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The Cave: la recensione

Se siete cresciuti a pane, Monkey Island e Maniac Mansion, giocando The Cave verrete immediatamente colti da lunghi brividi di piacere.

The Cave (Wii U eShop)
Il prodotto della sacra unione tra Ron Gilbert (se non sapete chi è, aprite wikipedia e fatevi una cultura, giovinastri!) e Double Fine è un vero e proprio testamento ad un’epoca ormai lontana, che in particolare i PC gamer più anzianotti ricordano con grande nostalgia. E no, non venite a dirmi che The Walking Dead è il nuovo Day of the Tentacle: sono sicuro che in fondo in fondo non ci credete neanche voi.

Sotto le sue vesti da metroidvania, The Cave nasconde infatti la stessa ironia, lo stile narrativo ed i puzzle che costellavano le avventure grafiche di vent’anni fa. Il gioco è strutturato come uno show da seconda serata d’altri tempi, la cui sagace voce narrante appartiene proprio alla caverna titolare che il gruppo di bizzarri protagonisti avranno il compito di esplorare. Strano, eh?

E The Cave è un “individuo” (?) con personalità da vendere, in grado di trasformare un’esperienza di gioco in qualcosa di davvero speciale, memorabile, senza ricorrere ad effetti speciali, o a un numero di poligoni esorbitante, o shader di ultima generazione. Incanta semplicemente con la sua voce, come a ricordare che per catturare l’attenzione del giocatore non servono cicli di produzione ultracostosi e altri patinati numeri da circo. Basta raccontare le storie giuste nel modo giusto.

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Nella bizzarra introduzione, saremo invitati a scegliere tre dei sette personaggi disponibili, ognuno dotato di background ed abilità completamente differenti. Nei panni della nostra personalissima tripletta dovremo poi scendere sempre più in profondità, raccogliendo e combinando oggetti per risolvere complessi enigmi ed esplorando i misteriosi meandri della caverna che, come spiegato nell’incipit del gioco, nasconde tesori, potere e risposte per chiunque abbia il coraggio di pagare il prezzo necessario per ottenerli.

L’aspetto davvero interessante di The Cave è la sua capacità di spingervi a rigiocarlo ripetutamente. Non soltanto grazie alle abilità speciali dei personaggi (la scienziata può usare le sue doti da hacker per attivare vari tipi di congegni mentre il cavaliere può diventare invulnerabile) le cui combinazioni permettono di risolvere ogni puzzle in tanti modi differenti, ma anche grazie al superbo e mutevole level design: i livelli di cui l’avventura è composta variano in base ai membri del vostro party.

Così ad esempio scegliendo il cavaliere prima o poi vi ritroverete a visitare un castello fantasy (si, un castello fantasy sotto terra, avete letto bene) ma se in una nuova partita sceglierete i malvagissimi gemelli inevitabilmente finirete per mettere piede in una magione vittoriana. Si tratta di una meccanica tanto semplice quanto indovinata, che unita all’adorabile commentario di The Cave, fa si che ogni partita sia potenzialmente completamente diversa dalla precedente.

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Ma il matrimonio perfetto tra punta e clicca e platform del gameplay e la varietà di situazioni garantite dal design dei livelli non sono l’unico fiore all’occhiello del lavoro Double Fine: The Cave, infatti, è un vero e proprio piacere per gli occhi e le orecchie. L’accompagnamento sonoro, il finissimo doppiaggio (esclusivamente in inglese – ma non temete, cari connazionali, il titolo è interamente sottotitolato nel nostro idioma), e sopratutto il compartografico-artistico sono sbalorditivi.

Gli amanti delle console war e dei confronti da quattro soldi saranno felici di sapere che le performance della versione Wii U del titolo sono perfettamente identiche a quelle viste sulle console “concorrenti”. L’azione è saltuariamente interrotta anche per noi poveri nintendari da rallentamenti e cali del framerate (nemmeno troppo fastidiosi), e può capitare che i personaggi si incastrino nel fondale (fortunatamente è possibile resettarne la posizione con la pressione dei tasti dorsali). Diffetti alla fine di poco conto, che non minano la fruizione di questa piccola gemma.

Anzi, ci sentiamo di consigliare agli utenti multipiattaforma proprio la versione Wii U! Non per meriti particolari riguardanti l’uso del gamepad (fondamentalmente inutile, manca purtroppo anche l’Off-Tv Play), bensì per l’integrazione con Miiverse. Proprio grazie a questo gioco, infatti, è facile rendersi conto di quanto avere una community con cui interagire al volo possa fare la differenza: non riuscite a raggiungere una leva? Postate uno screenshot e il gioco è fatto!

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The Cave è un titolo pensato, in teoria, per essere giocato in multiplayer. A dirla tutta, però, l’interfaccia di gioco non è delle migliori, e il lavoro Double Fine sembra costantemente indeciso se premiare i giocatori solitari e quelli in compagnia, ora puntando un pò troppo su un’esplorazione annacquata da fastidiose sessioni di backtracking, ora rendendo complicata la gestione di tre personaggi da tre giocatori diversi (per di più senza split-screen). Ma l’unico vero problema di The Cave è, in un certo senso, la longevità.Per portare a termine il gioco per la prima volta occorrono circa 4 ore, il che non è niente male per un titolo indie che punta tutto sulla rigiocabilità.

Quando l’avrete completato al 100% con tutti i personaggi, The Cave lascerà un triste vuoto nel vostro cuoricino pulsante. Quel vuoto che i fan di Monkey Island sentono ormai da molti anni, e che probabilmente non sarà nuovamente colmato prima di un paio di lustri, quando Ron Gilbert e compagni si riuniranno ancora una volta per ricordare al mondo intero che l’occidente può regalare ai giocatori ben più delle solite noiose simulazioni belliche in prima persona.

8.5

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