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Aero Porter: la recensione

Aero Porter è uno dei puzzle-game più intelligenti degli ultimi tempi; sfortunatamente, però, è anche uno dei più frustranti e sconclusionati. Sviluppato da Level-5 in collaborazione con Vivarium, il team di Yoot Saito (creatore dello strano Seaman per Dreamcast, e dell’altrettanto bizzarro Odama per GameCube), il titolo in questione è disponibile sull’eShop del 3DS da qualche settimana, insieme ad altri due titoli facenti parte di Guild 01, la raccolta uscita originariamente in Giappone sulla stessa cartuccia: Liberation Maiden e Crimson Shroud.

Sin dalla schermata principale, decisamente molto minimalista, Aero Porter sprizza stile giapponese da ogni pixel. Chi è cresciuto nel periodo del boom video-ludico made in Japan, riconoscerà in questo gioco la classica giapponesata, la stramberia che solo nel Paese del Sol Levante poteva essere concepita; il comparto grafico è ridotto all’osso e non vi sono pressoché musiche, ma solo effetti audio come il brusìo tipico di un luogo affollato. Aero Porter è, infatti, un simulatore di smistamento bagagli in un aeroporto e, scritto così, non appare certo il gioco più appetibile di sempre. In realtà, l’idea alla base di tutto è a dir poco geniale: controllare il carrello trasportatore che convoglia valigie e borsoni dal check in al rispettivo volo; il macchinario è sviluppato su più livelli, così da poter lavorare per più aerei contemporaneamente; ognuno di essi è caratterizzato da un colore differente, e così i suoi bagagli, per evitare di mischiare le consegne. Con i tasti dorsali (il principale comando del gioco) si sollevano e si abbassano i rulli trasportatori, così da portare le consegne sul rispettivo rullo, mentre con X si può decidere di bloccare cinque bagagli per volta prima che vengano caricati e con Y si può ordinare una razione di carburante, necessario affinché l’impianto possa essere sfruttato nel pieno delle sue capacità (senza energia, infatti, i carrelli vanno a rilento e le luci si spengono, rendendo difficile il lavoro). Con le frecce direzionali, invece, si può regolare la velocità del macchinario.

Ogni carico di bagagli imbarcato correttamente fornisce un certo ammontare di denaro; man mano che si soddisfano sempre più richieste, l’aeroporto si espanderà portando ad un aumento dei carrelli a disposizione, fino ad un massimo di sette. Contemporaneamente, si sbloccheranno alcune funzione altrimenti non disponibili, come la gestione delle luci nei vari livelli. A rendere il tutto più complesso, il fattore tempo ed alcune richieste specifiche (come smaltire un bagaglio sospetto oppure occuparsi dell’aereo del presidente). Vi è inoltre la possibilità di eseguire combo (anche triple, o quadruple) se si riesce a far partire dei voli a poco tempo l’uno dall’altro.

Aero Porter è questo, e poco più. La modalità principale è a senso unico, e non permette di tornare indietro una volta ampliato l’aeroporto (dopo un’oretta o due, quindi, si potrà giocare solo ed esclusivamente con la macchina a sette carrelli), mentre la possibilità di comprare velivoli e personalizzarli con i soldi guadagnati non è di gran mordente poiché fine a se stessa, e dal puro valore collezionistico. Vi è anche il supporto allo StreetPass, ma sfido a trovare qualcuno con cui scambiare dati in questa maniera…

A conti fatti, il problema del gioco è la sua estrema difficoltà, unita a qualche imprecisione che rende il tutto frustrante e per niente godibile. Gestire sette rulli contemporaneamente è di per sé un compito arduo, poiché ci si può confondere con i colori e quindi imbarcare la valigia sull’aereo sbagliato, o perché il tempo stringe e non si riesce a completare uno o più voli (perdendo, così, denaro); quando poi si mette in mezzo la richiesta speciale (il pacco bomba, ad esempio), da esaudire in pochi secondi, il tutto diventa ancor più deprimente. Talvolta, si può finire in un vicolo cieco dove, senza carburante, il macchinario si muove ad una velocità ridicola che impedisce di svolgere il lavoro come si deve e di smistare correttamente i bagagli, spesso finendo in malora perché il pacco sospetto è esploso senza aver la possibilità logistica di smaltirlo. Sfortunatamente, la libertà lasciata al videogiocatore è minima: non si può decidere quando comprare i rifornimenti, come gestire la giornata lavorativa in termini di orari, e se espandere la struttura o meno.

Inoltre, qualche occasionale difetto nel movimento dei bagagli rende l’esperienza di gioco ancor meno piacevole; capita spesso, infatti, di vedersi ritrovare una valigia ben due, se non tre, livelli sottostanti senza che l’input lo prevedesse. Vista la precisione con cui bisogna gestire il tutto, un errore del genere può essere fatale nella partita corrente.

Aero Porter è quindi un gioco dalle meccaniche accattivanti, ma dall’esecuzione troppo rigida e frustrante per essere goduto appieno. Forse, un maniaco della precisione, dotato di buona pazienza, può trovare in questo titolo qualche stimolo in più, ma qualsiasi altro videogiocatore difficilmente ne ricaverà qualche divertimento oltre la prima ora di gioco (escludendo casi estremi di masochismo, ovviamente). Il che è, onestamente, un gran peccato, poiché l’impressione iniziale è molto positiva ed il tutto viene rovinato a causa di un’inutile difficoltà che non lascia alcuna via di scampo.

4.5
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  2. Rispondi

    [...] scaricare ad un prezzo scontato i titoli della serie Guild 01: Liberation Maiden, Crimson Shroud e Aero Porter saranno acquistabili rispettivamente ad un prezzo di 4.99 €, 4.99 € e 2.99 €. Calo di prezzo [...]


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