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Paper Mario: Sticker Star: la recensione

E’ difficile approcciarsi a Paper Mario: Sticker Star senza alcuna aspettativa, per un fan degli spin-off cartacei delle avventure dell’idraulico italiano più figo della galassia. Difficile perché Il Portale Millenario, secondo capitolo della serie uscito su GameCube, è senza alcun dubbio uno dei migliori RPG Giapponesi mai creati — anche se, quando si parla di giganti del genere, finsice sempre immeritatamente in secondo piano, oscurato dall’ombra dei soliti Final Fantasy e Dragon Quest.

Paper Mario: Sticker Star - Nintendo 3DS

Sticker Star però, sin da subito, prende una piega diversa, diametralmente opposta sia dai primi due episodi “Paper” che dall’ibrido platform Super Paper Mario. Per questo motivo, per evitare un impatto infelice con il titolo, occore ridimensionate le proprie aspettative: dimenticate i favolosi partner giocabili e la trama appassionante che hanno reso questi spin-off celebri negli anni. Sticker Star ha un’ossatura più semplice, decisamente più adatta per un titolo portatile.

La storia, davvero semplicissima, è introdotta celermente e senza troppi giri di parole, e non raggiunge mai i toni epici del passato. Questo, però, non significa che il lavoro Intelligent Systems sia una delusione. Abbracciate la sua diversità e scoprirete un mondo unico, popolato da personaggi portati in vita da assurdi dialoghi e punteggiato da situazioni tutt’altro che convenzionali.

Tutto ha inizio quando Bowser disturba la tranquilla celebrazione dello Sticker Festival tentando di appropriarsi della Sticker Star, una stella in grado di esaudire i desideri. Al tocco del pingue lucertolone, però, l’astro esplode, separandosi sei regali adesivi che sfrecciano nel cielo in sei direzioni differenti, lasciandosi dietro una scia di sticker che invadono il regno dei funghi.

L’avventura è presentata in modo episodico, frammentata dall’esplorazione di livelli “alla Mario World“, accessibili comodamente da una coloratissima mappa. Il che vuol dire che, sebbene il mondo di gioco sia abbastanza grande e portare a termine il titolo impieghi una ventina d’ore abbondante, la sensazione è che Sticker Star abbia ambizioni e dimensioni piuttosto ridotte.

Gli sticker sono il fulcro del gioco, influenzano ogni suo aspetto, dalla progressione della trama all’esplorazione. Esteticamente l’idea si sposa perfettamente con la natura “cartacea” del titolo, ma le cose inizialmente non girano per il verso giusto quando si parla delle fasi di combattimento, ancora una volta strutturate in perfetto stile RPG. Ogni azione di Mario è determinata dal consumo di uno sticker usa e getta, il che vuol dire che sarete costretti a recuperare costantemente gli adesivi sparsi per i vari ambienti, al tempo stesso facendo i conti con un inventario davvero troppo limitato. Quando le pagine del vostro album di figurine saranno aumentate e potrete portare con voi più comandi, il problema sarà risolto, ma resta il fatto che le prime ore di gioco potrebbero risultare per alcuni giocatori troppo difficili e frustranti.

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In Paper Mario: Sticker Star non v’è segno di punti esperienza o sistemi di crescita. Mario non migliora le sue statistiche nel corso del gioco, il che a pensarci bene rende i combattimenti casuali un elemento che non si incastra alla perfezione nel puzzle del game design. Dopo tutto gli incontri casuali portano via tempo, causano un’inevitable spreco di preziosi sticker e, sopratutto, mettono in pericolo la vita dell’eroe baffuto. Fuggire dai nemici è infatti consigliato!

L’unico vantaggio, a parte prendere confidenza con i comandi di ogni adesivo, consiste nell’accumulare monete, che però sono completamente inutili nei primi mondi (preparatevi ad accumularne migliaia all’inizio, mentre alla fine del gioco sarete costantemente squattrinati). Come per la limitatezza dell’inventario, anche questo problema svanisce più avanti nell’avventura, quando le monete saranno necessarie per acquistare oggetti particolarmente costosi e aprirsi nuove strade nei livelli, e le battaglie avranno finalmente un vero motivo per essere giocate.

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  2. Rispondi

    [...] l’universo di riferimento bidimensionale cartaceo con efficacia. Un prodotto che infatti su Wiitalia meritò comunque un 7.5, buon voto seppur lontano dai crismi di capolavoro che, per molti, furono quelli [...]



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