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Perché Monster Hunter dev’essere brutto graficamente?

6 April 2013 - 18:04

Girovagando per le comunità online di videogiocatori, mi sono spesso imbattuto in dubbi amletici di questo genere. Perché Capcom non sviluppa un capitolo di Monster Hunter per le potenti console ad alta definizione? Perché deve relegare una serie dal grande potenziale artistico su una, o più console portatili? Come mai la compagnia giapponese gioca al risparmio? Bene, questi quesiti sono solo apparentemente ingenui e superficiali. Nascondono dietro un’ideologia difficile da scardinare, e dannosa per l’industria dei videogiochi. Ho preso Monster Hunter come pretesto iniziale, ma il discorso si può benissimo estendere a serie come Dragon Quest e Pokémon.

Il videogiocatore medio occidentale vuole tutto, e subito. Non è più abituato alle attese, e si è accasciato dolcemente su politiche anti-consumatore che in ogni altra industria avrebbero fatto crollare più di un’azienda, come parti intere di gioco scorporate e vendute sotto forma di DLC, e prodotti venduti a prezzo pieno ingiocabili per settimane a causa di problemi ai server. Nel frattempo, è rimasto abbagliato dalla sbarluccicante grafica delle potenti console casalinghe, e dei sempre più performanti PC. Chiede, quindi, che una serie come Monster Hunter compi il grande salto, e si mostri in asset ultra-definiti e texture da strabuzzare gli occhi. Senza riconoscere il valore del gioco in sé, e non conoscendo gli elementi che l’hanno portato alla popolarità in Giappone (il multi-giocatore locale, un po’ come Pokémon ai tempi del boom sul finire degli anni Novanta).

Una serie di illustrazioni che mostrano la direzione artistica di Monster Hunter 4.

Una serie di illustrazioni che mostrano la direzione artistica di Monster Hunter 4.

Vado controcorrente: Monster Hunter deve rimanere così. Monster Hunter diventa così il simbolo di una frangia di videogiocatori genuinamente interessati al sistema di gioco, più che ai fronzoli tecnici. Un gruppo di persone (molto nutrito, a giudicare dai dati di vendita: Monster Hunter 3 Ultimate ha già venduto 2 milioni di copie in Giappone, ed ha debuttato bene in Europa) che riesce a dare un giusto peso all’aspetto grafico, ed al contempo può definirsi appassionato del media video-ludico, così da distinguerlo dai divoratori di Farmville ed Angry Birds. Monster Hunter dimostra che un videogioco non tecnicamente eccelso può attirare milioni di persone.

La verità è che Monster Hunter non è un mostro di potenza semplicemente perché non è finora uscito (perlomeno con capitoli della serie principali) su console tecnologicamente all’avanguardia. La sua storia è legata a doppio filo alla popolarità in patria, dove Monster Hunter significa console portatile; Nintendo ha avuto occhio nell’assicurarsi la serie, ed il quarto capitolo è in dirittura d’arrivo su 3DS (si parla di agosto in Giappone); precedentemente, uscì su PS2, dove in Occidente non ebbe alcun successo, e su PSP e Wii, dove riuscì a costruirsi un seguito piuttosto fedele. Gli appassionati di Monster Hunter, quindi, sanno bene che non è la grafica ciò che la serie ha da offrire, bensì contenuti, ed azione strategica. Chi si lamenta dell’aspetto tecnico sottovaluta, in primis, il gioco stesso; inoltre, invia un segnale distorto all’esterno (votando con i soldi, alle compagnie di videogiochi, e scrivendo al computer, a chiunque legga), indicando che un gioco, per piacere, dev’essere necessariamente all’avanguardia.

Monster Hunter non è brutto graficamente. È probabilmente uno dei giochi visivamente più gradevoli su 3DS, così come lo era su PSP e su Wii. È figlio di limiti tecnici, ma al contempo di estro e creatività; Monster Hunter 4 porterà infatti moltissime innovazioni nella serie, specialmente dal punto di vista del gameplay (con aree più grandi, ed abilità per fronteggiare i mostri). Ciò che molti non riconoscono è talvolta l’impossibilità di molte compagnie di offrire il meglio del meglio, sotto ogni aspetto; un Monster Hunter creato ex novo per una potente console non sarebbe lo stesso, perché richiederebbe molto più lavoro, ed un rischio finanziario più elevato, visto e considerato che l’utenza occidentale potrebbe snobbarlo (come accaduto con Dragon’s Dogma).

Monster Hunter 4 screens

La grafica di Monster Hunter 4 non è eccelsa, ma animazioni e grandezza delle aree compenseranno.

Il discorso si può applicare a Dragon Quest ed al suo arrivo sulle console portatili di Nintendo. La serie di Square Enix non è mai stata all’avanguardia tecnicamente, al di fuori dell’ottimo ottavo capitolo per PS2. Dragon Quest rimane un baluardo del gioco di ruolo tradizionale giapponese, e lo sarà che sia in alta definizione o che non lo sia. Il fatto che esca su DS o su 3DS non è un fattore negativo, ma talvolta un valore aggiunto; molte persone amano il gioco portatile perché comodo, talvolta veloce, in generale versatile. Sulla stessa linea si pone Pokémon, che negli anni ha sempre mostrato appena lievi miglioramenti grafici (tant’è che passa al 3D completo solo con la sesta generazione). I fans delle creature di Game Freak sono tali non perché ogni singolo ciuffo d’erba è animato singolarmente, ovviamente, ma perché il sistema di gioco offre una profondità senza precedenti, ed una varietà quasi incredibile da pensare in una cartuccia così piccola.

Tutto questo non implica che il progresso tecnico debba fermarsi. Ma riflettiamo un secondo: le console portatili sono sempre esistite, così come le console meno potenti (pensiamo alla Playstation, che conviveva con il Nintendo 64 da un lato ed il Dreamcast dall’altro). Si deve riconoscere che possono esistere altre realtà al di fuori del realismo tecnologico, e che molti videogiocatori sono contenti di poter usufruire della sostanza, prima della forma. Grazie al cielo esistono Monster Hunter, Pokémon, Dragon Quest e molti altri che sono lì a ricordarci che vogliamo anche videogiocare, e non sempre guardare un film interattivo.