è disponibile la versione originale per Super Nintendo sulla Virtual Console del Wii, al costo di 10 euro.

Chrono Trigger è un’avventura da vivere fino all’ultimo minuto di gioco, e da continuare con le numerose opzioni che Squaresoft ha inserito per gli insaziabili. Non solo: è anche un segnale ben preciso a tutte le compagnie di videogiochi, che mostra come un gioco di ruolo deve essere sviluppato affinché sia divertente ed epico al tempo stesso. Giocare Chrono Trigger nel 2013 è come giocare un titolo uscito l’altro ieri, per la freschezza del sistema di combattimento, per la trama che scorre senza perdere ritmo, e per la cura riposta in ogni elemento. Recuperatelo (o rigiocatelo): non ve ne pentirete.