The Legend of Zelda: Oracle of Seasons/Ages

Parzialmente oscurati dal tran-tran causato dall’E3 e dall’uscita a ridosso di titoli di primo piano quali sua maestà Animal Crossing: New Leaf, un paio di settimane fa hanno debuttato sull’eShop del 3DS due veri e propri gioielli appartenenti dalla mitica saga di The Legend of Zelda, ovvero Oracle of Seasons ed Oracle of Ages.

Zelda Oracle of Ages Seasons 3DS

Questi titoli, usciti originariamente nel 2001 su un GameBoy Color ormai sul viale del tramonto (tanto che giocarli sull’allora giovanissimo Game Boy Advance sbloccava alcune feature esclusive!) sono due action RPG decisamente unici e sorprendenti — malgrado le ovvie similitudini con gli altri capitoli “top down” tipici dell’era ad 8 e 16 bit.

gfs_44196_2_27La prima particolarità degli Oracle è che furono sviluppati da Nintendo e Capcom, o meglio dall’ormai defunta Flagship, compagnia capitanata da Yoshiki Okamoto che fino all’ultimo lavorò in strettissima collaborazione con la Grande N. In pochi sanno inoltre che il progetto iniziale prevedeva l’uscita di una trilogia (Farore, l’oracolo dei segreti, è relegato a ruolo di cameo ma lascia sovente presagire che ben altri piani erano riservati a questo personaggio), meglio nota come Triforce Trilogy.
Giocando Oracle of Seasons ed Oracle of Ages, però, è immediatamente chiaro che tipo di mole di lavoro che Flagship e Nintendo si sono trovati di fronte sviluppando contemporaneamente più titoli di Zelda nello stesso lasso di tempo, ed è anzi quasi un miracolo che i prodotti finiti siano di qualità talmente elevata da aver riscosso negli anni un tal successo di critica e pubblico.

gfs_44196_2_7Ma basta lezioni di storia, per il momento. Avrete certamente notato che è ormai da un bel po’ che abbiamo smesso di pubblicare articoli dedicati alla Virtual Console, ma giocando Oracle of Seasons ed Oracle of Ages, che ho alternato ad Animal Crossing in queste ultime, afose settimane, mi sono sentito quasi obbligato a spargere un po’ di inchiostro digitale per esprimere non solo i miei pensieri a riguardo dei titoli in questione, ma anche sullo stato attuale della serie di Zelda e sul suo passato che ormai pare, purtroppo, completamente dimenticato.

Gli Oracle sono videogiochi di una complessità spaventosa, chiaramente figli di un’epoca in cui “fare di più” significava aggiungere una seconda world map a sorpresa ed in generale infarcire un progetto di contenuti, e non semplicemente spendere tempo, risorse e denaro per rendere un cane il più fotorealistico possibile.

I titoli potevano comunicare tra di loro in diversi modi (via cavo link o tramite un sistema di password), sbloccando dungeon segreti, strumenti extra e bonus di vario genere, ma la vera caratteristica in comune tra Oracle of Seasons ed Oracle of Ages è la possiblità di manipolare il mondo circostante, attraverso il ciclo delle stagioni in un titolo, e visitando epoche differenti nel secondo.