Free to Play: nuove strade su Wii U

Il Free-to-play non è una novità. Siamo ormai nel 2013 e se c’è un modello di business che è stato capace di affermarsi dal mondo del mobile/social sul mercato dell’intrattenimento digitale è proprio quello ora in esame. Si scarica il blocco base del prodotto gratuitamente – quasi fosse una demo a libero accesso – nel quale vengono forniti gli strumenti di base per assaggiare l’esperienza di gioco, sperando di riuscire ad accattivarsi la curiosità dell’utente. Subentrano a quel punto tutta una serie di microtransazioni in grado di ampliare passo dopo passo il mondo d’interazione, offrendo modalità aggiuntive, eliminando blocchi temporali di fruizione e via discorrendo, solitamente per prezzi a dir poco irrisori. Il (presunto) divertimento iniziale goduto senza esborsi e l’esiguo costo dei micro-pacchetti portano solitamente ad abbassare la soglia di blocco verso il titolo in questione, ampliandolo almeno parzialmente senza provare rimorsi o ripensamenti, pronti anzi a ripetere l’operazione anche su altri universi interattivi. In cerca di una gratificazione ludica (va detto) raramente soddisfatta.
Per la prima volta, nel corso del mese di febbraio questo modello viene adottato anche da prodotti pensati per una console Nintendo, nello specifico il Wii U. Sia Zen Pinball 2 di Zen Studio che Tank! Tank! Tank! di Namco Bandai infatti arrivano con questa formula sull’eShop della console. Vediamo le caratteristiche di ciascuno, per meglio analizzare il nuovo fenomeno di fruizione dei prodotti digitali della console.
Zen Pinball 2
Zen Pinball 2 offre la classica giocabilità dei Flipper trasmutata in versione videogame: sullo schermo avremo modo di vedere il tavolo di gioco, utilizzando i dorsali per muovere i flip mentre gli analogici simuleranno i tipici scossoni da infliggere al gioco per evitare che la sfera cada al di fuori della nostra portata. I possessori della console possono scaricare gratuitamente quella che a tutti gli effetti è una demo del prodotto, saggiandone qualità grafica e giocabilità arcade; la fruizione iniziale ha vincoli sia di tempo che di contenuti, offrendo la possibilità di provare 4 tavoli di gioco su licenza Marvel per un lasso di tempo limitato, al termine del quale la pallina in gioco sarà ritenuta l’ultima disponibile. Poco da dire sul software in sé: fluido, divertente e senza pretese, come ci si aspetterebbe da un prodotto come questo; interessante invece il suo modo di proporsi al pubblico.
Nella schermata di selezione dei tavoli ci troviamo davanti a una scelta molto ampia di possibili opzioni: ben 27 contenuti aggiuntivi infatti aspettano di essere sbloccati, secondo criteri di acquisto diversi. Rientrando sullo shop, infatti, sarà possibile acquistare pacchetti di tavoli al prezzo di 9.99 € (come ad esempio il Pacchetto Marvel Avengers, composto di 4 quadri diversi) oppure tavoli singoli al costo di 2.99 € (come quello ispirato a Piante vs. Zombi). La varietà degli sfondi di ispirazione è buona, variando dal mondo dei super eroi americani a quello dei più popolari giochi per smartphone, passando per ambientazioni più classiche, così come è ben studiata la suddivisione per fasce di prezzo e contenuti. Gratuitamente infatti si può capire la struttura di gioco, con pochi euro è poi possibile fare un tentativo di ampliare l’esperienza, cercando di battere record personali e condivisi online, per poi valutare se fare un altro passo e comprare un intero pacchetto tematico, piuttosto che limitarsi a un altro tavolo singolo magari per variare l’universo di riferimento.
Tank! Tank! Tank!
Simile ma diverso l’approccio di Tank! Tank! Tank!, titolo Namco precedentemente offerto in versione retail. La demo di partenza è molto limitata in quanto a contenuti, non permettendo di provare la modalità Storia e limitandosi a incuriosire con quella multigiocatore, giocabile per fortuna anche in singolo, coadiuvati da altri personaggi guidati dalla CPU. Prodotto di chiara natura arcade (si tratta di un porting di un titolo da sala giochi), offre la possibilità di guidare diversi mezzi da battaglia per affrontare, in arene piuttosto limitate ma discretamente interattive (se per interazione ci si accontenta di distruggere i palazzi da cui ricavare power-up di attacco) da soli o in cooperativa fino a 4 giocatori una serie di mostri gargantueschi dalla forme più disparate (draghi, scimmioni, ragni e via dicendo); particolarità simpatica: è possibile fotografarsi con la camera del GamePad per dare volto ai guidatori di carri armati o ad alcuni mostri di gioco.
Per quanto riguarda l’offerta di DLC, imprescindibile se si vuol davvero provare il gioco (vista la limitata offerta della demo) ci troviamo davanti a 10 contenuti aggiuntivi divisi per struttura e prezzo; al costo di soli 1.99 è possibile scaricare ben 6 arene per la modalità Versus e per un periodo limitato troviamo in offerta anche la divertente modalità “Io, Kong”; al costo di 3.99 € invece si possono scaricare due scenari e mostri della modalità “Guerra ai mostri” mentre il DLC più corposo, cioè la Modalità Storia, costa 9.99 €. In sostanza, con un ammontare complessivo di circa 30 euro è possibile acquistare la totalità del gioco che, ricordiamolo, fino a settimana scorsa era confinato sugli scaffali fisici dei negozi con un prezzo di circa 50 euro. In questo raffronto e nella possibilità di frammentare l’acquisto limitandosi volendo a una scoperta solo parziale dei suoi contenuti risiedono i pregi maggiori di questa scelta di Namco-Bandai, a fronte di un gioco che troppo palesemente tradisce la sua natura da sala giochi per poterlo considerare degno di interesse nella sua versione retail.
Molti sono i paralleli tra questi due rilasci a base di F2P su Nintendo Wii U, incidentalmente (ma non troppo) avvenute a pochi giorni di distanza l’una dall’altra: nessuno dei due prodotti ha la caratura né i crismi per poter essere offerto e presentato come un normale prodotto da negozio a prezzo pieno, ma entrambi trovano una loro dignità (basata principalmente sulla dinamica dell’acquisto a base di curiosità e privo di rimorsi) con questa formula di distribuzione digitale frammentaria. Il modello consente infatti a ciascuno di testare il fulcro dell’offerta, senza impegni; dopodiché è possibile farsi tentare dall’acquisto a pochi euro di una porzione del gioco senza freni o barriere d’ingresso particolarmente significative, per poi completare il processo di fruizione solo a fronte di un alto tasso di soddisfazione derivante dagli assaggi precedenti (cosa che nessuno dei due software analizzati riesce sotto sotto a garantire, va detto).
Dinamiche di questo tipo come detto nascono altrove, su dispositivi che per natura e target primario tendono a valorizzare questi acquisti a spicchi, legati a doppio filo a fruizioni mordi e fuggi; su console da gioco dedicate, specialmente da casa (e quindi ancor meno avvezze a giocabilità “on the go” delle portatili), tale proposta lascia adito a molti dubbi, soprattutto per la profondità (ancor più che qualità) dei titoli che possono/devono proporsi tramite queste dinamiche. Va anche detto però che nell’eShop trovano sempre più spazio produzioni indipendenti di piccoli team talentuosi pronti a offrire comunque velleità ludiche non indifferenti; l’apertura di un “vecchio dinosauro” come la casa di Kyoto verso operazioni di questo stampo, portatrici di business model moderni e diversi da quelli classici, non può che far piacere. La varietà di offerta che potrebbe derivarne, permettendo una strada in più per raggiungere il pubblico da parte degli sviluppatori, potrebbe tradursi in una facilità di accesso allo sviluppo derivante da nuovi incentivi alle vendite – legati anche al nuovo filone delle offerte temporanee (sconti) ormai consolidato sia su Wii U che su 3DS sulla falsariga dello store digitale di Steam – per un numero sempre maggiore di software house.





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AnBWii
3.31 pm
Ho apprezzato maggiormente la formula di Tank Tank Tank, perché a conti fatti, la demo fornita è infinita, permette il multiplayer (cuore del gioco) e non ha limiti di tempo (a parte le 3 volte giornaliere). Il resto viene se il gioco piace, io mi sono preso il DLC Storia e se continuo a giocarci in gruppo prenderò qualche arena.
Pinball invece è un demo troppo limitato, non riesci ad apprezzare nessun tavolo al di là dell’aspetto grafico. Non sono riuscito a farmi piacere nessun tavolo, visto il troppo poco tempo fornito. Risultato: nessun DLC preso.
frulla95
4.14 pm
concordo in tutto.
MICIO
5.41 pm
mi associo al 100%
TONIO-BAGDAD
4.09 pm
Esatto se è una versione free to play (zen pinball2) allora tank tank tank è un gioco completo
Miidea
4.13 pm
Tank tank tank non mi è piaciuto proprio. tutto il gioco di riduce a muoversi e a premere A per sparare… Perfino il joystik del NES aveva piu pulsanti di quanti servino….
Il flipper poi mi annoia….
GiovanniZ
4.22 pm
Modalità d’acquisto “priva di rimorsi” non direi proprio. Ne ho avuti eccome di rimorsi dopo aver usato l’IAP in certi titoli mobile. Al massimo si può dire “ad esborso minimo”.
FabiusBile
4.40 pm
Tank l’ho provato e non mi piace per niente, magari la modalità storia sarà più divertente, ma le arene non mi dicono nulla.
Questa sera mi scaricherò il flipper, tanto anche se ho la console basic, ho attaccato al WiiU un hard disk da 160Gb preso da un portatile rotto, quindi di spazio ne ho in quantità.
luis89
5.04 pm
Ma Zen Pinball è solo una raccolta di demo,Tank!Tank!Tank! a me al contrario di molti piace ma mi piacerebbe di più se ci fosse l’online e la possibilità di personalizzare i tank
AnBWii
5.16 pm
Se ci fosse stato l’online non avrebbe floppato visto che in multi è divertentissimo
Rossana
5.11 pm
W il meraviglioso Zen Pinball!!! <3
Faby1093
5.59 pm
io tank,tank,tank lo ho trovato di una piattezza disarmante, per il semplice motivo che con la levetta ti muovi e con un pulsante spari, tutto qui. Cavolo mi aspettavo qualcosa di più, che ne so sfruttare i sensori del gamepad per mirare o qualcosa di simile ma niente… è molto più divertente il tank di wii play o battle city del nes per chi li conosce…
AnBWii
6.01 pm
E’ un arcadone cosa doveva esserci? Fa il verso ai vecchi spara spara a scorrimento verticale o orizzontale, il tutto in salsa party e in piena follia giappa.
Faby1093
7.33 pm
e che anche i controlli poi non sono neanche fatti bene il che rovina quel divertimento che dovrebbe esserci in un gioco di questo tipo…
deveroos
7.40 pm
Secondo me, il f2p è la rovina del mondo dei videogiochi
mastergame
8.25 pm
per molti giochi di adesso concordo con te.ma alcuni generi,potrebbero essere buoni con il F2P,esempio i giochi molti arcade,come tank tank tank,vanno meglio.(sarebbe meglio che il F2P,non lo avessero mai inventato).
deveroos
8.33 pm
Basterebbe farli uscire a prezzo ridotto o solo digitale.
Julo
8.33 pm
Lol finalmente qualcuno che ha il coraggio di dirlo…
Robertino75
2.40 am
dipende…se per f2p si intende come per Zen Pinball 2 dove non sono obbligato a comprare tutti i tavoli anche se me ne interessano solo 2 e spendere cosi solo 5.98€…beh viva il f2p! e sfido chiuque a dire il contrario, discorso diverso se parliamo di giochi dove bisogna spendere obbligatoriamente tanti soldi per essere competitivi o per qualsiasi stupidaggine, ma questo non è FreeToPlay ma PayToWin, due cose decisamente diverse.
io ho preso Zen Pinball 2 e fin’ora ho comprato solo 1 tavolo a 2.99€ e mi stò divertendo un sacco a giocarci…se un domani volessi comprarne un’altro bene altrimenti con 2.99€ avrei un ottimo gioco di flipper e non ho bisogno di altro per giocare ed essere competitivo.
Elinvention
5.07 pm
Io concordo con Deveroos ed aggiungo che Zen Pinball secondo me non è un free to play vero e proprio. Lo definirei più una “demo espandibile”.
Se parliamo invece di free to play veri e propri (tipo Metin2, Elsworld, Ikariam, Travian, OGame, Tribals e tutti i “giochi” della Gameforge) allora quelli li chiamerei PAY-TO-WIN.
Robertino75
3.22 pm
Elinvention scusami ma Zen Pinball è un free to play perchè la base è gratuita e puoi acquistare quanti tavoli vuoi senza essere obbligato a prenderli tutti, questo è il senso del free to play, discorso diverso se si parla di pay to win dove si ha il gioco completo gratuitamente ma poi per essere competitivi bisogna spendere obbligatoriamente dei soldi veri per acquistare potenziamenti o moneta virtuale…ma sono due tipologie di gioco completamente diverse.