*/ ?> Recensione di Ninja Gaiden 3: Razor’s Edge (Wii U) - Wii Italia
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Ninja Gaiden 3: Razor’s Edge: la recensione

Ninja Gaiden 3 Razors Edge Wii USono rimasto inorridito difronte al trattamento subito da Ninja Gaiden 3 alla vigilia della sua uscita su PS3 e 360.

Ho avuto la fortuna di giocare ad un codice review prima della release americana lo scorso anno, e sinceramente non ho trovato il titolo un disastro come segnalato da numerose recensioni. Per questo motivo sono forse uno dei pochi al mondo che non vedeva davvero l’ora di scoprire cosa Team Ninja avesse in serbo per i suoi fan con Razor’s Edge, edizione riveduta, arricchita e corretta dello sfortunato action game, in esclusiva per Wii U.

Con grande piacere ho avuto modo di constatare che Razor’s Edge non solo si rivela, dal punto di vista tecnico, perfettamente all’altezza delle versioni uscite sulle console “concorrenti”, ma è stato realizzato anche con lo scopo di risvegliare l’interesse anche di chi avesse già avuto modo di giocarlo su Ps3 o Xbox 360, pur senza utilizzare il gamepad del Wii U in modo particolarmente innovativo (se non per piacevoli sessioni off TV).

Ninja Gaiden 3: Razor’s Edge è un titolo profondamente diverso dalla sua precedente incarnazione, e non mi riferisco solamente alla mole di nuovi contenuti introdotti in esclusiva nella versione Wii U (che, non temete, saranno analizzati di seguito). La trama, scritta da un Masato Kato non particolarmente in forma (ma assolutamente gradevole per chi è abituato alle solite storie d’azione in stile anime) è rimasta apparentemente invariata, ad esempio, ma ad uno sguardo attento risulterà immediatamente evidente la rimozione di alcune scene particolarmente controverse, come quella in cui il protagonista uccide a sangue freddo un soldato ferito che chiede di essere risparmiato.

Queste ed altre situazioni utilizzate per mostrare la fredda risolutezza di Hayabusa e a giustificare la maledizione di cui cade vittima sono state modificate innanzitutto a vantaggio dell’onestà intelletuale del titolo, che risulta meno pretenziosamente profondo, ma anche a del gameplay, ora completamente privo di interruzioni di sorta. La violenza del protagonista, questa volta, viene espressa esclusivamente dal gameplay.

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L’intero sistema di combattimento è stato completamente riveduto, e Ryu Hayabusa si controlla ora in modo sensibilmente differente. Il numero di combo e attacchi a disposizione dell’eroe vestito di lattice sono aumentati esponenzialmente, e la tempistica dei colpi e dei frame d’invincibilità delle schivate sono stati trasformati in modo da risultare ben più simili a quelli dell’acclamatissimo Ninja Gaiden 2.

Parallelamente, anche l’intelligenza artificiale nemica è stata migliorata in modo da garantire situazioni di gioco sempre complesse (e affollatissime). Ritornana da Ninja Gaiden 2 anche lo smembramento dei nemici con conseguenti cambiamenti delle routine comportamentali degli stessi. È possibile tranciare le braccia di un soldato avversario, ad esempio, che non potrà più utilizzare spade e armi da fuoco, ma in compenso si trasformerà – una volta abituatosi al dolore derivato dalle mutilazioni – in un pericoloso kamikaze pronto a farsi saltare in aria assieme a Ryu alla prima occasione.


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