*/ ?> Recensione di Tokyo Crash Mob (3DS eShop) - 3DS Italia
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Tokyo Crash Mob: la recensione

Trovare un modo per far risaltare il proprio gioco nel panorama odierno dei puzzle games sembra ormai un’impresa che pochi cercano di intraprendere, dato  che le produzioni di questo tipo sono sempre più a budget limitato e basate su vari “scopiazzamenti” di meccaniche di gioco e stile grafico. Lo sanno bene anche gli sviluppatori di Tokyo Crash Mob, dal momento che un loro titolo storico, PuzzLoop, ha “ispirato” ben più di una compagnia portando alla nascita dei vari Zuma e Luxor.

Tokyo Crash Mobs 3DS eShop

Con questo nuovo titolo, Mitchell ha voluto creare un gioco che risaltasse nell’attuale panorama, facendo forza su uno stile grafico molto particolare e un concept di base decisamente bizzarro.

Di titoli strani come questo non se ne vedono molti (ricorda molto certe produzioni dell’era 32-bit) e si può dire con certezza che  l’intento di creare qualcosa che salta all’occhio e incuriosisce è riuscito in pieno. La componente grafica accattivante è però solamente una parte della ricetta che rende un gioco riuscito e  superato il primo impatto ci si accorge che non tutto funziona come dovrebbe. Il problema principale del titolo Mitchell sta proprio nel fatto che le meccaniche di gioco proposte, essenzialmente riadattate dal sopracitato PuzzLoop (o ActionLoop/Magnetica nelle versioni occidentali), sono compromesse dal lavoro svolto sulla parte grafica, che sacrifica due componenti importanti per un puzzle game: immediatezza e chiarezza.

tokyo-crash-mob-3ds-eshop_002Se avete dato anche solo uno sguardo agli screenshots mostrati in questa pagina, vi sarete accorti che invece di lanciare sfere colorate per formare gruppi di tre o più elementi ed eliminarli, Tokyo Crash Mob ci farà lanciare degli esseri umani, chiamati Scenester, contraddistinti da abiti di colore diverso. Il gioco ci permette di scegliere fra due protagoniste, ognuna caratterizzata da uno stile di gioco leggermente differente: Grace lancia le persone da sopra la testa e dovrà eliminare più gente possibile da una coda per arrivare nelle prime posizioni prima dello scadere del tempo (chi non ha sognato di poterlo fare durante le interminabili code alle poste?); Savannah farà invece rotolare le persone, lanciandole come delle palle da bowling e dovrà togliere di mezzo gli Scenester che avanzano in fila indiana prima che questi arrivino a premere un misterioso pulsante che farà volare la protagonista attraverso varchi spazio-temporali, portandoci al game over.

L’espediente di usare le persone in coda piuttosto che oggetti stilizzati, ha dato modo agli sviluppatori di aggiungere anche delle divertenti trovate per aumentare la varietà del gameplay, e man mano che si avanza ecco che vedremo situazioni come persone che si cercano di infilarsi davanti a noi nella coda sfruttando le conoscenze (sembra quasi che il gioco sia ambientato in Italia…), oppure dei ninja monocromatici che possono essere eliminati solamente insieme agli Scenester adiacenti, e tutta una serie di bizzarri powerup, come un UFO che rapirà tutte le persone di un determinato colore. Tramite questi tocchi e il gameplay simile ma sensibilmente diverso, delle due protagoniste, Mitchell è riuscita ad ottenere una piacevole varietà che gioca decisamente a favore del titolo.

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Se sulla carta sembra tutto apposto, ma è nell’esecuzione che Tokyo Crash Mob si sciupa un po’, portandosi dietro quei difetti che prima vi avevamo accennato. La grafica di gioco, creata utilizzando un mix di filmati live-action e immagini pre-renderizzate simile ad un gioco per Sega 32-X, è anche il suo maggior problema. Innanzitutto, come è facile immaginarsi per un puzzle game, meno la grafica è complicata più il gioco ne guadagna di immediatezza: troppo spesso durante una partita capita di doversi fermare eccessivamente per prendere la mira in modo accurato, specialmente quando i personaggi sono tutti in fila verticalmente ed è difficile distinguerne i colori in modo chiaro e rapido, come un rompicapo dove il tempo gioca un ruolo fondamentale, richiede nelle fasi più avanzate di gioco. Tutto questo è accentuato ancora di più dagli eccessivi e invasivi effetti grafici, come ad esempio l’animazione di esultanza che copre metà schermo e imparerete ad odiare nelle fasi più cruciali del gioco.

tokyo-crash-mob-3ds-eshop_001Gironzolando nella schermata delle opzioni è possibile trovare due soluzioni a questi problemi: disattivare le sopracitate animazioni è sicuramente un must, ma attivare i simboli dei colori sopra le teste dei personaggi non fa altro che aggiungere più elementi di disturbo sullo schermo, ottenendo l’effetto contrario a quello auspicato.
Tutto questo è decisamente un peccato, perché il gioco non manca certo di contenuti. Lo story mode, composto da 21 livelli, vi terrà impegnati per diverse ore, che andranno invitabilmente ad aumentare se cercherete di prendere tutte le migliori medaglie per livello. Anche in questo caso, un po’ di chiarezza riguardo ai metri di giudizio non avrebbe guastato. Oltretutto, nella modalità storia viene introdotta una nuova varietà di gameplay, che unisce gli stili delle due protagoniste e sfrutta anche i sensori di movimento del 3DS, aumentando così ulteriormente la varietà del titolo. Non mancheranno poi un livello di difficoltà aggiuntivo e le più classiche modalità Challenge, ottima per partite veloci.

Come vedete, gli ingredienti per un puzzle game divertente e corposo c’erano tutti, peccato che qualcosa sia andato storto in fase di cottura. Il risultato finale è un puzzle game che utilizza delle meccanche rodate e funzionanti e aggiunge delle novità, alcune più azzeccate di altre: sicuramente divertente, ma non esente da difetti che purtroppo ne minano la qualità generale.

6.5

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