NightSky: la recensione

Nifflas, al secolo Nicklas Nygren, è uno dei più celebri sviluppatori indie Europei, e questo spiega in gran parte l’interesse rivolto verso il suo ultimo progetto, intitolato NightSky. Il titolo, dopo una lunga e complessa gestazione che lo ha visto protagonista di annunci, reiterazioni ed esclusive temporanee, è alfine arrivato sugli eShop dei 3DS nostrani.

Nightsky 3DS eShop

Da bravo fan dell’ottimo Knytt Stories, l’opera che mi ha introdotto al mondo di Nifflas, non potevo non nascondere una certa eccitazione all’idea di giocare il suo “nuovissimo” titolo sul mio portatile 3D preferito. NightSky si è però rivelato un’esperienza ben lontana dalle avventure dalle tinte metroidvania di Knytt (che invece ha di recente trovato nuova dimora su PC, Mac, PS3 e Vita) e più vicina ad uno strano incrocio tra Marble Madness ed il fantastico Braid.

NightSky è un puzzle platform all’apparenza anonimo e semplicistico, in cui il giocatore è chiamato ad impersonare una pallina nera come la pece per farla rotolare verso l’uscita di un gran numero di livelli ricolmi di macchinari da attivare, pulsanti da premere e ponti pericolanti. Fin qui niente di speciale, se non fosse che NightSky è un titolo fortemente incentrato sulla fisica e sull’interpretazione e l’interazione del “protagonista” con gli ambienti di gioco.

nightsky-3ds-eshop_007Velocità e peso del rotondo avatar infatti giocano un ruolo fondamentale nell’attraversamento di ogni livello e, cosa ancor più importante, il sistema di controllo della sfera è decisamente unico. Per essere più precisi, infatti, non ne controlleremo direttamente il movimento, bensì la rotazione, con tutte le implicazioni fisiche che ne conseguono. Per questo motivo, NightSky ha un feeling tutto suo che – grazie ad un level design davvero interessante e la possibilità di usare la rotazione della pallina per attivare un gran numero di veicoli differenti che vanno da aeroplani e macchinine a giganteschi, rudimentali automi – vi terrà incollati allo schermo per ore.

Guardandolo distrattamente, potreste pensare che NightSky manchi di personalità, ma se da un lato non si può certo dire che una palla nera sia il protagonista più memorabile della storia, dall’altro non si può non applaudire Nifflas per la cura rivolta nel design di ogni ambiente, di ogni schermata che compone il mondo di gioco: silenziosi spaccati crepuscolari, completamente oscurati dal debole bagliore di un cielo notturno appena sfiorato dagli ultimi raggi del sole.

Posso affermare con certezza che, benche’ in teoria non si tratti di uno degli espedienti estetici dei più originali – persino Donkey Kong Country Returns aveva già provato qualcosa di simile – non esiste un altro gioco che si avvicina al fascino romantico dei paesaggi mozzafiato di NightSky, complice anche una colonna sonora rarefatta ma di grande atmosfera.

nightsky-3ds-eshop_003Ma la scelta si rivela geniale anche dal punto di vista del gameplay, in quanto permette l’immediato riconoscimento degli elementi geometrici che compongono ogni livello. Inclinazione delle piattaforme, ampiezza dei passaggi e funzionamento dei meccanismi diventano immediatamente leggibili proprio grazie all’utilizzo intelligente delle silhouette.

NightSky, malgrado tutto, non è un titolo perfetto e quel che gli manca è proprio la coesione ambientale che in primo luogo aveva reso Knytt Stories così speciale per me. Il gioco soffre di una sgradevole filosofia usa-e-getta: ogni livello consiste in una sequenza di schermate slegate tra loro, ognuno dei veicoli compare come un piccolo add-on temporaneo pronto ad essere gettato nel dimenticatoio immediatamente dopo essere stato introdotto, il che è un vero peccato perché alcuni sono davvero divertenti da pilotare ed in molti casi persino innovativi!

NightSky è troppo lineare e spinge troppo in fretta sull’accelleratore, offre al giocatore tutto e subito, e quando i titoli di coda cominceranno a scorrere non avrete alcun incentivo a ritornare sui vostri passi per cercare qualche warp segreto e completare il gioco al 100%.

E questo è un peccato, poiché non c’è nulla di peggio che essere ad un passo dall’essere un vero capolavoro.

7.5
Commenti Sottoscrivi i commenti
  1. Rispondi

    Mi intriga parecchio, mi è sempre piaciuto il genere!


  2. Rispondi

    di quanti blocchi di memoria necessita?


  3. Rispondi

    quanto dura più o meno?


  4. Rispondi

    Questa volta proprio non sono d’accordo con te Gazpacho (perdonami, è solo la seconda volta che capita, la prima era a proposito di Mutant Mudds) su quasi tutto, e in più io direi che il gioco non vale i 10 euro che costa.
    Mi dispiace per Nifflas, ma per me stavolta ha fallato in pieno.
    Ovviamente “parere personale”.


    • Rispondi

      Perche’ non ti e’ piaicuto? Sono curioso di sentire la tua opinione!


    • Rispondi

      Per tanti motivi.
      Il problema maggiore secondo me è proprio quello che nella recensione vedi come un punto di forza, cioé l’aspetto estetico.
      Visto che sono anche praticante di arti visive do molta importanza a questo aspetto nei videogames, e se seguo con grande interesse il panorama indie è proprio perchè riesce spesso e volentieri a stuzzicarmi sotto il profilo artistico, ma in questo caso non c’è niente di emozionante, anzi, come anche tu accenni, lo stile utilizzato non è nuovo – e io aggiungo che è una tecnica pure troppo utilizzata in ambito indie (basta dare un’occhiata su uno dei vari app store per trovare centinaia di simili) tanto che personalmente mi ha ormai nauseato.
      Ma la cosa che più mi ha deluso è che questa volta Nifflas (sviluppatore di cui anche io ho apprezzato i precedenti lavori) concentrando i propri sforzi sul lato artistico – e pure qui avrei da ridire, poichè uno dei principali motivi per cui molti sviluppatori indie utilizzano questa tecnica grafica, è proprio la facilità di ottenere un effetto evocativo semplificandosi di molto il lavoro – si è dimenticato la cosa più importante in un videogame, cioè il gameplay.
      Un gameplay che difatti è troppo lineare, dove il giocatore viene guidato per praticamente tutto il gioco, e così la parte puzzle del gioco va a farsi benedire.
      Per dire, qui siamo proprio agli antipodi di Knytt, Knytt Stories, e soprattutto Knytt Underground (per me il vero capolavoro di Nifflas, che perfeziona le meccaniche dei precedenti e le combina con uno gusto visivo che, li sì, ha del poetico) dove il giocatore era lasciato da solo in mezzo ad una mappa da esplorare senza nessuna guida, riuscendo così a trasmettere quel senso di smarrimento misto alla voglia di scoprire ogni nuovo anfratto del mondo di gioco, cosa che personalmente non provavo dai tempi del primo Metroid sul nes.
      Probabilmente con questo gioco Nifflas voleva mettersi alla prova e dimostrare che sà fare anche cose diverse (meritevole di stima per questo) ma i lunghi tempi e problemi nello sviluppo e il risultato finale, forse provano che invece è vero il contrario.
      Perchè alla fine ne è venuto fuori un gioco troppo semplice, e non parlo solo di livello di difficoltà (che comunque è orientato verso il basso) ma di semplicità di meccaniche, che a parte qualche rarissima eccezione sa un po’ tutto di già visto. Sarà appunto perchè ho giocato tanti titoli simili, ma non c’è mai stato un momento che mi abbia portato ad esclamare “geniale”, cosa che magari mi è successa anche con titoli free – ad esempio mi vengono in mente alcuni passaggi di Windosil (piccolissima opera d’arte videoludica), o l’inaspettato finale di The Plan – o con lo stesso Limbo, gioco tanto criticato (ed io non capirò mai il perchè?) ma alla fine tanto imitato, tanto che pure qui le citazioni non mancano.
      Per finire, il gioco è decisamente troppo breve, la rigiocabilità è inesistente e quindi alla fine ti lascia con niente – nemmeno emotivamente parlando, a differenza di altri titoli sopracitati.
      La scarsa longevità non sarebbe un problema per un gioco indie visto che esistono anche titoli che durano pochi minuti, ma lo diventa se preso in rapporto al prezzo a qui viene venduto.
      Insomma, dieci euro per un titolo che non eccelle in niente mi sembrano decisamente troppi, in paragone agli otto euro di un capolavoro come Superbrothers: Sword & Sworcery o i tre euro di una perla rara come Incoboto. Oppure, rimanendo in ambito 3ds, per l’ottimo Hana Samurai bastano sette euro, mentre con otto euro scarico Pullblox o il relativo seguito, e Dempa Man ne viene nove. Sull’eShop americano a dieci dollari, quindi meno di dieci euro (anche se e quando arriverà da noi il cambio sarà probabilmente 10:10) scarichi nientemeno che l’immenso Cave Story.
      Insomma, tra un po’ di tempo alla stessa cifrà potrò anche scaricarmi due tra i migliori capitoli della saga di Zelda – per me, ma non solo, i migliori episodi portatili – e direi che c’è una bella differenza (e non dirmi anche tu che sono giochi vecchi e quindi valgono meno).
      Sono più che d’accordo che il prezzo non deve influire sul voto, infatti non critico quello, che anzi è giusto in base alla tua analisi del gioco, ma fare un appuntino in tal senso mi pare quantomeno (scusa il gioco di parole) sensato.
      In definitiva Nifflas stavolta mi ha deluso, perchè mi ha dato l’impressione di ragionare poco da “indie”, facendo troppo affidamento sul proprio nome utilizzato per promuovere un titolo che altrimenti sarebbe passato inosservato – e questo è uno dei problemi maggiori che purtroppo affligge oggi il panorama indipendente.
      Potrei anche iniziare un discorso sul fatto che qui stiamo parlando di “indie” ma di fatto, dietro alle spalle di questo gioco c’è una certa Nicalis… ma direi che ho già scritto abbastanza. Forse pure troppo!


    • Rispondi

      Hmm concordo che l’effetto sia abusato, ma in questo gioco e’ utilizzato per evocare un’atmosfera che sinceramente non ho trovato in altri titoli indie.
      In un certo senso, visto che sembri sapere il fatto tuo, e’ utilizzato in modo simile (anche se molto piu’ elaborato) ad A House in California, o piu’ semplicemente al leggandario primo schermo di Braid. Al tempo stesso, pero’ Night Sky e’ molto piu’ etereo e soffuso, inoffensivo.

      Knytt Underground e’ tutto un altro tipo di produzione, e ti do ragionissima sull’importanza della mappa. In Night Sky ho sentito anche io la mancanza di un level design meno diretto, ma penso che tutto sommato il titolo sia Ok.

      Voglio dire, non ne parlo certamente come un capolavoro, ma non trovo assolutamente che non sia un titolo da consigliare, anzi. Io mi ci sono divertito e rilassato!

      Quanti a Nicalis…beh non penso che il coinvolgimento di una compagnia cosi’ piccina (che comunque a mio parere e’ da considerarsi indie) cambi il valore della produzione!

      Nel senso, Spelunky! e’ pubblicato da MS, ma e’ comunque un titolo indie, no?


    • Rispondi

      Per farla semplice, la mia ultima frase era riferita al fatto che parliamo un po’ tutti di indie, travisando un po’ il termine. ;)


  5. Pingback: Gero Blaster, il nuovo gioco dal creatore di Cave Story, arriverà sull’eShop del 3DS - 3DS Italia

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