Pokémon Conquest: la recensione
I Pokémon sono tra le mascotte videoludiche più amate di tutti i tempi, ed è sempre un piacere vederli alle prese con bizzarri spin-off. Il DS in particolare è stato protagonista di un numero spropositato di titoli di questo genere: i vari Ranger, Trozei, Dash e gli ottimi Mystery Dungeon; giochi sovente diametralmente opposti agli elementi RPG che da sempre definiscono la serie regolare che hanno visto i mostriciattoli interagire con mondi e situazioni imprevedibli… ma mai ci saremmo sognati di vedere Pikachu e compagni scontrarsi con Oda Nobunaga in una versione fantasy del giappone feudale. Pokémon Conquest è un vero e proprio canto del cigno del vetusto portatile a due schermi che ha cambiato per sempre il mercato. Unisce due mondi completamente diversi e lo fa con grande stile, con un ispirato twist strategico che i fan della serie da sempre han chiesto a gran voce.

Sebbene la storia che fa da sfondo al cross-over non sia particolarmente interessante, è difficile resistere al fascino dell’ambientazione e, sopratutto, al ricchissimo cast di personaggi, complice una direzione artistica davvero notevole, che a tratti supera addirittura quella dei titoli originali sia per quanto riguarda i vari generali che è possibile arruolare tra le proprie fila, che per i pokémon veri e propri, ritratti con uno stile graffiante in una gran varietà di pose statiche e raffigurati in-game da sprite animati di tutto rispetto.
Pokémon Conquest è un titolo all’apparenza molto semplice. I veterani della strategia si troveranno davanti un prodotto ben lontano dalle lunghe battaglie e dagli affollati skillset di Tactics Ogre, Disgaea o Final Fantasy Tactics. Difatti – e ovviamente aggiungeremmo, considerando che si tratta di un mix con la serie Koei dedicata ad Oda Nobunaga – Conquest ricorda più da vicino alcuni boardgame e videogame strategici di ampio respiro, e punta all’aspetto simulativo del conflitto anche sotto il punto di vista gestionale e persino diplomatico. Proprio come gli episodi regolari della serie di RPG, anche questo strano cross-over nasconde ben più di un asso nella manica: le brevi schermaglie isometriche sono, infatti, solo la punta di un’iceberg che, di fatto, è composto da una profonda e complessa gestione delle proprie forze militari.
Il campo di battaglia di Pokémon Conquest è l’intera mappa del mondo, che di turno in turno vedrà numerose forze avversarie tentare di consolidare sempre di più la morsa sulle aree sotto il proprio controllo e lanciarsi in aggressioni spietate dirette ai territori circostanti. Compito del giocatore sarà raccogliere risorse, catturare mostri da assegnare ai guerrieri nella propria armata e allenarli per assicurarsi che abbiano la forza necessaria per difendere i confini del regno dagli attacchi nemici, conquistando nuove regioni al tempo stesso.
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DieM
5.58 pm
Secondo me è un po’ esagerata la recensione, non è così spettacolare.
L’idea è buona e il gioco è bello ma con diversi problemini, la grafica,intanto, è pessima, inoltre il fatto che i pokemon possano fare una sola mossa è brutto e limitante, otlre a penalizzare alcuni pokemon, e le arene sono piccole e i pokemon hanno poca mobilità.
Però secondo me vale la pena fare un seguito migliorato, potrebbe essere un ottimo spin off.
NaxW
5.50 pm
Come dice la recensione vista la scarsa popolarità degli strategici in Europa questo gioco è una vera manna dal cielo! o ne posseggo a decine di strategici, per tutte le console, dalla PS1 fino alle next-gen! Purtroppo in questi ultimi anni i migliori titoli sono rimasti confinati in Japan… quindi mi sto giocando questo titolo sul mio Nintendo 3DS XL con sommo godimento!!!
xAndreax
12.55 pm
molto interesante … lo già finito e attendo solo gli eventi wi fi ….