Planet Crashers: la recensione

Renegade Kid alla riscossa? Forse no…

Dopo il recente Mutant Mudds e l’inedito (per noi europei) Bomb Monkey, Renegade Kid ci riprova a stretto giro di boa con l’eShop del Nintendo 3DS, questa volta non con un platform a scorrimento orizzontale o un puzzle game, ma con un RPG intitolato Planet Crasher.

Planet Crashers per Nintendo 3DS

Diverso il genere, diverso l’approccio, per un titolo che si pone all’apperenza come un gioco di ruolo con combattimenti a turni non casuali, completamente poligonale e deliziato da un approccio stilistico fresco di vaga ispirazione alla Animal Crossing (per quanto concerne l’esplorazione dei vari overworld, con tanto di rotazione di camera sferica). Sotto questa superficie scintillante, però, si cela purtroppo un titolo farraginoso e poco ispirato.

Combat system old style… anche troppo

planet-crashers-3ds-eshop_007La natura del gioco è classica che più classica non si può: con il nostro personaggio potremo esplorare diversi overworld (strutturati a pianeti lungo i quali dovremo spostarci per salvare la galassia da un attacco terroristico che vuol distruggere il Sole) incontrando NPC e punti di interesse indicanti sempre nuove missioni (divise tra primarie e secondarie) per poi accedere tramite appositi portali ai dungeon disseminati lungo il paesaggio, all’interno dei quali affrontare i diversi nemici da sconfiggere cercando di raggiungere gli obiettivi assegnatici.

Il problema principale risiede però nel battle system, vero fulcro del gioco, gestito secondo schemi e modalità veramente difficili da digerire per la loro piattezza, la loro ovvietà e la loro lentezza. I personaggi posizionati uno davanti all’altro procedono nella selezione delle diverse mosse a disposizione tramite un menu a tendina davvero poco accattivante per realizzazione stilistica e reattività di risposta; le animazioni dei combattimenti sono basiche e poco accattivanti; i risultati dei combattimenti praticamente solo testuali. La componente multigiocatore delude a sua volta, proponendo soltanto battaglie uno-a-uno.

In sostanza, il titolo sembra quasi un compendio dell’ABC scolastico del genere RPG tradizionale, senza alcuno spunto di reale interesse, e appesantito da una gestione delle missioni assolutamente poco pratica o user friendly. Il tutto accompagnato da una colonna sonora che scompare nella mediocrità.

Cosa si salva?

Poco, verrebbe da dire. Lo stile adottato dal titolo per personaggi e scenari non è così esecrabile, e anzi proprio in questo mix tra My Sims e Animal Crossing si trova uno spunto di simpatia e interesse che spinge, quantomeno, a giocare con l’interfaccia di creazione e personalizzazione del nostro eroe.

Anche la bizzarria di alcune armi (come la Banana o la Matita Gigante) strappano una smorfia divertita durante le fasi di gioco e scoperta che ci troveremo a vivere su questi pazzi mondi di fantasia.

Concludendo, per fortuna

Renegade Kid fallisce nel tentativo di portare un simpatico e fresco RPG sulle sponde dello shop virtuale del Nintendo 3DS, presentandosi con una produzione che sotto un look cartoonesco ma simpatico nasconde un prodotto talmente scialbo, ripetitivo e debole da non poter esser definito né un RPG per bambini né un RPG per smartphone, dato che in entrambe le succitate categorie si possono trovare esponenti ludici senza dubbio migliori.

4.5
Commenti Sottoscrivi i commenti
  1. Rispondi

    Bha, tralasciando Mutant Mudds che alla fine non è male. Ma perchè Renegade Kid non si dedica a qualcosa di più ? Un’unico progetto su cui puntare senza disperdere organico su questi progetti minori.

    Aspetto l’rpg con le faccione di Nintendo xD


  2. Rispondi

    A me non sembrava male…..


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