Johnny Kung Fu: la recensione

Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare dei Game & Watch: persino i giocatori più giovani conoscono bene i primi giochi elettronici prodotti da Nintendo a metà degli anni ’70, e questo grazie a diverse riedizioni in formato fisico e digitale per Game Boy e DS.

UFO Interactive cerca di sfruttare la leva nostalgica dei giocatori confezionando Johnny Kung Fu, un titolo difficilmente inquadrabile in un genere specifico ma caratterizzato da una forte componente vintage mescolata con elementi moderni.

Johnny Kung Fu - 3DS eShop

Il pretesto narrativo vede una malvagia organizzazione che porta lo stesso nome della software house che ha sviluppato il gioco (U.F.O, Unethical Financial Operations) rapire la fidanzata di Johnny, un ragazzo ordinario con delle spiccate abilità nelle arti marziali. Per salvare la ragazza Johhny dovrà scalare piano per piano l’altissimo edificio che ospita l’associazione, affrontando di volta in volta la gang del malvagio Mr. Wang.

Tanto la trama quanto lo stile grafico appaiono subito efficaci, entrambi caratterizzati da una semplicità di base quasi ingenua, ma capace di strappare qualche sorriso.

Il gioco si sviluppa attraverso una serie di livelli rappresentati come dei piani raggiungibili attraverso l’ascensore dell’edificio. Nostro compito sarà quello di arrivare all’ultimo piano dell’edificio entro il tempo limite di un’ora, che diminuirà di 5 minuti ogni volta che perderemo le 3 vite a disposizione.

Alternandosi tra lo schermo superiore e quello inferiore, ogni livello è costituito da un minigioco a sé stante, ciascuno caratterizzato da uno stile grafico e da una meccanica di gioco diversa. Inizialmente questa alternanza può dare un’impressione di varietà e freschezza, impressione che purtroppo si ridimensiona subito quando si scopre che i minigiochi a disposizione sono soltanto 5.

Si parte da un clone di Donkey Kong in versione Game & Watch dove il nostro personaggio deve farsi strada fino all’ascensore evitando bombe, accette da cucina e raggi laser lanciate dagli scagnozzi della gang criminale. L’impressione è proprio quella di trovarsi tra le mani uno dei vecchi giochi elettronici, sia per quanto riguarda le immagini e i suoni, sia per quanto riguarda la giocabilità.

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Si passa poi ad uno dei minigiochi “originali” che consiste in un semplicissimo brawler bidimensionale dove il nostro alter ego digitale si trova a dover arrestare un’ondata di cattivi a suon di colpi di kung-fu. I movimenti disponibili si limitano all’uso di pugni, calci e del salto. È inoltre possibile passare da un piano all’altro del livello tramite il pulsante dorsale destro. Nella sua immediatezza e freschezza questa fase può sembrare a primo acchito anche abbastanza riuscita, solo che basta affrontare qualche livello per rendersi conto di quanto sia povera: i nemici non fanno altro che venirci addosso e non è necessario studiare alcun tipo di strategia per affrontarli. Passare da un piano all’altro del livello si rivela subito un’operazione inutile, è sufficiente fare qualche combo e saltare qua e là per evitare gli attacchi. Dopo aver sconfitto un determinato numero di cattivi si presenta un mini-boss caratterizzato da una classica mossa “inarrestabile”; il nostro compito quindi non sarà altro che scanzarci durante l’attacco per poi riavvicinarci e colpire quando questo è finito.

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Il ritmo di queste sezioni brawler viene poi interrotto da un paio di minigiochi piuttosto statici: si passa da un gioco simile a Ball, dove il protagonista deve cercare di non far cadere alcune bombe a terra, ad una sorta di morra cinese dove allo scadere di un timer deve decidere se attaccare il nemico o schivare il suo in base a due numeri assegnati dal gioco: se il nostro numero è maggiore di quello del nemico dovremo avere il tempismo di attaccare subito dopo la comparsa dei numeri, se minore dovremo schivare.

L’ultimo minigioco disponibile è quello al quale è più difficile trovare un senso: uno scagnozzo spegne la luce del piano in cui ci troviamo, e il paesaggio di sfondo perde immediatamente qualsiasi colore. In questo contesto dovremo colpire il nemico per ricaricare una “barra colore”, facendo attenzione ad evitare pezzi di soffitto che cadono dall’alto e gli attacchi del nemico stesso, il tutto con una modalità di gioco simile a quella dei Game & Watch, ovvero caratterizzata da quattro posizioni prestabilite attraverso le quali muovere il personaggio.

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Dopo aver passato un certo numero di livelli ci troviamo ad affrontare un boss di fine livello. Anche qui la dinamica di gioco è ridotta all’osso, e consiste nel colpire col giusto tempismo una serie di coltelli (o missili!) che ci vengono scagliati contro. Una volta colpito un oggetto particolare il boss rimane stordito e allora potremo colpirlo.

Sconfitto il boss di fine livello apprendiamo nuove mosse e combo, uno stratagemma che dovrebbe dare un senso di continuità e progressione ad un gioco che, invece, non ne ha. Per quanto il concept possa essere accattivante, il vero problema di Johnny Kung Fu è che manca totalmente di ritmo, alternando tra loro minigiochi diversissimi nella forma (e questo può essere anche un bene) ma anche nei tempi.  Le sessioni vintage (che costituiscono un buon 70% dell’intero prodotto) se in un primo momento possono strappare un sorriso malinconico, dopo poco annoiano per la loro lentezza. Il tempo limite e la progressione della difficoltà, inoltre, sono a livelli elementari e più che accrescere il senso di sfida quando si arriva ai piani alti, accrescono la frustrazione.

Johnny Kung Fu è un titolo dal concept interessante ma minato da una pessima esecuzione. Lo stile grafico bidimensionale e la componente sonora sono forse gli elementi più riusciti dell’operazione, ma la carica ludica si esaurisce troppo presto. Allo stesso prezzo su eShop si trova decisamente di meglio.

4.0
Commenti Sottoscrivi i commenti
  1. Rispondi

    non immaginavo un voto cosi basso pensavo + a un 6 scarso


  2. Rispondi

    Non prenderò sicuramente questo gioco, ma volevo solo aggiungere (scusate per l’ot) che ho comprato Mutant Mudds e mi è piaciuto veramente tanto, per me la vostra insufficenza è assolutamente ingiustificata… ho lasciato un commento sulla pagina della recensione con le mie motivazioni.


  3. Rispondi

    allora ho fatto bene a non acquistarlo!


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