*/ ?> Recensione di Castlevania: Lords of Shadow – Mirror of Fate (3DS) - Wii Italia
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Castlevania: Lords of Shadow – Mirror of Fate: la recensione

Castlevania rappresenta da sempre uno degli appuntamenti fissi per le portatili Nintendo, soffrendo invece quasi sempre il passaggio su home console. Forse per spezzare questa maledizione, Konami ha deciso di affidarsi al team occidentale Mercury Steam per Lords of Shadow, una sorta di reboot su Ps3 e Xbox 360 con risultati senza dubbio positivi anche se incapaci di mettere d’accordo tutti i fan della serie. In attesa del secondo episodio per piattaforme casalinghe, forse per continuare una reinterpretazione della cronologia del mondo di Dracula niente affatto semplice, Konami ha deciso di affidare anche l’episodio per 3DS al medesimo team iberico. Il risultato è Mirror of Fate, che di seguito andiamo ad analizzare.

Castlevania Lords of shadow mirror of fate 3DS

Simon e Trevor Belmont, nonché Alucard, sono i protagonisti di questa avventura: è proprio in questa tripartizione di ruoli che risiede il maggior pregio del titolo, poiché nell’interpretazione di ciascuno prendono corpo livelli di difficoltà diversi per scontri ed esplorazione ambientale, nonché abilità e scorci narrativi variegati. L’alternanza genera un discreto allontanamento dall’inevitabile senso di ripetitività insito nel genere di appartenenza, riassumibile come action-adventure a scorrimento orizzontale. Pur mantenendo la grafica poligonale del primo episodio per console HD, Mercury Steam opta per una impostazione più vicina ai precedenti titoli per portatile per quel che concerne il gameplay: i movimenti sono bidimensionali, senza possibilità di esplorare gli ambienti in profondità, ma soltanto lungo le dimensioni di larghezza e altezza degli scenari.

Dopo una breve ma significativa introduzione scopriamo l’incipit narrativo: gli emissari del signore delle tenebre attaccano il villaggio della Confraternita della Luce, probabilmente istigati dall’attacco di Trevor Belmont al loro castello; tutti gli abitanti del villaggio vengono uccisi, compresa la madre di Simon Belmont; proprio nei suoi panni parte la storia, alla ricerca della vendetta contro Dracula. Inizia così un percorso che inizialmente ci lascia un po’ allo sbaraglio, alle prese con un background narrativo appena accennato. Il senso di straniamento non tende a risolversi durante le prime fasi di gioco e scoraggia leggermente il giocatore anche per colpa di un ritmo piuttosto blando di combattimenti ed esplorazione. Col senno di poi, le prime due ore di gioco sembrano quasi un lungo tutorial atto a insegnarci la mappatura dei tasti e le principali abilità del protagonista, mettendoci davanti a una pluralità di situazione e azioni di gioco ampia ma mai particolarmente impegnativa.

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Il giocatore ha a disposizione due tipi di attacco: uno diretto e uno ad arco, capace di colpire anche i nemici volanti; con il tasto B si salta mentre con A si lanciano le armi secondarie solitamente utili contro i nemici volanti. Con il dorsale L si possono parare e schivare gli attacchi di base degli avversari mentre il tasto R è adibito alle interazioni ambientali, comprese quelle necessarie per aggrapparsi a elementi dello sfondo con il grappino della catena. La croce direzionale è riservata alla selezione delle magie, difensive e di attacco, che aiuteranno il nostro eroe in diverse circostanze. In questo quadro, il doppio schermo è usato per visualizzare una mappa nella parte inferiore con tanto di icone varie a ricordarci la posizione di importanti elementi ambientali come le sorgenti di Energia o di Mana e via discorrendo. Il sistema funziona, ma occorrono diverse prove e tentativi per padroneggiarlo al meglio; forse per questo i programmatori hanno relegato l’atto iniziale di Simon a avversari senza mordente e enigmi ambientali di infimo livello. Se non fosse per un paio di boss fight interessanti (arricchite da un discreto studio dei pattern di attacco dei nemici e impreziosite da brevi sequenze QTE per finirli) e per alcune cut scene affascinanti, la prima parte di gioco sarebbe priva di mordente per quasi tutta la sua durata.


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