Nintendo e Square: una burrascosa relazione – Parte seconda
Dopo aver raccontato come nacque e si evolse il rapporto tra Nintendo e Square a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, Wiitalia ritorna sull’argomento per traghettare il racconto fino ai giorni nostri. Ricapitolando brevemente i trascorsi, la compagnia del chocobo trovò il successo proprio su NES, e continuò a lavorare sulle console della casa di Kyoto fin quando Sony non propose condizioni di sviluppo più favorevoli; inoltre, alcuni sgarbi e noncuranze di Nintendo incrinarono la relazione tra le due aziende, fino alla goccia che fece traboccare il vaso: Super Mario RPG, di fatto un capolavoro ma in pratica un incubo per gli sviluppatori.

Un timido riavvicinamento
La situazione era così compromessa da rimanere tale fino al nuovo Millennio; Square si trovava decisamente bene su PlayStation (tre capitoli principali di Final Fantasy acclamati da critica e pubblico, oltre a numerose nuove IP e seguiti di successo), e così sul successore, e pur di non toccare alcuna console Nintendo (nonostante il Game Boy avesse ricominciato a mietere cifre da capogiro), finì per sviluppare su Wonderswan, la sfortunata piattaforma portatile di Bandai, ideata dal compianto Gunpei Yokoi (il papà del Game Boy); qui, tra porting e spin-off, rilasciò un’autentica perla, il dimenticato, ed inedito in Occidente, Blue Wing Blitz, strategico à la Advance Wars ambientato nei cieli di un mondo steampunk.
I primi anni del 2000 si rivelarono però problematici per Square, nonostante titoli di richiamo come Final Fantasy X e la collaborazione con Disney, Kingdom Hearts (ad oggi il gioco più venduto della compagnia in Nord America, con quasi 4 milioni di copie). Il costosissimo film d’animazione The Spirits Within fu un flop di dimensioni apocalittiche e costrinse la società a riorganizzarsi, smantellando Square Pictures, allontanando Hironobu Sakaguchi (responsabile del progetto) e chiedendo prestiti a destra e a manca; nel frattempo, le trattative per la fusione con la rivale Enix furono fermate da quest’ultima per paura che condizioni finanziarie così pessime influissero sulla riuscita dell’operazione. Da molti demonizzata e criticata, la creazione di Square Enix fu un’unione di forze necessaria per fronteggiare l’incremento delle spese di sviluppo e produzione di videogiochi per le console di nuova generazione. In un clima così teso, e con finanze così disastrate, Square iniziò a riconsiderare il supporto alle console di Nintendo, la quale si confermava nuovamente leader del settore portatile, con un Game Boy Advance già campione d’incassi.

Final Fantasy The Spirits Within: un film d’animazione troppo all’avanguardia per il suo periodo?
Il riavvicinamento iniziò in sordina, con un titolo dedicato ai chocobo (per la precisione, Chocobo Land: A Game of Dice) proprio sul successore del Game Boy; ai tempi, infatti, Sony deteneva una quota importante del capitale di Square e quindi le compagnie erano legate da accordi di esclusività; non essendo ancora entrata nel mercato delle console portatili, però, Sony chiuse un occhio sull’attività di Square in ambito Nintendo nei primi anni 2000, e quindi arrivarono nel giro di pochi mesi Final Fantasy Tactics Advance e Sword of Mana, destinati ad incontrare una buona accoglienza.
Uno stratagemma per svincolare gli accordi con Sony
Ma il grande ritorno, quello che fece scalpore e riempì d’inchiostro le pagine delle riviste, arrivò nell’agosto del 2003 con il lancio di Final Fantasy Crystal Chronicles; diretto da Kazuhiko Aoki, già dietro alcuni dei Final Fantasy più celebri come designer, il titolo in questione fu ufficialmente sviluppato da The Game Designers Studio, una filiale di Square (diventata nel frattempo Square Enix) creata appositamente per gestire i progetti su console Nintendo; Sony, infatti, non avrebbe permesso la stessa libertà avuta su Game Boy Advance, considerando la sua partecipazione finanziaria nel capitale della software house. Il nuovo studio era quindi di proprietà di Akitoshi Kawazu (il creatore di Romancing SaGa, ricordate?), grazie all’ottenimento del 51% delle azioni, e fungeva così da società fantoccio per svincolare i severi legami contrattuali stipulati anni prima con Sony. Di fatto, però, i lavori su Final Fantasy Crystal Chronicles procedettero negli uffici di Square, gli stessi che nel frattempo mettevano a punto Final Fantasy X-2 e preparavano lo scenario del dodicesimo capitolo, uscito poi nel 2006.

L’ambizioso progetto vide la software house lavorare a stretto contatto con Nintendo per sfruttare al meglio le capacià del GameCube, e la connettività del Game Boy Advance, oltre ad ottenere cospicui finanziamenti dal Q Fund, il fondo della compagnia di Kyoto dedicato alle start-up del settore (e The Game Designers Studio ricadeva perfettamente nella categoria). Appaiono quindi evidenti i presupposti che prepararono il terreno ad un nuovo e proficuo approccio; Nintendo tese una mano, forse conscia degli errori commessi tempo addietro, fornendo supporto tecnico e finanziario, mentre Square Enix decise che era ora di sondare nuove strade insieme alle certezze della console Sony, così da avere margini di manovra più ampi nel mercato. La produzione su GameCube, però, si limitò al solo Crystal Chronicles, che alla fine della fiera vendette poco più di un milione di copie nel mondo, e fu accolto con qualche scetticismo. Per un ritorno in grande stile si dovette aspettare la console sulla quale nessuno, inizialmente, avrebbe puntato un centesimo.
Una rinascita… portatile
Il DS uscì sul finire del 2004 in Giappone e Nord America, e nel 2005 in Europa. Partito decisamente sottotono e da molti dato per spacciato nella battaglia contro PSP, il due schermi Nintendo si ritagliò piano piano una fetta di sostenitori fino all’esplosione di massa grazie a giochi come Nintendogs, Brain Training e New Super Mario Bros. Sin da subito, Square Enix si adoperò nel portare sulla nuova console la serie che sembrava più legata al mondo Nintendo: Final Fantasy Crystal Chronicles; con una modalità multi-giocatore locale fino a 4 persone, sembrava inizialmente un progetto di una certa importanza, che avrebbe sfruttato le caratteristiche del DS a dovere, salvo poi sparire e ricomparire ben tre anni e mezzo dopo l’annuncio. Tra il 2006 ed il 2007, in ogni caso, la software house si rivelò comunque molto produttiva, forse anche spinta dal supporto che Enix aveva sempre garantito alle console portatili di Nintendo; arrivò così Final Fantasy III, primo remake dell’omonimo titolo per NES, mai giunto in Occidente, e fu subito successo, con oltre 2 milioni e mezzo di copie vendute nel mondo.


Reggie si sbilancia sul revival delle vecchie IP e sull'arrivo di Friend Collection in Occidente
Il primo titolo free-to-play di Nintendo sarà legato al franchise di Steel Diver
Sega annuncia altri due 3D Classics per l'eShop: Ecco the Dolphin e Galaxy Force II
Wii U - Topic Ufficiale
Wiitalia Direct - la Nintendomania dilaga!


V8bit
12.07 pm
Io spero in un re-make o seguito tutto colorato di Super Mario RPG, ma dubito vedrà mai la luce…
ghost
4.18 pm
Io credo che Super Mario RPG si rinato in Paper Mario
WaPier
1.02 pm
Più spesso articoli così! Complimenti
Sasshi
1.14 pm
Concordo, gran bell’articolo!!
OskaRios
1.29 pm
Ottimo articolo, solo una piccola dimenticanza l’accordo tra Square-Enix e Nintendo prevede la pubblicazione in esclusiva di DQX anche su WiiU.
deveroos
7.44 pm
Giusto
però ancora non sappiamo se DQX arriverà anche su PC, oppure se ufficialmente arriverà in Europa con Nintendo -cosa molto probabile-
DieM
2.45 pm
Ma se io FF3 su DS l’ho giocato in italiano!
Come fa a non essere mai arrivato?
Che fosse una traduzione non ufficiale? In fondo ho giocato la rom.
deveroos
2.57 pm
L’originale per NES non giunse mai in Europa
DieM
2.52 pm
Gli unici giochi belli di Square in effetti sono per console Nintendo, peccato che da noi non arrivino o non vengano tradotti.
Io avrei voluto che passassero Final Fantasy su WiiU… però ora come ora sembra che Final Fantasy debba morire.
Lictor
3.07 pm
Si riferiva al titolo originale, non al remake
Zorgio92
6.55 pm
mai sentito parlare di FF7-8-9-10, i KH originali, DQ8…i titoli Square arrivano anche all’estero
Per il discorso FF secondo me l’unico modo per salvare la saga e convincere Sakaguchi a tornare al timone, magari sotto lo sguardo di Nintendo…dopo l’ottimo The last Story
DieM
8.56 pm
Sì, io intendevo nell’ultimo periodo.
serpex
7.30 pm
Lieto che le compagnie si siano riappacificate. Tra l’altro, ho letto che a settembre FF III (la versione per ds) uscirà anche su PSP, ammetto che la cosa non mi fa molto piacere.
deveroos
7.42 pm
Beh, operazione da due lire per spennare lo spennabile. Final Fantasy II è disponibile anche su iOS da un po’.
serpex
7.53 pm
Questo è vero. Però è l’ennesima dimostrazione di come non esistano più vere “bandiere”. Forse mi sbaglio, ma trovo siano sempre di meno le killer application.
Gazpacho
4.55 pm
Beh si tratta di un’operazione per spremere fino in fondo la macchina. Una curiosità, FFIII sarà anche disponibile su Android OUYA e iDevices, segno che Square è semplicemente in cerca di guadagni facili
Danes81
9.25 pm
Semplicemente Squaresoft, come tutte le SH, è una sgualdrina che segue l’odore dei soldi. Per altro ormai troppo vecchia per poter offrire prestazioni di qualità!
deveroos
10.04 pm
Quale azienda non segue l’odore dei soldi? Giusto per sapere
Danes81
11.24 pm
E cosa ho detto io?
deveroos
11.37 pm
Appunto, ma non solo le software house
Danes81
11.49 pm
Certo! Ho detto SH perchè l’argomento dell’articolo è quello.
Comunque ad esempio una compagnia come Nintendo mi pare che vada un pò (dico un pò) in controtendenza, cercando di offrire sempre qualcosa di nuovo e spesso rischiando parecchio.
KeccoGbr
3.28 am
mmm interessante, quello che manca alla Nintendo é final fantasy, ma ormai chissenefrega, basta che fanno uscire dragon quest che é forse meglio, infatti il IX su ds l’ho finito 2 volte, ma comunque mi é piaciuto un sacco anche ff 3, ma dragon quest sta più avanti.
icarus90
12.00 pm
e aspetto bravely deafeleut con molta ansia