Cacciatori sul divano

Couch Play - Monster Hunter 3 Ultimate

La patch di Monster Hunter 3 Ultimate è finalmente arrivata. Per chi non lo sapesse, questo aggiornamento permette finalmente di giocare in modalità Off-TV e al tempo stesso risponde ad una delle più insistenti richieste dei fan, ovvero quella di abbattere i confini della modalità online, permettendo di cacciare assieme ad amici provenienti da tutto il mondo occidentale. Ordunque, preparate a rispolverare i vocabolari di inglese.

Chiaramente, Monster Hunter 3 Ultimate (MH3U da qui in poi) è una vera e propria killer application. I dati di vendita parlano chiaro, e conosco già una montagna di persone che hanno acquistato un WiiU esclusivamente per giocarci. Il merito pricipale è da attribuirsi senza alcun dubbio al fascino della connettività online, ma se al momento non possedete o non avete intenzione di acquistare la nuova console da casa Nintendo, non dimenticate che di MH3U esiste anche una succosa versione portatile che, come ho già affermato in sede di recensione, trovo addirittura superiore a quella per il grande schermo.

Lasciate che vi racconti una storia.

Anni addietro, quando Monster Hunter Tri graziò con la sua presenza i lidi della softeca dell’ormai vetusto Wii, scrivevo principalmente per altri siti. Sul forum di uno di questi si creò rapidamente un’affollata community di giocatori online che si ritrovavano ogni sera su Skype e cacciavano fino a tardi noncuranti dei propri impegni lavorativi, tra mille parolacce lanciate alla direzione del Deviljho di turno e canzoni dei cartoni animati giapponesi intonate in coro per stemperare la tensione degli scontri più tosti, o semplicemente per farsi due risate.

Monster Hunter, però, è un gioco in grado di impartire un’importante lezione al giocatore. E’ capace di farti sentire la nostalgia di quelle estati passate giocando fianco a fianco a titoli come Blaze and Blade, Gauntlet, Final Fantasy Crystal Chronicles o persino la leggendaria modalità offline di Phantasy Star Online su Gamecube. Parliamo di un periodo storico che è letteralmente morto mer la maggiorparte dei videogiocatori grossomodo in concomitanza con l’ingresso sul mercato dell’XBox 360, che molti giovani giocatori di oggi abituati a pascolare nelle scintillanti lobby online dei loro giochi preferiti non hanno addirittura mai avuto la fortuna di provare. Ma questo modus vivendi videludico basato interamente sull’interazione locale non è mai morto in paesi culturlamente diversi dai nostri come il Giappone — questo spiega perché Monster Hunter sia sempre stato un grandissimo successo in patria. MH3U, semplicemente, fa venir voglia di condividere un posto sul divano con gli amici.

Ai tempi abitavo e lavoravo a Milano, e vivendo da solo avevo una serie di comodità, uno spirito di intraprendenza ed una voglia di ampliare costantemente la mia cerchia di contatti umani che sicuramente i lettori più grandicelli avranno avuto modo di apprezzare in simili fasi della propria vita. E fu così che l’avventura di Monster Hunter si trasformò da virtuale in reale, trasformandosi in un vero e proprio collante sociale. Armati di monitor e console ci si spostava in giro per la città e si improvvisavano assurdi lan party solo per il gusto di mangiare e ridere assieme. Ricorderò per sempre con affetto i divertentissimi “Pitraduni” oppure i weekend insonni a casa mia, le battaglie all’ultimo sangue contro il Jehn Morhan ma anche le rilassanti battute di pesca e le raccolte di funghi, le lunghe chiacchierate e il continuo scambio di consigli e strategie, e quel feeling, quell’intesa, quella camaraderie che può nascere soltanto quando un gruppo di persone condivide lo stesso spazio.


In un certo senso, mi rattrista che il mondo dei videogiochi contemporaneo spinga con forza verso un’esperienza basata sull’estraneamento: è questo il prezzo da pagare per l’impietosa marcia verso il futuro della tecnologia? Quando, qualche mese fa, ho visto la conferenza di presentazione della Playstation 4, ammetto di aver provato un brivido di orrore mentre si parlava di “true online friends” o veniva descritta la funzione che permette di lasciare che un “amico” online prenda il controllo del vostro gioco single-player, o l’interesse della compagnia giapponese, seppure abbastanza confuso, verso il trend dei “Let’s Play” (un fenomeno oche sinceramente non amo particolarmente).

Per me, anche in questa amara vita adulta, i videogiochi danno il meglio quando si assaporano con gli amici, nella stessa stanza. Forse è per questo motivo che prediligo da sempre la filosofia “on couch” di Nintendo, che sembra più forte che mai con questo WiiU (grazie, Nintendoland). Monster Hunter Tri ha viaggiato sempre con me. Da Milano a Bari, poi a Lisbona e persino a San Francisco, ho sempre trovato il modo per condividerlo con gli amici, offline. MH3U, quindi è un must sopratutto su 3DS. Non nascondo di avere entrambe le versioni, e di fare un grandissimo uso di quella WiiU, ma è l’incarnazione portatile che mi ha regalato, sino ad ora, le maggiori soddisfazioni.

Ho trascorso il periodo immediatamente prima del lancio costringendo il mio fidanzato (che mai aveva provato un titolo della serie prima d’ora) a giocare con me. Entrambi su 3DS, assieme ad altri amici giornalisti in possesso di una copia del gioco abbiamo completato i primi due rank di missioni prima del mio ritorno in Italia. Un po’ a casa, un po’ di nascosto nella penombra dei keynote un po’ più noiosi della GDC di quest’anno. Ora che sono lontano da quegli amici, e che per forza di cose possiamo solo condividere le nostre battute di caccia virtuali via etere, capisco ancora più di prima quanto sia prezioso il contatto umano in un gioco di questo tipo.

Insomma, se non avete un WiiU ma “soltanto” un 3DS, non temete.La versione portatile di MH3U non è affatto monca (anzi è dotata di un numero di feature da non sottovalutare, come lo streetpass e la cross-compatibilità). Non lasciatevi sfuggire questo gioco per nessun motivo. Piuttosto, cercate di condividerlo con i vostri amici, e vi divertirete come non mai senza aver mai e poi mai bisogno di connettervi ad internet.